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Premio "CASSANO" 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Staff.redazione   
venerdý, 30 settembre 2016 06:19
ImageDomenica 2 ottobre, ore 18,00 – Teatro Comunale, Cassano All’Ionio - La cerimonia di consegna del Premio Cassano, destinato a studiosi di chiara fama antropologi, linguisti, storici, grazie alla generosa collaborazione del Gruppo Folklorico della Pro Loco di Castrovillari, sarà completata dall’esibizione dei Polimnia, ovvero di due grandi musicisti della nostra terra, Sasà Calabrese e Camillo Maffia, e dalla bella voce di Gerardo Bonifati, interprete magnifico del canto di tradizione orale, e da altri superbi musicisti e cantanti.

La Giuria del Premio Cassano, presieduta da Ottavio Cavalcanti dell’Università della Calabria, e composta da Pasquale Caratù e Annaluisa Rubano dell’Università di Bari, da Filippo Burgarella, Giampiero Givigliano e Giuseppe Trebisacce dell’Università della Calabria, e da Leonardo R. Alario, presidente dell’I.R.S.D.D. e ideatore del Premio, riunitasi nella sala di lettura della Biblioteca dell’IRSDD, ha, quest’anno, assegnato, all’unanimità, il prestigioso riconoscimento agli studiosi:

Maria Margherita Satta, Professore Ordinario di Antropologia culturale nel Dipartimento di Storia, Scienze dell'Uomo e della Formazione dell'Università degli Studi di Sassari, insegna Antropologia Culturale nei Corsi di Laurea in Scienze dei Beni Culturali e in Filosofia e Scienze dell'Educazione. È Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Antropologia culturale ed Etnologia, e docente di Etnologia e Antropologia culturale nei Corsi di Laurea Magistrale in Archeologia e in Antropologia culturale e Etnologia. Il 13 gennaio 2011 è stata eletta nel direttivo scientifico dell'AISEA (Associazione Italiana degli etno-antropologi) ed è inoltre componente del Collegio dei docenti nella Scuola di Dottorato di Ricerca in Scienze dei Sistemi Culturali. Dal 2005 fino al 2008 è stata Presidente del Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali, mentre dal primo ottobre 2008 al 31 dicembre 2011, ha ricoperto la carica di Direttore del Dipartimento di Teorie e Ricerche dei Sistemi Culturali. Da diversi anni ha orientato i suoi interessi verso percorsi di ricerca considerati anche in prospettiva interdisciplinare, privilegiando fondamentali problematiche di indagine con attenzione alla ricerca storico-etnografica e all'analisi antropologico-religiosa. In particolare, ha analizzato le forme di religiosità popolare, i relativi apparati e significati simbolici e i mutamenti di funzione e di significato, in relazione al variare delle condizioni economiche e sociali. Per ciascun settore indagato ha condotto indagini d'archivio, storiografiche e etnografiche. È inoltre autrice di numerose pubblicazioni sia di livello nazionale che internazionale.

Pier Giovanni Guzzo, nato il  4 luglio 1944 a Weihsien, in Cina. Studioso e archeologo di fama internazionale noto da anni a tutta la comunità scientifica e archeologica, anche internazionale, sia per i suoi studi sia per il suo impegno nell’amministrazione dei beni culturali. Laureato in lettere classiche a Roma nel 1966 e si è specializzato in Archeologia presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene. Dal 1986 al 2008 è stato soprintendente archeologo della Puglia, della Calabria, dell’Emilia Romagna, di Napoli e di Pompei. Ha rivestito anche la carica di soprintendente archeologo per la ricostruzione post-sismica delle aree della Campania e Basilicata colpite dal sisma del 1980. Ha diretto gli scavi archeologici di Sibari, il Colosseo e il Museo Nazionale Romano. Docente presso primarie università italiane, ha vinto nel 2009 il prestigioso Premio dei Lincei all'Archeologia. È membro dell’Istituto Archeologico Germanico e socio d’onore dell’Accademia Clementina di Bologna.

Ad accrescere la sua fama di studioso rigoroso una ricchissima bibliografia, sia sui temi specifici dell’archeologia sia sulla tutela e l’organizzazione dei beni culturali.

Antonio Montinaro, linguista. Laureatosi nell’Università del Salento col massimo dei voti, discutendo una tesi in Storia della lingua italiana sul Bestiario d’Amore nella Scuola Poetica Siciliana, svolge attività di ricerca e didattica nell’àmbito dei settori scientifico-disciplinari di Linguistica italiana e di Filologia e Linguistica romanza nell’Università del Salento. Dal 2004 partecipa, come relatore, a numerosi convegni in Italia e all’estero. Nel 2005 e nel 2007 è redattore per i programmi di ricerca scientifica di rilevante interesse nazionale su Censimento, archivio e studio del volgarizzamenti italiani, e su Studio, archivio, lessico dei volgarizzamenti italiani. Dal 2009 è coordinatore del progetto Archivio Digitale degli Antichi Manoscritti della Puglia. Dal 2012 è redattore del Dictionnaire Étymologique Roman. Negli anni accademici 2010/11 al 2013/14 è professore a contratto di Filologia Romanza nella Facoltà di lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Dal 2016 è redattore del Lessico Etimologico Italiano diretto da Max Pfister, già Premio Cassano 2005. Ha tenuto lezioni, su invito, in Università italiane e straniere. Svolge attività di valutatore per le riviste scientifiche «Bollettino del Centro di studi filologici e linguistici siciliani» e «Lingue e Linguaggi». Si è occupato di lirica romanza delle Origini, di trattatistica medievale, di volgarizzamenti, di tradizioni testuali di area meridionale (sec. XIII-XVI), di lessicologia, di lessicografia, di informatica umanistica, producendo oltre trenta pubblicazioni. Ha curato un volume sulla tradizione del Liber marescalcie di Giordano Ruffo.

È socio della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana e della Societé de Linguistique Romane.

Sandro Ruotolo, giornalista. Nel 1974 inizia a scrivere su "Il Manifesto". Con la nascita di Rai Tre, il 12 gennaio del 1980 è assunto nella redazione napoletana della Rai come giornalista con il contratto a tempo indeterminato. Collabora a vari programmi di approfondimento giornalistico come "Tg2 Dossier", "Diogene" e si sposta dalla sua regione d'appartenenza, diventando nel 1986 "inviato speciale". Nel 1988 comincia l'avventura con Samarcanda. Nel 1991 passa al Tg3 diretto da Sandro Curzi. Prima caporedattore, poi vicedirettore nel 1995. Riceve tanti premi, dal "S.Vincent" che mi consegna il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro nel 1998, al Giuseppe Valarioti, al "Marcello Torre", al "Giovanni Losardo", al "Paolo Borsellino",  al "Mimmo Beneventano", al premio Enzo Biagi. Il 25 aprile 2010 i partigiani dell'Anpi gli consegnano il Premio nazionale Renato Benedetto Fabrizi "per l'impegno profuso nella denuncia dell'illegalità, della violazione dell'universalità dei diritti civili ed umani, e della deriva localista e discriminatoria che si sta affermando in molte parti del nostro Paese, richiamando i cittadini a quei valori di unità, coesione e solidarietà propri di una comunità moderna e democratica preconizzati dalla nostra carta costituzionale". A Riccione riceve il premio della critica alla XX edizione del premio Ilaria Alpi per il lavoro con Dina Lauricella sulla terra dei fuochi, "inferno atomico".  Il 28 maggio 2015 riceve il premio Articolo21- Fnsi  perchè: "Giornalista da sempre impegnato a combattere mafie, camorre e malaffare. A questo impegno professionale, etico, civile e politico, ha dedicato tutta la sua vita, senza fare sconti a nessuno, usando lo stesso metro verso ogni governo ed ogni potere". Nell'estate 2015 a Rispescia, Grosseto,  alla festa nazionale di Legambiente riceve il premio Ambiente e Legalità. A Padula, Salerno, gli consegnano il premio internazionale Joe Petrosino, il primo poliziotto italo americano ucciso dalla mafia, perché "giornalista di grande acume, professionalità e coraggio, ha condotto inchieste di particolare rilievo, offrendo contributi notevoli per il trionfo della legalità". 

Più  volte è stato minacciato per il suo lavoro, e  dopo una lettera anonima ricevuta nell'ottobre del 2009, è stato "protetto" per diversi mesi da un dispositivo nella città di Roma ma dal 4 maggio 2015 vive sotto scorta (due carabinieri e una macchina blindata) su tutto il territorio nazionale, essendo stato minacciato da Michele Zagaria, boss del clan dei casalesi, che lo vuole "squartato vivo".   La fortuna di lavorare per un settimanale di approfondimento giornalistico gli ha consentito di occuparsi degli avvenimenti che erano ritenuti "importanti" e di girare in lungo e largo per l'Italia e anche per il mondo. È stato nei paesi in guerra come l'Afghanistan, la Serbia, il Kossovo, ha raccontato la tragedia palestinese, la rivolta in Libia contro Gheddafi, l'Albania, i drammi delle grandi migrazioni. Nel 2000 ha narrato  la frontiera tra il Messico e gli USA. Il 31 ottobre 2011 lascia la Rai e intraprende l'avventura di servizio pubblico con Michele Santoro, che si conclude su La7 a Firenze il 18 giugno 2015.  Umiltà, buonafede, indipendenza (e la strada) lo hanno accompagnato in questo meraviglioso lavoro che ha bisogno di passione per essere unico.

Casa Editrice Donzelli. Un mondo aperto: quando nacque la Donzelli (i primi titoli uscirono nel febbraio del 1993) l’idea posta al centro della riflessione, la sfida lanciata a se stessi e ai lettori, fu proprio questa.

Un piccolo gruppo intellettuale, geloso della propria autonomia, dotato di grandi entusiasmi ma di limitate risorse finanziarie, decise in quel momento di mettere a frutto l’esperienza fatta negli anni precedenti attorno alla rivista “Meridiana” e allo studio del Mezzogiorno contemporaneo, e di alzare il tiro, fondando una casa editrice che avesse per dimensione di riferimento il mondo che ci stava davanti. Un mondo nuovo, post-ideologico, fatto di frantumate identità più che di tranquille certezze, di complicati conflitti più che di contrapposti e bloccati antagonismi. E però un mondo aperto: all’ansia e all’inquietudine, ma anche alla curiosità e alla esplorazione.

Curiosità, progetto, catalogo sono state da allora le nostre parole d’ordine. Una curiosità onnivora, invadente, capace di spaziare dall’indagine sulle trasformazioni del nostro “piccolo” universo, all’attenzione per gli altri tempi e gli altri spazi. Un progetto a tutto campo, che non settorializzasse la ricerca, che mescolasse i saperi, le tendenze, le discipline, moltiplicandone gli effetti di conoscenza. Un catalogo strutturato come una rete in grado di accogliere ogni libro con elasticità, ma di cui fosse possibile individuare la trama, i fili portanti.

Libri cercati secondo un disegno; disposti sopra una mappa; libri da inventare, quando non si trovino già fatti.

Libri, non feticci. Non l’ultimo baluardo della cultura contro le nuove barbarie. Occhi e mani di carta per vedere e toccare pezzi di mondo.

   Dopo il successo delle precedenti edizioni, il Premio, che quest’anno, con la compartecipazione dell’Amministrazione Comunale di Cassano, delle Terme Sibarite e della Banca di Credito Cooperativo Mediocrati, sarà celebrato il 2 ottobre prossimo nel Teatro Comunale di Cassano, impingua il suo Albo con la presenza di eminenti studiosi di chiara fama e del coraggioso giornalista Sandro Ruotolo, dando testimonianza dell’importanza assunta, con gli anni, nel panorama della promozione della ricerca scientifica e della funzione che sta svolgendo nel proporre la Calabria all’attenzione di intellettuali europei tra i maggiori del nostro tempo. La serata  sarà presentata dall’antropologo Gianfranco Donadio.

     Leonardo R. Alario

Presidente dell’I.R.S.D.D.

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