Skip to content

Sibari

Narrow screen resolution Wide screen resolution Increase font size Decrease font size Default font size    Default color brown color green color red color blue color
Advertisement
Vi Trovate: Home arrow Spirito e Fede arrow Vangelo della 2.a Domenica d'Avvento
Skip to content
Vangelo della 2.a Domenica d'Avvento PDF Stampa E-mail
Scritto da don M.Munno   
giovedý, 01 dicembre 2016 08:44

ImageDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 3,1-12. - In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea, dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli è colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!

Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico. Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano; e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.

 Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente? Fate dunque frutti degni di conversione, e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre. Gia la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile».

ImageViale magna grecia, 1 – 87011 Cassano all’Ionio (CS) – Tel. 098174014

 

 “in-formati”

Foglio settimanale parrocchiale

di formazione e informazione

 

4 – 11 DICEMBRE 2016

camminando insieme

 

Continuo a proporre, in questa rubrica, il “Progetto Pastorale” che il nostro vescovo Francesco ha consegnato alle Comunità cristiane della Diocesi di Cassano all’Jonio per i prossimi quattro anni.

LA GIOIA DEL VANGELO (3)

 

Vogliamo impegnare tutto il nostro cuore e le nostre risorse per farlo qui, in questa nostra terra calabrese, nella Diocesi di Cassano allo Ionio. Già lo scorso anno, aiutati dalla lettura sociologica offerta da Giuliano Ricca, abbiamo condiviso alcune osservazioni che sintetizzo per richiamarne la memoria:

-          No alla solitudine pastorale che alimenta l’individualismo e l’autoreferenzialità bloccando la comunione tra vescovo e presbiteri, tra presbiteri, tra vescovo, presbiteri e laici, tra parrocchia e parrocchia, tra aggregazioni ecclesiali;

-          No all’akédia pastorale che impedisce di correre il rischio di cambiamenti;

-          No alle formule tradizionali di religiosità popolare che è “forma più riuscita di inculturazione della fede” (EG 122-126) ma che necessita di purificazione dagli eccessi e dalle forme paganeggianti;

-          Sì alla pastorale integrata, interparrocchiale
- Sì agli uffici di curia e agli uffici pastorali come luoghi di servizio in cui circola fiducia e collaborazione.

 

Ora è maturo il tempo per concordare insieme come la pastorale diocesana possa essere orientata a costruire comunità, a focalizzare l’attenzione sull’evangelizzazione perché il kerigma sia per tutti noi “gioia perfetta”.

Per un discernimento spirituale cristiano sulla realtà delle comunità della diocesi, osserviamo ed analizziamo quali comunità cristiane abbiamo. Quale stile e quali scelte marcano il grande compito dell’annuncio e dell’evangelizzazione? Sono comunità che hanno a cuore il dovere di un’evangelizzazione che offra a tutti non solo ragioni di vita, ma anche percorsi educativi e relazioni pastorali di accompagnamento che consentano l’interiorizzazione dei contenuti di fede?

Qual è l’identità delle nostre Comunità parrocchiali: sono esse “centri di servizi”, “luoghi di culto”, “agenzie sacramentali” oppure comunità fraterne di credenti, chiesa di popolo, spazi e tempi di esperienze evangeliche e di formazione vera, comunità eucaristiche feconde e missionarie?

 

Come iniziare. L’evangelizzazione non può compiersi senza delle comunità cristiane veramente creative e intelligentemente educatrici e ci è utile ricordare che Giovanni Paolo II scriveva che “la “nuova evangelizzazione” vuole rifare il tessuto cristiano della società umana, rifacendo il tessuto delle stesse comunità cristiane” . Le comunità cristiane affrontino coraggiosamente le emergenze attuali, non in posizione difensiva, ma in “uscita”. Papa Francesco suggerisce: “Uscire verso gli altri per giungere alle periferie umane non vuol dire correre verso il mondo senza una direzione e senza senso. Molte volte è meglio rallentare il passo, mettere da parte l’ansietà per guardare negli occhi e ascoltare, o rinunciare alle urgenze per accompagnare chi è rimasto al bordo della strada”.

Le cinque vie indicate al Convegno di Firenze uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare suggeriscono il tracciato da seguire nelle Parrocchie e nelle altre aggregazioni ecclesiali della nostra Chiesa locale.

E noi lo seguiremo insieme tenendo fisso lo sguardo su Colui che ci precede, ci accompagna e continua a scrivere sulle righe incomplete ed imperfette del nostro progetto pastorale.

 

Custodiamoci nella preghiera reciproca! Buona domenica e buon cammino d’Avvento a tutti!

                                               don Michele

 

 

Riflettiamo “insieme” sulla Parola di Dio della Domenica

4 Dicembre 2016

II Domenica di Avvento – A

(Is 11,1-10; Sal 71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12)

 

Il tempo di Avvento, come una “sveglia”, ė iniziato con un forte invito ad interrompere il nostro sonno e a vegliare perché il Signore viene e, venendo, ci salva, dà senso, pienezza, bellezza, compimento alla nostra vita!

In questa seconda tappa domenicale la Parola ci affianca una delle figure tipiche dell’Avvento, colui che è stato il Precursore del Salvatore, che ha battezzato con un battesimo di acqua annunciando che sarebbe arrivato Colui che avrebbe battezzato in Spirito Santo.

Giovanni è stato come una “sveglia” per i suoi contemporanei, attraverso la testimonianza della sua vita e la durezza delle sue parole.

Se domenica scorsa il brano della Lettera ai Romani ci invitava a svegliarci perché la salvezza è vicina, oggi l’Evangelista Matteo, attraverso la predicazione di Giovanni Battista,  ci invita a “convertirci perché il Regno dei Cieli è vicino”.

La salvezza e il Regno dei Cieli coincidono con la persona del Signore Gesù, il “germoglio di Iesse” profetizzato da Isaia nella prima lettura, che fiorendo realizzerà quella “pace messianica” annunciata attraverso le immagini paradossali evocate dallo stesso Profeta: “Il lupo dimorerà insieme con l’agnello; il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà. La mucca e l’orsa pascoleranno insieme; i loro piccoli si sdraieranno insieme. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera; il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso. Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare”.

Questa pace si realizzerà quando permetteremo al “virgulto” di mettere radici profonde e fiorire nella vita di ciascuno di noi, ecco perché occorre “convertirsi”, “preparare la via”, “raddrizzare sentieri”. Ecco perché occorre che ci lasciamo consolare e che perseveriamo nella Sua Parola, che lo “accogliamo” esercitando l’accoglienza verso gli altri, come ci invita a fare San Paolo nel testo della Lettera ai Romani, che ascoltiamo nella seconda lettura.

Ma la Parola, il “germoglio”, non trova accoglienza in noi se non vinciamo quella durezza di cuore, che ci accomuna ai farisei e ai sadducei verso cui inveiva Giovanni, vedendoli presentarsi al suo battesimo.

Quanti Avventi abbiamo celebrato, quante comunioni abbiamo ricevuto, a quante confessioni ci siamo accostati, quante preghiere abbiamo recitato forse anestetizzando le nostre coscienze, reputandoci forse dei “buoni cristiani” senza che di fatto la nostra vita sia realmente cambiata, senza aver permesso al “germoglio di Iesse” di mettere radici e di fiorire in noi!

Per noi, così simili ai farisei e ai sadducei, Giovanni continua a ripetere: “Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente?”.

Vipere che strisciano a terra, che si muovono silenziosamente, nel nascondimento, pronte a mordere a morte chi poco poco prova a sfiorarci, vipere pronte a sputare veleno mortale sugli altri e a curare esclusivamente i propri interessi, magari rivestendosi anche di una certa religiosità fatta di apparenze!

“Fate dunque un frutto degno della conversione”: ecco l’impegno che ci viene consegnato in questa II domenica d’Avvento!

Vogliamo davvero svegliarci, convertirci, fare esperienza della salvezza, entrare nel Regno dei Cieli? Facciamo frutti di conversione!

Ciascuno di noi, esaminando la propria coscienza, individui una realtà, una relazione, una situazione bisognosa di essere risanata, riappacificata, salvata, e si adoperi per permettere al “germoglio di Iesse” di fiorire proprio lì, proprio in quella “regione del cuore”, in quello spazio oscuro della nostra vita, in cui sperimentiamo maggiormente l’incongruenza tra l’essere cristiani,  l’essere di Cristo e il veleno di morte che, nella nostra vita, sta segnando una determinata realtà, una relazione, una situazione.

Proprio lì, in quella “regione buia”, inizieremo ad accogliere la Luce del Salvatore che viene, ad aprirci al Regno dei Cieli che si avvicina, impareremo ad “avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù” e renderemo “con un solo animo che una voce gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo”. Amen. Maranatha!

 

AVVISI

 

- FINO A GIORNO 8 DICEMBRE, SOLENNITÀ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE, AD ECCEZIONE DELLA S. MESSA DOMENICALE DELLE ORE 11:00, LA S. MESSA QUOTIDIANA SARÀ CELEBRATA NELLA CHIESA “SAN GIUSEPPE”.

 


 

DOMENICA 4 DICEMBRE viola

 

II DOMENICA DI AVVENTO

Liturgia delle ore seconda settimana

Is 11,1-10; Sal 71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12

Vieni, Signore, re di giustizia e di pace

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Lorenzo, Floretta, Vincenzo

 

Ore 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo

 

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

e NOVENA DELL’IMMACOLATA

Def. Anna, Teresa, Giuseppe

LUNEDI’ 5 DICEMBRE viola

 

Liturgia delle ore seconda settimana

Is 35,1-10; Sal 84; Lc 5,17-26

Ecco il nostro Dio, egli viene a salvarci

 

 

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

e NOVENA DELL’IMMACOLATA

Def. Francesca

 

 

MARTEDI’ 6 DICEMBRE bianco

 

Liturgia delle ore seconda settimana

S. Nicola – memoria

Is 40,1-11; Sal 95; Mt 18,12-14

Ecco, il nostro Dio viene con potenza

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

e NOVENA DELL’IMMACOLATA

Def. Giacinto, Rosina

 

MERCOLEDI’ 7 DICEMBRE bianco

 

Liturgia delle ore seconda settimana

S. Ambrogio - memoria

Is 40,25-31; Sal 102; Mt 11,28-30

Benedici il Signore, anima mia

 

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

e NOVENA DELL’IMMACOLATA

di ringraziamento e per le vocazioni

 

 

GIOVEDI’ 8 DICEMBRE bianco

 

IMMACOLATA CONCEZIONE B.V. MARIA

Solennità - Liturgia delle ore propria

Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38

Cantate al Signore un canto nuovo,

perché ha compiuto meraviglie

 

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Caterina, Luigi

 

Ore 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo

 

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Stella, Leonardo, Elvira

 

VENERDI’ 9 DICEMBRE viola

 

Liturgia delle ore seconda settimana

Is 48,17-19; Sal 1; Mt 11,16-19

Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita

Ore 15,00 – Chiesa “S. Giuseppe”:

PREGHIERA NELL’ORA DELLA MISERICORDIA –

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

 

Ore 16,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Francesco (trigesimo)

Ore 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Antonio

 

SABATO 10 DICEMBRE viola

 

Liturgia delle ore seconda settimana

Sir 48,1-4.9-11; Sal 79; Mt 17,10-13

Fa’ splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Filomena, Francesco, Silvio

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

Ore 17,30 in poi – “S. Giuseppe”:

GIOVANISSIMI E GIOVANI

 

 

DOMENICA 11 DICEMBRE viola

 

III DOMENICA DI AVVENTO

Liturgia delle ore terza settimana

Is 35,1-6a.8a.10; Sal 145; Gc 5,7-10; Mt 11,2-11

Vieni, Signore, a salvarci

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Marcella

 

Ore 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo e Battesimo

Ore 12,30 – Chiesa “S. Giuseppe”:

50° di Matrimonio

 

Ore 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Francesca

< Precedente   Prossimo >