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Vangelo IV Domenica di Quaresima PDF Stampa E-mail
Scritto da don M.Munno   
venerdý, 04 marzo 2016 18:17
ImageDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 15,1-3.11-32. - In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». Allora egli disse loro questa parabola: Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.

Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: E' tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

 

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Viale magna grecia, 1 – 87011 Cassano all’Ionio (CS) – Tel. 098174014

 

 

 “in-formati”

Foglio settimanale parrocchiale

di formazione e informazione

 

6 – 13 marzo 2016

 

camminando insieme

 

Continuo a proporre in questa rubrica, nel contesto del Giubileo della Misericordia, il ciclo di catechesi del Santo Padre Francesco sulla Misericordia di Dio.

«Parlando della misericordia divina, abbiamo più volte evocato la figura del padre di famiglia, che ama i suoi figli, li aiuta, se ne prende cura, li perdona. E come padre, li educa e li corregge quando sbagliano, favorendo la loro crescita nel bene. È così che viene presentato Dio nel primo capitolo del profeta Isaia, in cui il Signore, come padre affettuoso ma anche attento e severo, si rivolge ad Israele accusandolo di infedeltà e corruzione, per riportarlo sulla via della giustizia. Inizia così il nostro testo: «Udite, o cieli, ascolta, o terra, così parla il Signore: “Ho allevato e fatto crescere figli, ma essi si sono ribellati contro di me. Il bue conosce il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone, ma Israele non conosce, il mio popolo non comprende”» (1,2-3).

Dio, mediante il profeta, parla al popolo con l’amarezza di un padre deluso: ha fatto crescere i suoi figli, ed ora loro si sono ribellati contro di Lui. Persino gli animali sono fedeli al loro padrone e riconoscono la mano che li nutre; il popolo invece non riconosce più Dio, si rifiuta di comprendere. Pur ferito, Dio lascia parlare l’amore, e si appella alla coscienza di questi figli degeneri perché si ravvedano e si lascino di nuovo amare. Questo è quello che fa Dio! Ci viene incontro perché noi ci lasciamo amare da Lui dal nostro Dio.

La relazione padre-figlio, a cui spesso i profeti fanno riferimento per parlare del rapporto di alleanza tra Dio e il suo popolo, si è snaturata. (…).

Ecco allora che Dio richiama il suo popolo: “Avete sbagliato strada”. Affettuosamente e amaramente dice il “mio” popolo. Dio mai rinnega noi; noi siamo il suo popolo, il più cattivo degli uomini, la più cattiva delle donne, i più cattivi dei popoli sono suoi figli. E questo è Dio: mai, mai rinnega noi! Dice sempre: “Figlio, vieni”. E questo è l’amore di nostro Padre; questa  la misericordia di Dio. Avere un padre così ci dà speranza, ci dà fiducia. Questa appartenenza dovrebbe essere vissuta nella fiducia e nell’obbedienza, con la consapevolezza che tutto è dono che viene dall’amore del Padre. E invece, ecco la vanità, la stoltezza e l’idolatria. (…).

La conseguenza del peccato è uno stato di sofferenza, di cui subisce le conseguenze anche il paese, devastato e reso come un deserto, al punto che Sion – cioè Gerusalemme - diventa inabitabile. Dove c’è rifiuto di Dio, della sua paternità, non c’è più vita possibile, l’esistenza perde le sue radici, tutto appare pervertito e annientato. Tuttavia, anche questo momento doloroso è in vista della salvezza. La prova è data perché il popolo possa sperimentare l’amarezza di chi abbandona Dio, e quindi confrontarsi con il vuoto desolante di una scelta di morte. La sofferenza, conseguenza inevitabile di una decisione autodistruttiva, deve far riflettere il peccatore per aprirlo alla conversione e al perdono.

E questo è il cammino della misericordia divina: Dio non ci tratta secondo le nostre colpe (cfr Sal 103,10). La punizione diventa lo strumento per provocare a riflettere. Si comprende così che Dio perdona il suo popolo, fa grazia e non distrugge tutto, ma lascia aperta sempre la porta alla speranza. La salvezza implica la decisione di ascoltare e lasciarsi convertire, ma rimane sempre dono gratuito. Il Signore, quindi, nella sua misericordia, indica una strada che non è quella dei sacrifici rituali, ma piuttosto della giustizia. Il culto viene criticato non perché inutile in sé stesso, ma perché, invece di esprimere la conversione, pretende di sostituirla; e diventa così ricerca della propria giustizia, creando l’ingannevole convinzione che siano i sacrifici a salvare, non la misericordia divina che perdona il peccato. Per capirla bene: quando uno è ammalato va dal medico; quando uno si sente peccatore va dal Signore. Ma se invece di andare dal medico, va dallo stregone non guarisce. Tante volte non andiamo dal Signore, ma preferiamo andare per strade sbagliate, cercando al di fuori di Lui una giustificazione, una giustizia, una pace. Dio, dice il profeta Isaia, non gradisce il sangue di tori e di agnelli (v. 11), soprattutto se l’offerta è fatta con mani sporche del sangue dei fratelli (v. 15). (…). Che bello come finisce il profeta: «Cessate di fare il male imparate a fare il bene, cercate la giustizia,  soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova» (vv. 16-17). (…).

È questo il miracolo del perdono che Dio; il perdono che Dio come Padre, vuole donare al suo popolo. La misericordia di Dio è offerta a tutti, e queste parole del profeta valgono anche oggi per tutti noi, chiamati a vivere come figli di Dio» (Papa Francesco).

Custodiamoci nella preghiera reciproca! Buona domenica a tutti!

                                                               don Michele

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Riflettiamo “insieme” sulla Parola di Dio della Domenica

6 Marzo 2016

IV Domenica di Quaresima – C

(Gs 5,9a.10-12; Sal 33; 2Cor 5,17-21; Lc 15,1-3.11-32)

 

La liturgia di questa quarta domenica di Quaresima ci proietta e ci fa pregustare la gioia della Pasqua, senza distoglierci dal cammino di conversione necessario perché l’abbraccio della luce pasquale – come quello del Padre nella parabola del Vangelo che ascoltiamo – ci travolga, lasciandoci soffocare in gola l’accusa e la richiesta di pietà che ci siamo preparati, spinti dall’afflizione nella quale il peccato ci ha precipitati.

Nella seconda lettura ascoltiamo un testo che, in parte, abbiamo già ascoltato nel Mercoledì delle Ceneri, all’inizio del nostro cammino quaresimale. Ancora una volta, accoratamente, ci viene rivolto un appello alla riconciliazione, che mai – e non solo in Quaresima! – dovremmo dimenticare: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”!

Tutti e sempre, infatti, abbiamo bisogno di lasciarci riconciliare con Dio.

Non è affatto scontato, infatti, anche se formalmente “non trasgrediamo mai un comando” del Padre, che noi viviamo in comunione con Lui, che viviamo da riconciliati!

Lasciarsi riconciliare con Dio, infatti, dovrebbe significare intuire e assecondare i battiti del suo cuore, lasciarsi contagiare dalle sue viscere di misericordia, essere misericordiosi come Lui!

Dalla parabola che ci viene proposta dalla pagina del Vangelo di questa domenica abbiamo tanto e sempre da imparare per iniziare e perseverare in un cammino di autentica riconciliazione.

I due figli, infatti, ci rispecchiano sempre e in ogni stagione della nostra vita e il nostro punto di riferimento, il modello a cui guardare e da cui imparare dev’essere sempre questo Padre, sempre alla ricerca dei suoi figli.

Gesù non ci chiede di concentrare la nostra attenzione sui figli, non ci chiede a chi dei due assomigliamo o quali dei loro tratti riproduciamo nella nostra esistenza.

A Gesù interessa farci accedere al “Cuore” di questo Padre, che si manifesta nelle parole, nelle scelte, negli atteggiamenti dello stesso Gesù che si lascia avvicinare dai pubblicani e dai peccatori.

“Un uomo aveva due figli”: è precisamente a questo Padre e ai suoi gesti, che ne manifestano il cuore, le viscere di misericordia, che dobbiamo guardare per entrare nel mistero della Pasqua.

L’Evangelista Luca lo descrive con le seguenti espressioni: divide tra loro le sostanze; vede da lontano; si commuove; corre incontro; si getta al collo; bacia; fa festa ... e ancora: esce; dialoga con il figlio maggiore, lo “prega”; gli rivela la sua opera.

Noi siamo i figli che abbiamo ricevuto dal Padre, in Gesù, tutte le sue “sostanze”, tutta la sua eredità, ogni bene!

Egli è sempre pronto ad avvolgerci nella luce del Suo abbraccio di Padre, che ci rigenera e ci rialza!

Noi tutti, vittime del nostro egoismo, schiacciati dal peso del nostro peccato, spesso facciamo esperienza di morte ... la voce del Padre che ci raggiunge in Gesù e che ci esorta a lasciarci “riconciliare” è la stessa che vorrebbe risuonare per ciascuno affermando: “questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.

Nell’abbraccio, che ci rialza, ciascuno di noi senta anche la responsabilità di far sperimentare ad altri lo stesso abbraccio: “questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”!

E sarà la festa della Pasqua!

 

 

AVVISI

 

- OGNI GIOVEDÌ, dalle ore 15:30 in poi, presso la chiesa “San Giuseppe”, il PARROCO è disponibile per le CONFESSIONI. Alla celebrazione della S. Messa segue l’ADORAZIONE EUCARISTICA.

 

- VENERDÌ, 11 MARZO, celebreremo comunitariamente il pio esercizio della Via Crucis. Sarà animata dai ragazzi di I media (ORE 16,30 – chiesa “Sant’Eusebio”).

 

- DOMENICA 13 MARZO, come annunciato fin dall’inizio della Quaresima, vivremo comunitariamente una GIORNATA DI DIGIUNO E PREGHIERA. Dopo la S. Messa delle ore 11,00 ci sarà il pranzo a pane ed acqua, l’Esposizione del Santissimo Sacramento, la Lectio Divina, tempo personale per l’adorazione e la preghiera. Il Parroco sarà disponibile per le CONFESSIONI. Tutto ciò che sarà raccolto (sarebbe opportuno donare l’equivalente economico del pranzo e/o quanto si è stati capaci di privarsi durante la Quaresima) sarà destinato alla CARITAS DIOCESANA per le famiglie bisognose. Il momento comunitario si conclude alle 17,30 con la celebrazione dei VESPRI.


 

DOMENICA 6 MARZO viola

 

Ë IV DOMENICA DI QUARESIMA

Liturgia delle ore quarta settimana

Gs 5,9a.10-12; Sal 33; 2Cor 5,17-21; Lc 15,1-3.11-32

Gustate e vedete com’è buono il Signore

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Ugo, Ernesto, Concetta

 

ORE 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo e vestizione ministranti

 

ORE 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Emilio, Rosina

Ore 18,15 – “S. EUSEBIO”:

9° INCONTRO PERCORSO PREMATRIMONIALE

LUNEDI’ 7 MARZO viola

 

Liturgia delle ore quarta settimana


Ss. Perpetua e Felicita - commemorazione

Is 65,17-21; Sal 29; Gv 4,43-54

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato

 

Ore 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Francesco, Tolmino, Antonio

 

 

 

MARTEDI’ 8 MARZO viola

 

Liturgia delle ore quarta settimana

Ez 47,1-9.12; Sal 45; Gv 5,1-3a.5-16

Dio è per noi rifugio e fortezza

 

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Giuseppe

 

 

 

MERCOLEDI’ 9 MARZO viola

 

Liturgia delle ore quarta settimana

Is 49,8-15; Sal 144; Gv 5,17-30

Misericordioso e pietoso è il Signore

 

Ore 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Antonio

 

 

GIOVEDI’ 10 MARZO viola

 

Liturgia delle ore quarta settimana

Es 32,7-14; Sal 105; Gv 5,31-47

Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

 

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Carmelina, Francesco

Ore 18,00 – Chiesa “S. Giuseppe”:

ADORAZIONE EUCARISTICA

 

VENERDI’ 11 MARZO viola

 

Liturgia delle ore quarta settimana

Sap 2,1a.12-22; Sal 33; Gv 7,1-2.10.25-30

Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

 

ORE 16,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: VIA CRUCIS

a cura dei ragazzi di I media

ORE 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Claudia

 

 

SABATO 12 MARZO viola

 

Liturgia delle ore quarta settimana

Ger 11,18-20; Sal 7; Gv 7,40-53

Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Salvatore

 

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

Ore 17,30 in poi – “S. Giuseppe”:

GIOVANISSIMI E GIOVANI

 

 

DOMENICA 13 MARZO viola

 

Ë V DOMENICA DI QUARESIMA

Liturgia delle ore prima settimana

Is 43,16-21; Sal 125; Fl 3,8-14; Gv 8,1-11

Grandi cose ha fatto il Signore per noi

GIORNATA COMUNITARIA

DI DIGIUNO E CARITÀ

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Antonietta

 

ORE 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo

 

DIGIUNO, PREGHIERA, ADORAZIONE, LECTIO, CONFESSIONI

ORE 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: VESPRI

 

Ore 18,00 – “S. EUSEBIO”:

10° INCONTRO PERCORSO PREMATRIMONIALE

 

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