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Vangelo di Domenica 12 Giugno PDF Stampa E-mail
Scritto da don M.Munno   
giovedý, 09 giugno 2016 21:42
ImageDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 7,36-50.8,1-3. - In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato. A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice».

Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, dì pure». «Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?».Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.
Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi.
Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.
Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati».
Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?».
Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; và in pace!».
In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio.
C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni,
Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

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Viale magna grecia, 1 – 87011 Cassano all’Ionio (CS) – Tel. 098174014

 

 “in-formati”

Foglio settimanale parrocchiale

di formazione e informazione

 

12 – 19 GIUGNO 2016

camminando insieme

 

 Continuo a proporre in questa rubrica, nel contesto del Giubileo della Misericordia, il ciclo di catechesi del Santo Padre Francesco sulla Misericordia di Dio.

 

«Oggi ci soffermiamo sul primo dei miracoli di Gesù, che l’evangelista Giovanni chiama “segni”, perché Gesù non li fece per suscitare meraviglia, ma per rivelare l’amore del Padre. Il primo di questi segni prodigiosi è raccontato proprio da Giovanni (2,1-11) e si compie a Cana di Galilea. Si tratta di una sorta di “portale d’ingresso”, in cui sono scolpite parole ed espressioni che illuminano l’intero mistero di Cristo e aprono il cuore dei discepoli alla fede. Vediamone alcune.

Nell’introduzione troviamo l’espressione «Gesù con i suoi discepoli» (v. 2). Coloro che Gesù ha chiamato a seguirlo li ha legati a sé in una comunità e ora, come un’unica famiglia, sono invitati tutti alle nozze. Dando avvio al suo ministero pubblico nelle nozze di Cana, Gesù si manifesta come lo sposo del popolo di Dio, annunciato dai profeti, e ci rivela la profondità della relazione che ci unisce a Lui: è una nuova Alleanza di amore. Cosa c’è a fondamento della nostra fede? Un atto di misericordia con cui Gesù ci ha legati a sé. E la vita cristiana è la risposta a questo amore, è come la storia di due innamorati. Dio e l’uomo si incontrano, si cercano, si trovano, si celebrano e si amano: proprio come l’amato e l’amata nel Cantico dei Cantici. Tutto il resto viene come conseguenza di questa relazione. La Chiesa è la famiglia di Gesù in cui si riversa il suo amore; è questo amore che la Chiesa custodisce e vuole donare a tutti.

Nel contesto dell’Alleanza si comprende anche l’osservazione della Madonna: «Non hanno vino» (v. 3). Come è possibile celebrare le nozze e fare festa se manca quello che i profeti indicavano come un elemento tipico del banchetto messianico (cfr Am 9,13-14; Gl 2,24; Is 25,6)? L’acqua è necessaria per vivere, ma il vino esprime l’abbondanza del banchetto e la gioia della festa. È una festa di nozze nella quale manca il vino; i novelli sposi provano vergogna di questo. Ma immaginate voi finire una festa di nozze bevendo thé; sarebbe una vergogna. Il vino è necessario per la festa. Trasformando in vino l’acqua delle anfore utilizzate «per la purificazione rituale dei Giudei» (v. 6), Gesù compie un segno eloquente: trasforma la Legge di Mosè in Vangelo, portatore di gioia. Come dice altrove lo stesso Giovanni: «La Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo» (1,17).

Le parole che Maria rivolge ai servitori vengono a coronare il quadro sponsale di Cana: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (v. 5). È curioso: sono le ultime sue parole riportate dai Vangeli: sono la sua eredità che consegna a tutti noi. Anche oggi la Madonna dice a noi tutti: “Qualsiasi cosa vi dica – Gesù vi dica -, fatela”. È l’eredità che ci ha lasciato: è bello! Si tratta di un’espressione che richiama la formula di fede utilizzata dal popolo di Israele al Sinai in risposta alle promesse dell’alleanza: «Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!» (Es 19,8). E in effetti a Cana i servitori ubbidiscono. «Gesù disse loro: Riempite d’acqua le anfore. E le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto. Ed essi gliene portarono» (vv. 7-8). In queste nozze, davvero viene stipulata una Nuova Alleanza e ai servitori del Signore, cioè a tutta la Chiesa, è affidata la nuova missione: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela!». Servire il Signore significa ascoltare e mettere in pratica la sua Parola. E’ la raccomandazione semplice ma essenziale della Madre di Gesù ed è il programma di vita del cristiano. Per ognuno di noi, attingere dall’anfora equivale ad affidarsi alla Parola di Dio  per sperimentare la sua efficacia nella vita. Allora, insieme al capo del banchetto che ha assaggiato l’acqua diventata vino, anche noi possiamo esclamare: “Tu hai tenuto da parte il vino buono finora” (v. 10). Sì, il Signore continua a riservare quel vino buono per la nostra salvezza, così come continua a sgorgare dal costato trafitto del Signore.

La conclusione del racconto suona come una sentenza: «Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui» (v. 11). Le nozze di Cana sono molto più che il semplice racconto del primo miracolo di Gesù. Come uno scrigno, Egli custodisce il segreto della sua persona e lo scopo della sua venuta: l’atteso Sposo dà avvio alle nozze che si compiono nel Mistero pasquale. In queste nozze Gesù lega a sé i suoi discepoli con una Alleanza nuova e definitiva. A Cana i discepoli di Gesù diventano la sua famiglia e a Cana nasce la fede della Chiesa. A quelle nozze tutti noi siamo invitati, perché il vino nuovo non viene più a mancare!».

 

Custodiamoci nella preghiera reciproca! Buona domenica a tutti!

                                                               don Michele

 

 

Riflettiamo “insieme” sulla Parola di Dio della Domenica

12 Giugno 2016

XI Domenica del Tempo Ordinario – C

(2Sam 12,7-10.13; Sal 31; Gal 2,16.19-21; Lc 7,36-8,3)

 

Domenica scorsa la liturgia ci presentava, nella prima lettura e nella pagina del Vangelo, il racconto di due giovani – figli unici di madri vedove – restituiti alla vita fisica.

Le letture di questa XI domenica del tempo ordinario ci presentano degli eventi ancora più radicali rispetto al recupero della vita fisica: dal peccato, che è la morte esistenziale, al perdono, che è vita in pienezza.

Tutti possiamo far esperienza di peccato: non ne è stato esente neppure il santo re Davide, che Dio aveva scelto perché guidasse il popolo di Israele al posto di Saul!

Nella vicenda di Davide, richiamata nelle parole del profeta Natan, possiamo cogliere proprio lo scarto che esiste tra la Misericordia di Dio che lo aveva scelto, unto, costituito re e l’infedeltà di chi si lascia dominare dalle proprie passioni fino a macchiarsi di un crimine terribile!

Lapidaria è ancora la conclusione della prima lettura – a ricordare che la Misericordia è sempre più grande delle nostre miserie, perché Dio ci perdona sempre, non si stanca mai di perdonare – “Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai»”.

Nella pagina del vangelo ad essere perdonata è una donna peccatrice che compie verso Gesù alcuni gesti che manifestano – come evidenzierà lo stesso Gesù – “grande amore”!

Nella casa in cui Gesù entra e siede a mensa, però, la donna non è l’unica ad aver commesso peccato.

L’Evangelista Luca non descrive la moralità di Simone che,  formalmente, per il suo essere fariseo, si riteneva giusto. Eppure la descrizione dei pensieri di questo fariseo rivelano un cuore che disprezza la donna e, in definitiva, disprezza lo stesso Gesù: “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!”.

Ecco il “peccato grande”, che Papa Francesco chiama “corruzione”: è la presunzione di essere giusti, migliori, e disprezzare e giudicare gli altri!

Il contrasto è ancor più enfatizzato dal fatto che Gesù entra a casa di questo fariseo e ne condivide il pasto. Siamo così aiutati a prendere coscienza che possiamo anche avere una grande famigliarità con Gesù, essere dei buoni praticanti, dei catechisti, possiamo far parte del coro, possiamo essere dei sacerdoti o dei bravi professori di teologia e contemporaneamente essere molto distanti da Gesù nei pensieri, nei sentimenti, nel modo di essere e di agire!

Quanti si trovano ad essere come Simone avranno sempre da ridire e da criticare quando ci saranno discepoli di Gesù, peccatori amati e perdonati, che continueranno a porre i suoi stessi gesti scandalosi!

A volte basta osservare attentamente ciò che accade nelle nostre Comunità e, a volte, anche nelle nostre celebrazioni, per renderci conto che le dinamiche che si verificarono a casa di Simone continuano a ripetersi anche oggi!

Quanto siamo capaci di lasciarci realmente amare e perdonare da Gesù? Quanto lo amiamo? Quanto siamo capaci di amare e perdonare i fratelli e le sorelle, di includerli e non escluderli, di farci carico delle loro fragilità, di aiutarli ad incontrare il Signore Gesù, l’Unico che può rimettere in piedi la nostra vita e la vita di ciascun uomo e di ciascuna donna? Quando saremo capaci di passare dall’essere “rottamatori” all’essere “restauratori” di esistenze umane?

Lasciamoci afferrare e conquistare dall’Amore di Dio in Cristo Gesù, fino a rendere ogni fibra del nostro essere un gemito che grida con san Paolo: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me”!

Amen.

 

 

 

AVVISI

 

- DA DOMENICA 12 GIUGNO, PER TUTTA L’ESTATE, È SOSPESA LA S. MESSA DELLE ORE 11:00.

 

- DA LUNEDÌ 13 GIUGNO LA S. MESSA VESPERTINA SARÀ CELEBRATA ALLE ORE 19:00.

 


 

DOMENICA 12 GIUGNO verde

 

XI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Liturgia delle ore terza settimana

2Sam 12,7-10.13; Sal 31; Gal 2,16.19-21; Lc 7,36-8,3

Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato

GIORNATA DELLA COMUNITÀ

 

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Saverio, Luigi

 

 

Ore 18,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Emilio, Rosina

 

LUNEDI’ 13 GIUGNO bianco

 

Liturgia delle ore terza settimana

Sant’Antonio di Padova - memoria

1Re 21,1b-16; Sal 5; Mt 5,38-42

Sii attento, Signore, al mio lamento

 

 

Ore 19,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Giovanni, Assunta

 

MARTEDI’ 14 GIUGNO verde

 

Liturgia delle ore terza settimana

1Re 21,17-29; Sal 50; Mt 5,43-48

Pietà di noi, Signore: abbiamo peccato

 

 

Ore 19,00 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Salvatore, Rachele

 

MERCOLEDI’ 15 GIUGNO verde

 

Liturgia delle ore terza settimana

2Re 2,1.6-14; Sal 30; Mt 6,1-6.16-18

Rendete saldo il vostro cuore,

voi tutti che sperate nel Signore

 

 

Ore 19,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Salvatore, Mariangela

 

GIOVEDI’ 16 GIUGNO verde

 

Liturgia delle ore terza settimana

Sir 48,1-14; Sal 96; Mt 6,7-15

Gioite, giusti, nel Signore

 

 

Ore 19,00 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Ugo, Ernesto, Concetta

VENERDI’ 17 GIUGNO verde

 

Liturgia delle ore terza settimana

2Re 11,1-4.9-18.20; Sal 131; Mt 6,19-23

Il Signore ha scelto Sion, l’ha voluta per sua residenza

 

 

Ore 19,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Domenica (1° anniversario)

SABATO 18 GIUGNO verde

 

Liturgia delle ore terza settimana

2Cr 24,17-25; Sal 88; Mt 6,24-34

La bontà del Signore durerà in eterno

 

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Filomena

 

 

 

DOMENICA 19 GIUGNO verde

 

XII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Liturgia delle ore quarta settimana

 

Zc 12,10-11;13,1; Sal 62; Gal 3,26-29; Lc 9,18-24

Ha sete di te, Signore, l’anima mia

GIORNATA DELLA COMUNITÀ

 

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Battista

 

 

Ore 19,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Concetta

 

 

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