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Premio La Pira al Card.Bassetti PDF Stampa E-mail
Scritto da Staff.redazione   
martedý, 15 dicembre 2015 21:44
ImageIl Comitato Scientifico del Centro Studi “Giorgio La Pira” di Cassano All’Ionio, presieduto dal Dr. Vincenzo Conso, Segretario Generale dell’Icra, ha assegnato per l’anno 2016, la terza edizione del Premio LaPira Città di Cassano.
Il riconoscimento è andato al Cardinale Gualtiero Bassetti, attuale Arcivescovo Metropolita di Perugia - Città della Pieve, tra i primi vescovi italiani elevato da Papa Francesco a Cardinale nell’ultimo Concistoro.
La cerimonia di consegna si terrà il prossimo 5 marzo, alle ore 18.00, presso il Teatro Comunale di Cassano All’Ionio
Il Centro Studi “Giorgio La Pira”, tra le altre iniziative, ha istituito, per celebrare ogni anno, quegli uomini e quelle donne che, in tutti i campi e a qualunque livello, hanno profuso il loro impegno al servizio degli altri operando instancabilmente per la promozione del bene comune, il premio La Pira città di Cassano.
Le prime due edizioni sono state conferite al Cardinale Camillo Ruini e a Salvatore Martinez.
Il Cardinale Bassetti, è nato il 7 aprile del 1942 a Popolano di Marradi, è stato Vescovo di Massa Marittima – Piombino e di Arezzo – Cortona – Sansepolcro. Ha ricoperto l’incarico di Vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, nel 1992 è stato Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Firenze. Creato Cardinale da Papa Francesco il 22 febbraio del 2014, si è formato e cresciuto in quella Chiesa fiorentina - che ha esercitato un ruolo di peso nel Novecento italiano e nel Concilio e di cui fu fedele servitore proprio Giorgio la Pira -ha sempre svolto e svolge Il suo ministero, non perdendo occasione di far sentire la voce della Chiesa, con particolare attenzione alle problematiche sociali del  mondo del lavoro e dei meno abbienti.
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card. Bassetti
Il Suo motto episcopale è: “In charitate fundati”, tant’è che si è speso e si spende con interventi concreti a sostegno delle famiglie in difficoltà a causa della perdita del lavoro, attivando o rilanciando progetti di solidarietà gestiti dalla Caritas a favore delle persone in difficoltà, disagiate, emarginate, sofferenti- gli “scarti della società”, come li definisce Papa Francesco.
Si è soffermato sulle morti nel lavoro e sulla crisi occupazionale, sulla politica che ha bisogno di un «sussulto profetico», sulla legalità nella gestione della cosa pubblica, sullo shopping domenicale che snatura il giorno del Signore, sulle gravi piaghe sociali del nostro tempo, quali la prostituzione, il consumo di sostanze stupefacenti, di alcool e il gioco d’azzardo, che rendono l’uomo schiavo e vittima di queste povertà estreme.
Una Sua lettera pastorale del 1° maggio 2004 reca il titolo: “Nella crisi: la speranza oltre ogni paura”, che ci ricorda quello lapiriano e paolino : ”Spes contra Spem”.
Chiamato, nella Sua precedente esperienza vescovile ad Arezzo, “il vescovo dei giovani” li esorta ad essere “la  speranza che accende il mondo!” e li definisce “le rondini che vanno verso la primavera” (per usare un’espressione del “sindaco santo” di Firenze, Giorgio La Pira).
Si adopera per la promozione dell’unità dei cristiani e il dialogo interconfessionale e per la pace nel mondo.
Recentemente nel giugno 2014 Papa Francesco ha compiuto un gesto di grande significato: l’incontro tra lo stesso Francesco e i presidenti israeliano e palestinese, Shimon Peres e Mahmoud Abbas, per invocare la pace in Terra Santa.
Il Cardinal Bassetti ne ha sottolineato sull’ Osservatore Romano la visione lapiriana che ha illuminato tale iniziativa:“ riacquistano un grande significato le parole con cui Giorgio La Pira, nel tentativo di delineare il suo sforzo incessante per il disarmo e la pace, si rivolse a Paolo VI nel febbraio del 1970: è venuto il momento — scriveva il sindaco di Firenze — di abbattere i muri e di costruire ponti. È giunto il momento, cioè, di superare qualunque divisione e ogni contrasto fratricida per edificare solidi legami di pace e di unità.
…Parole che rilette oggi assumono una nuova attualità e sembrano valorizzare l’idea lapiriana di una «Chiesa come centro di gravità delle Nazioni». Chiesa che non si limita a parlare ma agisce e compie gesti concreti, nel modo che più le è proprio: attraverso la preghiera. Con quel linguaggio, il solo a poter compiere miracoli, che entra nel profondo dei cuori degli esseri umani e sradica i motivi di odio e di vendetta…”.
Con la speranza che la pace “che non è certo una vaga aspirazione ideale, ma un obiettivo reale per il bene dell’umanità” si realizzi presto.”
L’alto prelato in un messaggio ha così dichiarato: “Volentieri riceverò il premio intitolato al Servo di Dio Prof. Giorgio La Pira, che ho avuto la grazia di conoscere di persona e dal quale ho ricevuto molti insegnamenti per la mia vita di uomo e di sacerdote. Mi sento molto onorato dalla vostra decisione, che accetto con gioia e senso di viva gratitudine”.
Dal canto suo, Francesco Garofalo, Presidente del Centro Studi “Giorgio La Pira” della città delle Terme, in merito ha commentato: “Anche per questa edizione 2016, la scelta è caduta su una personalità di rilievo della Chiesa Italiana in linea con quella “Chiesa in uscita”, tanto cara a Papa Francesco. Fedele interprete delle sfide drammatiche di questo tempo, soprattutto sotto l’aspetto antropologico.
Il Cardinale Bassetti, si è sempre posto nell’ascolto dei più poveri, degli emarginati e degli scartatati, anche alle luce dell’Evangelii Gaudium, dell’Enciclica Laudato si, in sintonia con il tema del Giubileo straordinario della Misericordia e profondo conoscitore della figura e l’opera di Giorgio La Pira”.

Roma, 14/12/2015
Il Comitato Scientifico
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