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Cassano: I motivi del voltafaccia PDF Stampa E-mail
Scritto da Staff.redazione   
martedý, 10 novembre 2015 05:44
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Mario Guaragna
Se c’era da spiegare l’arcano, per la buona pace di tutti, l’arcano è rimasto tale. Il giornalista Antonio Iannicelli ha pubblicato giorni fa sul “Quotidiano di Calabria” l’intervista rilasciatagli da uno dei “traditori” della risicata compagine amministrativa del comune di Cassano Ionio: l’ex-presidente del Consiglio Mario Guaragna, che insieme al consigliere Luciano Gaetani, ambedue eletti nelle file dell’UDC, avevano, a suo tempo, appoggiato Papasso, consentendogli così di ottenere la maggioranza e poter quindi governare la città. L’intervista inizia con una dichiarazione che ci ha lasciati interdetti: “Se signori eravamo l’estate del 2012, signori siamo anche oggi”. Alla lettura di questa frase non poteva che seguire un sorrisetto sardonico pensando alla battuta del grande Totò “Signori si nasce” e aggiungendo di nostro   “… ma voi lo nasceste?” A seguire l’intervista.

Cassano – “Se signori eravamo l’estate del 2012, signori siamo anche oggi”. Al terzo giorno, dopo l’ufficializzazione della crisi amministrativa al Comune di Cassano, Mario Guaragna spiega le ragioni che lo hanno portato, insieme agli altri otto consiglieri di minoranza, a sfiduciare Gianni Papasso e la sua amministrazione.  Tutto ciò che gli abbiamo sottoposto è stato accettato solo a parole e non nei fatti”, spiega Mario Guaragna rivolgendosi al già sindaco Gianni Papasso, al quale fa notare che, pur di restare in sella, sarebbe stato pronto a “buttare a mare” sia lui e sia Luciano Gaetani.

Come mai nel giugno 2012, pur essendo stati eletti nello schieramento di centro destra, Lei e Luciano Gaetani avete deciso di appoggiare l’amministrazione Papasso? 

Siamo stati responsabili in quanto io e l’amico Luciano Gaetani ci siamo presi la responsabilità di dare un governo alla città. C’era un sindaco, per il cosiddetto fenomeno dell’anatra zoppa, senza maggioranza in quanto le liste del centro destra, dove io e Luciano eravamo stati candidati, al primo turno avevano superato abbondantemente il 53% e avevano ottenuto 10 seggi contro i sei del centrosinistra. Con grande senso di responsabilità, pagando grosse conseguenze all’interno del nostro partito, l’Udc, mettendo da parte la nostra appartenenza, e facendo solo gli interessi della città, abbiamo permesso al sindaco Papasso di governare perché Cassano aveva bisogno di un governo. Continuamente, però, al sindaco abbiamo detto di fare gli interessi generali e, soprattutto, visto che lui, il sindaco, aveva la mania di aumentare le tasse, di non mettere la mani nelle tasche dei cittadini cassanesi.

Perché dopo tre anni e mezzo Lei e Gaetani avete  deciso di prendere le distanze dall’amministrazione Papasso?

Perché negli ultimi mesi  il sindaco Papasso si era messo in testa di voler indebitare per i prossimi 20 anni il Comune accendendo mutui per sette milioni di euro per realizzare opere di cui, io ritengo, che Cassano non ne abbia bisogno. Il sindaco dopo aver speso i 5 milioni della Syndial senza aver realizzato nulla di quello che gli avevamo chiesto, nulla di personale, ma solo per lo sviluppo di Cassano come la realizzazione della strada del Santuario della Madonna della Catena, la realizzazione di un’area industriale da mettere a disposizione di chi vuole investire sul nostro Comune e la rivitalizzazione del centro storico, che è un fiore all’occhiello. Tutto ciò che gli abbiamo sottoposto è stato accettato solo a parole e non nei fatti. Abbiamo preso coscienza di queste sue false promesse e ci siamo determinati perché Cassano aveva e ha bisogno di altro. Ha bisogno di uno sviluppo reale. Il sindaco durante il consiglio comunale di lunedì scorso non si è rivolto ai due consiglieri che lo avevano abbandonato dicendo che io voglio riconfermare la maggioranza che mi ha permesso fino a oggi di governare, lui invece si è rivolto all’intera opposizione alla quale ha chiesto di fare maggioranza dicendosi disponibile di mettere tutto nuovamente in gioco e offrendo assessori e anche la carica di vice sindaco. Quindi era pronto a scaricarci. Se signori eravamo l’estate del 2012 signori siamo anche oggi.

Come mai, poi, Luciano Gaetani non ha sottoscritto le proprie dimissioni?

C’è tutta una storia. Posso assicurare che Luciano Gaetani la pensava come me, non c’era alcun dubbio. Negli otto consiglieri del centrodestra c’erano alcuni consiglieri  comunali che avevano dato la loro parola d’onore al sindaco che non avrebbero firmato se non come decimo consigliere. La sua assenza quindi è stata strategica. Ho lavorato acchè le firme fossero solo nove per non permettere a nessun consigliere di andare da Papasso e dirgli: “Io non sono stato determinante”.

Le elezioni amministrative della prossima primavera vedranno Lei partecipe? Se si, in che ruolo? quello di candidato a consigliere o quello di candidato a primo cittadino?

Io sono in politica da diverso tempo e credo di aver dato sempre il mio contributo sia da assessore, sia da presidente del consiglio e sia da consigliere. Sono sempre stato un punto di riferimento per la collettività. Nella primavera prossima, quindi, sarò nuovamente a disposizione per dare il mio contributo alla città. Se poi dovrò candidarmi a sindaco o a consigliere comunale ritengo che non sia una questione che si possa affrontare oggi. Io sarò della partita e lavorerò per ricompattare il centrodestra e per avere un candidato a sindaco credibile.

 

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Antonio Iannicelli
Antonio Iannicelli
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