Skip to content

Sibari

Narrow screen resolution Wide screen resolution Increase font size Decrease font size Default font size    Default color brown color green color red color blue color
Advertisement
Vi Trovate: Home arrow Amici,fatti, curiositÓ arrow 60 anni di sacerdozio di due amici amatissimi
Skip to content
60 anni di sacerdozio di due amici amatissimi PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
giovedý, 02 luglio 2015 08:16
Image
don Francesco Spingola
Il 29 giugno scorso, due carissimi a amatissimi sacerdoti hanno festeggiato i 60 anni di sacerdozio: don Francesco Spingola e don Carmine Scaravaglione. Il primo vive a Perugia da molti anni e il secondo vive a Castrovillari dopo essere stato per tanto tempo vicario della nostra diocesi. A don Francesco è legata molta parte della mia gioventù, maestro ineguagliabile di canto, di vita e di Fede, grazie a lui e al suo esempio ho amato la musica in tutte le sue forme, anche da lontano mi ha sempre regalato le sue perle di saggezza e di bontà con la sua voce dolce, calma  che infonde pace, serenità ma anche coraggio e forza vitale. Don Francesco è autore di numerosissimi brani per coro polifonico e nella seconda parte ne offro uno agli amici del sito, che gli è stato ispirato dal magnifico testo di una delle più intense poesie di Giuseppe Ungaretti, "La Madre".

Image
don Carmine Scaravaglione
Don Carmine è stato mio professore di religione all'allora "Istituto tecnico Pezzullo" di Castrovillari, ma mi è stato vicino in importanti momenti della mia famiglia e miei personali e non mi dilungo sulle sue grandi doti di spiritualità che ha espresso sempre nelle sue omelie di straordinaria intensità e nei suoi innumerevoli scritti. 

Ad ambedue vanno i miei più fervidi AUGURI per ancora lunghi anni da vivere nella FEDE al servizio di Cristo Signore.

 

Cliccare quì per ascoltare il brano eseguito dal coro  di voci femminili "Nota sò" di Perugia diretto dal M° Marta Alunni Pini

La madre di Giuseppe Ungaretti

E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m'avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d'avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.

< Precedente   Prossimo >