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Agricoltura calabrese per la Cina PDF Stampa E-mail
Scritto da R.Sicoli   
venerdý, 10 luglio 2015 21:23
ImageDal DG ICE Pechino tanti consigli alle cooperative calabresi per affrontare il mercato cinese - Si è svolto oggi presso la sede di Confcooperative Calabria, a Catanzaro, l'incontro tra le cooperative calabresi ed il Direttore Generale dell'ICE di Pechino, Antonino Laspina.  Hanno discusso assieme al dottor Laspina anche Camillo Nola, presidente di Confcooperative Calabria, e Rocco Sicoli, responsabile della comunicazione di Confcooperative Calabria.  L'intento dell'iniziativa, organizzata in collaborazione con la Regione Calabria, è avviare sinergie tra il territorio calabrese e la Cina in materia di agroalimentare, turismo ed artigianato, individuando possibili opportunità commerciali per le imprese.

L'internazionalizzazione è diventato un tema centrale per le aziende italiane, considerata la crisi della domanda interna che ha colpito il nostro paese. Accedere ai mercati internazionali diventa, dunque, una priorità ed un'esigenza impellente.

«In questo momento il Made in Italy è un valore importante da sfruttare» commenta Camillo Nola «Per raggiungere nuovi mercati, però, bisogna far parte di un sistema integrato ed organizzato, facendo rete con altre imprese e con le istituzioni».
Proprio la parcellizzazione è uno dei problemi più grandi per le aziende nostrane, mentre l'organizzazione e la filiera coordinata sono il modello verso cui tendere, per affrontare tali sfide e mercati. Tante imprese, infatti, sbagliando, si affacciano al mercato cinese senza avere la necessaria forza economica.
Il vero salto di qualità  sarebbe «mettere assieme brand Italia, brand territoriali e brand aziendali. Solo in questo modo l'identità può diventare partnership» dice Antonino Laspina, Direttore Generale dell'ICE di Pechino.
Il mercato cinese è un orizzonte nuovo ed in continua evoluzione. «Ci sono 300 milioni di consumatori che hanno una capacità di spesa superiore alla nostra e che possono essere intercettati» aggiunge Laspina.
La Cina ha una conoscenza sempre più approfondita dei prodotti agroalimentari italiani. Milioni di giovani hanno studiato nelle università europee e quando tornano ricercano le specialità trovate nel vecchio continente.
«La pasta, la pizza, il vino ed il caffè sono il simbolo del cambiamento in atto in Cina». dice il dottor Laspina «Basti pensare che nella fascia di età compresa tra i 20 ed i 45 anni il consumo di caffè ha superato quello di the. C'è un consumatore più giovane e più curioso, che esige prodotti di qualità e che assicurino la sicurezza alimentare»
Esistono, dunque, grandi opportunità per le nostre imprese agroalimentari calabresi; occasioni che possono essere sfruttate attraverso una migliore organizzazione ed una più efficiente comunicazione.
«Bisogna accedere a questi mercati» conclude Nola «con competenza e senza alcuna arroganza».

Rocco Sicoli

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