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Vangelo di Domenica 10 Luglio PDF Stampa E-mail
Scritto da don M.Munno   
venerdý, 08 luglio 2016 12:02
ImageVangelo secondo Luca (10, 25-37) - In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' così». Image

Viale magna grecia, 1 – 87011 Cassano all’Ionio (CS) – Tel. 098174014

 

 “in-formati”

Foglio settimanale parrocchiale

di formazione e informazione

 

10 – 17 LUGLIO 2016

 

camminando insieme

 

 Continuo a proporre in questa rubrica, nel contesto del Giubileo della Misericordia, il ciclo di catechesi del Santo Padre Francesco sulla Misericordia di Dio.

 

«Quante volte, durante questi primi mesi del Giubileo, abbiamo sentito parlare delle opere di misericordia! Oggi il Signore ci invita a fare un serio esame di coscienza. E’ bene, infatti, non dimenticare mai che la misericordia non è una parola astratta, ma è uno stile di vita: una persona può essere misericordiosa o può essere non misericordiosa; è uno stile di vita. Io scelgo di vivere come misericordioso o scelgo di vivere come non misericordioso. Una cosa è parlare di misericordia, un’altra è vivere la misericordia. Parafrasando le parole di san Giacomo apostolo (cfr 2,14-17) potremmo dire: la misericordia senza le opere è morta in sé stessa. E’ proprio così! Ciò che rende viva la misericordia è il suo costante dinamismo per andare incontro ai bisogni e alle necessità di quanti sono nel disagio spirituale e materiale. La misericordia ha occhi per vedere, orecchi per ascoltare, mani per risollevare…

La vita quotidiana ci permette di toccare con mano tante esigenze che riguardano le persone più povere e più provate. A noi viene richiesta quell’attenzione particolare che ci porta ad accorgerci dello stato di sofferenza e bisogno in cui versano tanti fratelli e sorelle. A volte passiamo davanti a situazioni di drammatica povertà e sembra che non ci tocchino; tutto continua come se nulla fosse, in una indifferenza che alla fine rende ipocriti e, senza che ce ne rendiamo conto, sfocia in una forma di letargo spirituale che rende insensibile l’animo e sterile la vita. La gente che passa, che va avanti nella vita senza accorgersi delle necessità degli altri, senza vedere tanti bisogni spirituali e materiali, è gente che passa senza vivere, è gente che non serve agli altri. Ricordatevi bene: chi non vive per servire, non serve per vivere.

Quanti sono gli aspetti della misericordia di Dio verso di noi! Alla stessa maniera, quanti volti si rivolgono a noi per ottenere misericordia. Chi ha sperimentato nella propria vita la misericordia del Padre non può rimanere insensibile dinanzi alle necessità dei fratelli. L’insegnamento di Gesù che abbiamo ascoltato non consente vie di fuga: Avevo fame e mi avete dato da mangiare; avevo sete e mi avete dato da bere; ero nudo, profugo, malato, in carcere e mi avete assistito (cfr Mt 25,35-36). Non si può tergiversare davanti a una persona che ha fame: occorre darle da mangiare. Gesù ci dice questo! Le opere di misericordia non sono temi teorici, ma sono testimonianze concrete. Obbligano a rimboccarsi le maniche per alleviare la sofferenza.

A causa dei mutamenti del nostro mondo globalizzato, alcune povertà materiali e spirituali si sono moltiplicate: diamo quindi spazio alla fantasia della carità per individuare nuove modalità operative. In questo modo la via della misericordia diventerà sempre più concreta. A noi, dunque, è richiesto di rimanere vigili come sentinelle, perché non accada che, davanti alle povertà prodotte dalla cultura del benessere, lo sguardo dei cristiani si indebolisca e diventi incapace di mirare all’essenziale. Mirare all’essenziale. Cosa significa? Mirare Gesù, guardare Gesù nell’affamato, nel carcerato, nel malato, nel nudo, in quello che non ha lavoro e deve portare avanti una famiglia. Guardare Gesù in questi fratelli e sorelle nostri; guardare Gesù in quello che è solo, triste, in quello che sbaglia e ha bisogno di consiglio, in quello che ha bisogno di fare strada con Lui in silenzio perché si senta in compagnia. Queste sono le opere che Gesù chiede a noi! Guardare Gesù in loro, in questa gente. Perché? Perché così Gesù guarda me, guarda tutti noi».

 

Custodiamoci nella preghiera reciproca! Buona domenica a tutti!

                                                               don Michele

 

  

Riflettiamo “insieme” sulla Parola di Dio della Domenica

10 Luglio 2016

XV Domenica del Tempo Ordinario – C

(Dt 30,10-14; Sal 18; Col 1,15-20; Lc 10,25-37)

 

C’è una desiderio di “vita eterna”, di pienezza di vita, di felicità, che tutti portiamo nel cuore.

Un desiderio che custodiva nel profondo della sua anima anche il dottore della Legge che, nel Vangelo di questa XV domenica del tempo ordinario, cerca di mettere alla prova Gesù.

Questo dottore conosceva molto bene il contenuto della Legge, ne conosceva tutti i precetti e, probabilmente, cercava anche di osservarli.

Spesso, però, la Legge era utilizzata dai dottori, dagli scribi e dai farisei come una recinzione, una serie di paletti da mettere, in modo che sapessero bene fin dove dovevano spingersi e oltre dove non sarebbero potuti andare.

Nella parabola raccontata da Gesù questa interpretazione “restrittiva” della Legge viene enfaticamente utilizzata.

Il sacerdote e il levita, infatti, che come il dottore che interroga Gesù, conoscevano molto bene la Legge, si comportarono esattamente secondo la “lettera” della Legge.

Questi vedono e passano oltre. Infatti, se si fossero avvicinati si sarebbero potuti “contaminare” e avrebbero perso la “purezza rituale” richiesta dalla Legge per il loro servizio religioso.

Si può conoscere molto bene il contenuto della Legge, si possono conoscere e mettere in pratica tutte le prescrizioni, tutti i precetti, ma essere profondamente lontani dallo “spirito” della stessa Legge, dal suo “cuore”.

È un rischio che potremmo correre anche noi cristiani: essere dei grandi studiosi della Parola di Dio e della teologia, dei bravi professori, dei bravi catechisti, dei bravi “praticanti” di tutti i precetti, sempre presenti alle diverse funzioni e ai diversi incontri, sempre in prima fila, ma col cuore – anche se radicato nel profondo resta il desiderio di pienezza e di felicità – col cuore pronto a costruire recinti, a mettere paletti, a separare buoni e cattivi ... un cuore così distante dal cuore di Dio!

La Parola di Dio di questa domenica ci spinge ad andare oltre i recinti e i paletti, a non soffermarci alla lettera della Legge, anche se questa potrebbe garantire una sorta di “sicurezza”, ma una sicurezza che accomoda, che fa sedere, che spegne la gioia del Vangelo!

Mentre la Parola di Dio ci spinge ad osare di più, a rimetterci in cammino, a camminare sempre!

“Obbedire alla voce del Signore, osservando i suoi comandi e i suoi decreti e convertirsi al Signore con tutto il cuore e con tutta l’anima” significa andare oltre la lettera, perché la Legge del Signore, prima di essere depositata in un libro o in un luogo inaccessibile, è “nella bocca e nel cuore” ... nel cuore, perché tutti possano ascoltarla e metterla in pratica, tutti!

Proprio come il Samaritano della parabola. Questi era considerato un eretico, una sorta di scomunicato.

Nel brano del Vangelo secondo Luca, che abbiamo ascoltato due domeniche fa, ad esempio, Giacomo e Giovanni avevano detto a Gesù se avessero dovuto chiedere un fuoco dal cielo per consumare gli abitanti di quel villaggio di samaritani che non avevano accolto Gesù poiché era in cammino verso Gerusalemme.

Ora proprio Gesù, mentre è in cammino verso Gerusalemme, addita un Samaritano come modello di compassione ...

Il dottore conosce a memoria il contenuto della Legge: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso” ... lo conosce davvero bene ... la sua bravura nel conoscere è attestata dallo stesso Gesù: “hai risposto bene”!

Ma Gesù aggiunge: “fa’ questo” e avrai la vita eterna, avrai pienezza di vita, sarai felice davvero!

Dopo aver raccontato la parabola Gesù dice ancora: “va e anche tu fa’ lo stesso”!

Amare Dio e amare il prossimo significa “fare”, vivere avendo compassione, sapendo soffrire insieme, facendosi carico dell’altro e delle sue sofferenze.

Cosa dobbiamo fare per avere la vita eterna, per essere felici?

Stare accanto, vedere e aver compassione, farci vicini, fasciare le ferite, farci carico, prenderci cura, dare il nostro contributo perché questa compassione duri nel tempo, continui dopo di noi.

È proprio questo ciò che Gesù ha fatto per noi e ci ha insegnato a fare. Andiamo e anche noi facciamo lo stesso. Amen.

 

 

DOMENICA 10 LUGLIO verde

 

Ë XV DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Liturgia delle ore terza settimana

Dt 30,10-14; Sal 18; Col 1,15-20; Lc 10,25-37

I precetti del Signore fanno gioire il cuore

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Concetta

 

Ore 17,30 – PINETA DI SIBARI: S. MESSA

Pro populo

 

Ore 19,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Emilio, Rosina

 

LUNEDI’ 11 LUGLIO bianco

 

S. BENEDETTO – Patrono d’Europa
Festa

Liturgia delle ore propria

Pr 2,1-9; Sal 33; Mt 19,27-29

Gustate e vedete com’è buono il Signore

 

 

Ore 19,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Vittorio

 

Ore 19,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”:

INCONTRO PRESEPE VIVENTE

 

MARTEDI’ 12 LUGLIO verde

 

Liturgia delle ore terza settimana

Is 7,1-9; Sal 47; Mt 11,20-24

Dio ha fondato la sua città per sempre

 

 

Ore 19,00 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Saverio, Luigi

 

MERCOLEDI’ 13 LUGLIO verde

 

Liturgia delle ore terza settimana

Is 10,5-7.13-16; Sal 93; Mt 11,25-27

Il Signore non respinge il suo popolo

 

 

Ore 19,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Rosina, Giuseppe e Livio

 

GIOVEDI’ 14 LUGLIO verde

 

Liturgia delle ore terza settimana

Is 26,7-9.12.16-19; Sal 101; Mt 11,28-30

Il Signore dal cielo ha guardato la terra

 

 

Ore 19,00 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Filomena

VENERDI’ 15 LUGLIO bianco

 

Liturgia delle ore terza settimana

S. Bonaventura – memoria

Is 38,1-6.21-22.7-8; Cant. Is 38,10-12.16; Mt 12,1-8

Tu, Signore, hai preservato la mia vita

dalla fossa della distruzione

 

 

Ore 19,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Leonardo, Marcella

SABATO 16 LUGLIO bianco

 

Liturgia delle ore terza settimana

B. V. Maria del Monte Carmelo – memoria facoltativa

Mi 2,1-5; Sal 9; Mt 12,14-21

Non dimenticare i poveri, Signore!

 

 

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Carmelina, Francesco

 

 

DOMENICA 17 LUGLIO verde

 

Ë XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Liturgia delle ore quarta settimana

Gen 18,1-10a; Sal 14; Col 1,24-28; Lc 10,38-42

Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Giuseppe

 

Ore 17,30 – PINETA DI SIBARI: S. MESSA

Pro populo

 

Ore 19,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Carmela

 

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