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Consorzi di bonifica: Carrozzoni da ridimensionare PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
martedý, 09 giugno 2015 06:31
ImageChe l'agricoltura sia in crisi in Calabria è un dato di fatto. I motivi sono tanti e certamente non si possono affrontare in questa sede in modo completo ed esaustivo, ma, fra i tanti problemi che assillano contadini, agricoltori e imprenditori bisogna purtroppo annoverare anche l'azione quasi vessatoria dei Consorzi di Bonifica. Consorzi che hanno giocato un ruolo importante nei momenti VERI della BONIFICA, quando si trattò di rendere fertili terre incolte da secoli e mettere in piedi l'importante rete di strade e di canalizzazioni per le irrigazioni e per lo smaltimento delle acque in eccesso. Oggi i Consorzi dovrebbero occuparsi della normale manutenzione degli impianti a suo tempo costruiti e garantire i servizi per le irrigazioni. Spesso accade però che i Consorzi vengano chiamati in causa per attività che non farebbero proprio parte delle loro competenze specifiche. Ad esempio: disinsabbiamento di canali (vedi Stombi) utilizzati per la navigazione o smaltimento di acque alluvionali in aree diverse da quelle agricole ecc ecc. Insomma accade abbastanza spesso che sindaci (e non solo) ricorrano all'ausilio dei consorzi per risolvere problemi di non loro stretta competenza.
Il numero degli impiegati nei vari consorzi di bonifica, pur se ridotto negli ultimi tempi, annovera un esubero di personale d'ufficio rispetto al numero degli operai e degli addetti ai lavori manuali. E' chiaro che i costi per "mantenere" una simile situazione siano ormai quasi insostenibili e quindi il peso finanziario di questi enti viene scaricato letteralmente sui magri introiti degli agricoltori. Si tratta di autentici balzelli che nulla hanno a che vedere con il dare e avere. Di norma si pagano determinati tipi di tasse in funzione di altrettanti ben definiti servizi che si ricevono, in assenza di servizi la pretesa di un contributo qualsiasi è assurda, ma in Calabria accade anche questo.
Ma c'è di più. Non contenti di infastidire chi duramente e con sacrifici enormi produce in agricoltura, per esigere le loro pretese, alcuni consorzi, come quello dei bacini dello Ionio cosentino, affidano l'incarico a società residenti in regioni lontanissime, rendendo oltremodo difficili le legittime azioni di ricorso o comunque di confronto con i tassati.
A tal proposito un comitato spontaneo nato a Terranova da Sibari ha inviato al presidente della regione Calabria, Mario Oliverio, una lettera di vibrata protesta, perchè venga rivista e reimpostata la legge regionale sui Consorzi di Bonifica, iniqua e per certi versi illegittima. Ci auguriamo che il nostro presidente non faccia "orecchie da mercante" e metta in moto in tempi brevi le giuste azioni per meglio e difinitivamente  regolamentare l'esistenza di questi enti.

Antonio Michele Cavallaro

(Per la lettera degli agricoltori cliccare quì)
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