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UmanitÓ nella Medicina PDF Stampa E-mail
Scritto da R.Caracciolo   
mercoledý, 22 luglio 2015 13:27
ImageLa notizia, apparsa sul Corriere della Sera, dell'istituzione della cattedra di "Umanità nella Medicina" nell'Università statale di Milano, induce ad una riflessione. Premesso che gli appartenenti all'Ordine dei Medici e paramedici, a nostro avviso, svolgono un'attività non riconducibile alla disciplina sindacale o similare, meritano rispetto e stima per il lavoro che svolgono a tutela della salute .L'istituzione della Cattedra "Umanità nella Medicina..." fuga ogni perplessità sulle carenze che si verificano, spesso, nelle corsie ospedaliere dove l'ammalato, per alcuni operatori sanitari, è considerato un numero e raramente una persona.(nella foto San Giuseppe Moscati, simbolo della medicina "umana")

Il Ministero della Sanità e, quindi, le Regioni, nell'assunzione del personale dovrebbero selezionare con rigorosi criteri gli operatori, sia medici che infermieri, i quali, dismesse le preoccupazioni della loro vita familiare, possano avere la predisposizione di regalare almeno un sorriso all'ammalato. E' un'esigenza inderogabile se si vuole aiutare chi soffre ed è in stato di debolezza. S. Pio di Pietralcina ha avuto l'intuizione di quanto abbiamo affermato perché raccomandava ai sanitari dell'ospedale fatto costruire in S. Giovanni Rotondo di considerare l'ammalato degno di attenzione e bisognoso di una carezza che, affermava, giova più di un farmaco. Auguriamoci la svolta nella gestione della sanità: l'Umanità sia alla pari della preparazione scientifica di tutti gli operatori e siano sacrificati gli interessi meramente mercantili che spesso intasano le preoccupazioni dei gestori pubblici. E' un'utopia la nostra? Staremo a vedere.

Raffaele Caracciolo

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