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4 Poesie di Mario Specchio PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Specchio   
martedý, 17 novembre 2015 08:10
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Mario Specchio
MATTINATA FIORENTINA

Come una primavera che ritarda
il tuo sorriso si disperde in ombra
e invano cercheresti di fuggire
tra le colonne invase dalla luce.
Quanto ti ho attesa!
questa era la strada
da cui sentivo che saresti nata
con una voglia nuova di cantare
e attraversare, libera, la piazza
nel primo sole, tra i piccioni in festa.

 

FRAMMENTO

Ecco la primavera, questa sete
Struggente di varcare ogni confine
Di maturare in fretta la stagione
Ultima: E più non essere che nomi.




VOLTI CHE SCOMPARITE NELLE STRADE

Volti che scomparite nelle strade
senza lasciare un segno che permetta
di ritrovare in noi la vostra traccia.
E ce ne andiamo
con nel cuore i canti
di questa interminabile stagione
fatta di sguardi e di parole nuove .
Chi fu che chiese a noi di cominciare
a vivere ogni sera che fu data
senza guardare mai la riva opposta?
Non indugiamo più, se il firmamento
a volte cede un po’ del suo splendore
noi  lo raccoglieremo, a piene mani.




AD  A.

Verrai e passerai senza un addio.
sarai lontana prima ch’io ti possa
gridare un solo cenno di saluto
e sulla spiaggia l’orma si ripete
di me, di te, di quelli che verranno.
Se noi ti cercheremo, nelle sere
calde d’estate, tra le pietre antiche
di quelle strade, non sarà per gioco
ma solo per non cedere al rimpianto.
Lontano, più lontano della vita
ti sei già tramutata in altre forme…
Dimentica chi sei, per un momento
raccogli la memoria nelle mani
 ed entra come noi n ella bufera.
Lascia che si scompiglino i capelli,
 soffri, dilania il seno in n abb raccio
 limpido, stringi i denti,ma resisti!
Ecco, sei già passata, già lontana
ci stai guardando dal tuo muro d’ombra.

1966 Da: A piene mani, Vallecchi, Firenze, 1979.

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