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BUON NATALE PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
martedý, 23 dicembre 2008 07:27

 

Bambini
…….        Buon Natale a tutti i nostri visitatori che ringraziamo per l’affetto e la costanza con le quali ci seguono da più di un anno. Il numero delle visite è aumentato raggiungendo punte di più di mille al giorno e da ogni parte del mondo, finanche dalla Cina. Grazie a tutti con la promessa che cercheremo di essere sempre voce libera per la crescita della nostra città.

(Nella seconda parte il messaggio di Natale del nostro Vescovo) (cliccare per il brano Bianco Natale)

 

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Il Natale che viene

Che Natale sarà, quello che arriva? Certo inquieto e gravido di preoccupazioni. Per le guerre, in corso o latenti, e per il diffondersi del terrorismo. Per il perdurare degli squilibri tra i nord e i sud del mondo, per la precaria situazione economica e per il configurarsi d’una società in cui pare non esserci più posto per il messaggio cristiano.

Nonostante ciò, e proprio per questo con ancor più forza, la Chiesa annuncia la nascita di Cristo. Questo divino evento, più di duemila anni fa, è stato il mezzo con cui Dio ci ha fatto conoscere il suo progetto di bene per vincere il male e liberarci dal peccato.

È il Natale, e non è, come scriveva Thomas Merton, «un giorno come gli altri. Non è solo un altro giorno nella monotona rotazione del tempo, ma il momento in cui l’eternità entra nel tempo ed il tempo, santificato, viene assunto nell’eternità». Illuminante anche il pensiero di sant’Agostino: «Gesù, nascendo, si è fatto nostro salvatore. È nato per noi oggi nel tempo, liberamente, per introdurci eternamente alla vita del Padre. Dio si è fatto uomo perché l’uomo diventasse Dio». Ed allora, come far si che il Natale - che nella contemporaneità quasi si confonde col carnevale - sia di nuovo la celebrazione della nascita del Cristo che dà senso all’esistenza dell’uomo?

Pubblicando i quattro “Inni sacri”, tra i quali “Il Natale”, Alessandro Manzoni indicò nella religione un elemento cardine della formazione della vita. Egli parla dell’evento dell’Incarnazione, unico nella storia e irripetibile, e delle conseguenze che esso ebbe, ha ed avrà, affidandosi ad una metafora: un enorme masso che, staccatosi da un ripido e spiovente dorso montano, precipita a valle causando nella sua rovinosa discesa una frana che ogni cosa travolge fino a che con un tonfo, rumorosamente e provocando sgomento, si arresta a valle. Descrizione formidabile ed efficace anche per la nostra epoca: oggi come due secoli fa, le coscienze sono evidentemente impigrite e distratte dal dilagare del pensiero debole; l’egoismo, l’indifferenza religiosa e il relativismo la fanno da padroni; le lettere e le arti spesso si comportano come veicoli dell’omologazione al banale e all’indistinto; il tutto, poi, proteso verso un’irragionevole ed estrema laicizzazione, il cui approdo è la desacralizzazione.

È chiara la necessità d’un cambiamento, d’una conversione a Cristo, come già tanti, come già ad esempio lo stesso Manzoni, santa Teresina di Lisieux, Claudel o de Foucauld, che a Lui si convertirono proprio in una notte di Natale. Abbiamo un mezzo sicuro: la Parola che fa risplendere la vita (2 Tm 1, 10), che dà splendore e bellezza all’esistenza, che immette e continua a seminare frammenti di sole dentro le vene oscure della storia. Per intraprendere questo cammino di vita nuova, servono coraggio ed un briciolo di saggia follia. La ricetta, l’unica possibile, è quella del ritorno alle origini, a Cristo.

In questo ci è maestra la santa Chiesa, che ci esorta a guardare all’esistenza con l’occhio della fede perché non ci affliggiamo come se non avessimo speranza. Sostenuto da questa consapevolezza, posso formulare gli auguri a voi tutti, confidando di non dimenticare nessuno. Sinceramente e con cuore aperto mi rivolgo agli amici sinceri come agli sconosciuti, auspicando un Natale di carità, coraggio, libertà, impegno. Auguri agli sposi, ai figli, alle mamme ed ai papà; a chi soffre negli ospedali, a chi è privo della libertà; auguri agli immigrati, agli emigrati e ai clandestini, poveri cristi sradicati dalle proprie famiglie, soli e senza affetti. Auguri ai sacerdoti, ai consacrati, ai fedeli e, naturalmente, ad ogni lettore. Auguri, per un Natale finalmente diverso, nuovo perché antico e vero.

+ Vincenzo Bertolone

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