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Arriva l'influenza, come difenderci? PDF Stampa E-mail
Scritto da Staff.redazione   
martedì, 18 ottobre 2016 06:40
ImageL’influenza è una malattia nota, ma non facile da riconoscere, perché molti dei suoi sintomi sono caratteristici anche delle sindromi parainfluenzali - come raffreddore, faringite, laringite, tracheite, bronchite e polmonite - causate da altri microrganismi. Arriva l'inverno e, come ogni anno, insieme al freddo ecco fare capolino l'influenza, malattia ricorrente non sempre facile da distinguere dalle cosiddete sindromi parainfluenzali citate pocanzi.

Come riconoscerla

 Per riconoscere l'influenza può essere di sicuro aiuto conoscerne le caratteristiche peculiari: si scatena soprattutto in inverno, ovvero nel periodo che va da dicembre a marzo, ​ha una durata non superiore alla settimana - più un eventuale periodo di recupero - in cui compaiono sintomi come febbre alta, raffreddore e/o altri problemi alle vie respiratorie, gola arrossata e dolorante, dolori muscolari.

Per le persone di età superiore ai 75 anni, l'influenza potrebbe essere leggermente differente, con temperatura più bassa ma caratterizzata da astenia, articolazioni e muscoli doloranti oltre a un'intensificazione di tutti quei piccoli disturbi specifici dell'età avanzata.

Influenza 2016-2017

Per l'inverno 2016-2017​, il vaccino utilizzato per combattere l'epidemia influenzale è composto da u​na nuova variante antigenica di sottotipo H3N2, ovvero A/Hong Kong/4801/2014, in sostituzione del ceppo A/Switzerland/9715293/2013 e una variante appartenente al lineaggio B/Victoria/2/87, cioè B/Brisbane/60/2008; è stato invece eliminato il ceppo vaccinale B/Phuket/3073/2013 appartenente al lineaggio B/Yamagata/16/18.

Il ​monitoraggio della circolazione dei virus influenzali verrà attivato a partire dalla 46ª settimana (17 ottobre 2016) e proseguirà fino al 30 aprile 2017.​ I risultati raccolti saranno consultabili sui siti web del Ministero della Salute, dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e del ​​​​Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), e verranno aggiornati con cadenza settimanale.

Il picco influenzale per questa stagione è previsto per gennaio 2017 e, secondo le previsioni, potrebbe coinvolgere oltre 6 milioni di italiani.​

ImageIl vaccino: chi deve e chi non deve farlo

 Da somministrarsi tra la metà di ottobre e la fine di dicembre, il vaccino antinfluenzale può rivelarsi di fondamentale importanza per alcune categorie di persone come le persone anziane o affette da patologie che potrebbero essere aggravate dall'influenza; allo stesso modo le donne in gravidanza al 2° o 3° trimestre e i medici o personale medico a contatto con soggetti a rischio possono trarre giovamento dalla vaccinazione.

Ovviamente, tornano sempre utili le normali precauzioni contro la diffusione e il contagio da parte dei virus: lavarsi le mani di frequente, buttare i fazzoletti utilizzati (se di carta) e cercare di evitare, per quanto possibile, di condividere spazi piccoli e poco areati con persone contagiate e in fase acuta.

Alcune categorie possono richiedere la vaccinazione gratuita, normalmente disponibile nelle Asl e nelle farmacie comunali. A poterne farne richiesta sono le seguenti categorie di persone:

    - età superiore a 65 anni
    - affette da patologie croniche dell'apparato cardiocircolatorio e respiratorio (es. asma, bronchite cronica, enfisema)
    - affette da malattie metaboliche (es. diabete, di tipo reumatico o immunologico)
    - lavoratori presso servizi pubblici
    - assistenti di persone anziane e/o a rischio
    - in attesa di interventi chirurgici di grande entità

 Vaccino: quali precauzioni prendere prima di effettuarlo

 Prima di effettuare il vaccino antinfluenzale è sempre necessario il parere positivo del medico curante, in particolare per le categorie di persone che in passato hanno riscontrato alcune tipologie di allergie, come quelle alle proteine dell'uovo o problemi immunitari di differente natura.

Le donne in gravidanza o in fase di allattamento, invece, non dovrebbero riscontrare alcuna problematica con la somministrazione; in ogni caso è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di famiglia.

Una volta effettuato il vaccino, il quale può essere somministrato anche in contemporanea con altri vaccini e che deve essere conservato tra +2°C e + 8°C senza essere congelato, potrebbero però comparire alcuni effetti collaterali. Tra i più comuni vi sono febbre leggera e malessere generale, con possibilità di dolori muscolari, insieme ad arrossamenti e prurito nella zona dell'iniezione.

Tali reazioni non sono solitamente pericolosi; in caso dovessero sussistere dopo 1 o 2 giorni dalla vaccinazione è però caldamente consigliata una visita al proprio medico curante o, nei casi più gravi, al pronto soccorso più vicino.

fonte: Intrage.it

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