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Il Malato Ú un cliente delle case farmaceutiche? PDF Stampa E-mail
Scritto da P.Capuano   
domenica, 15 febbraio 2015 11:27
ImageLeggere e riflettere! Questo ho imparato a farlo in tanti anni di studio e di aggiornamenti legati al mio lavoro. Leggere e riflettere! E non giudicare! Ma quando mi trovo a leggere una frase del genere : “il malato? È un cliente delle case farmaceutiche” non posso solo leggere e riflettere ma mi devo per forza incazzare con il mondo!!! Ma è mai possibile lucrare sulla vita della povera gente? Pare proprio di si! Vedo i governi (soprattutto quello italiano) vessare il proprio popolo con una tassazione ai limiti della tolleranza per recuperare moneta necessaria per ripianare il debito statale ma anche per pagare i loro compensi da milionari.

Vedo le grandi lobby dell’industria e del commercio  che pur di accumulare ancora più denaro, riescono a manovrare a piacimento l’economa fino a determinare crisi economiche come quella attualmente in corso (almeno nel nostro paese!). Ma vedo anche che c’è chi, pur di accumulare ricchezza, “gioca” con la vita delle persone.

Questa situazione mi indigna enormemente e credo che indigni ogni persona di animo sensibile (perché credo che non tutti abbiamo una animo che può essere definito sensibile; al più animo diabolico). E leggendo un articolo su internet, ho dovuto per forza riflettere su questo argomento soprattutto perché legato ad una malattia definita dai molti la piaga del nuovo secolo ossia la maledetta malattia del cancro.

Se è vero che una cura, non per forza risolutiva, ma almeno migliorativa potrebbe esserci – ed io ne sono convinto - come alternativa alla cura fatta attraverso la chemioterapia (distruttiva per l’essere umano ma redditizia per chi vende il farmaco), perché queste lobby farmaceutiche sono lasciate  libere di comandare e decidere se un essere umano debba vivere o morire?

Forse è ora che ci svegliamo dal torpore della vita quotidiana: e non solo per il tempo necessario a leggere un articolo e riflettere 5 minuti, ma svegliarsi in modo da azionare movimenti fisici e non solo mentali; agire con i fatti e non solo con le parole perché tanto le parole, abbiamo visto, non hanno alcun effetto!

Vi invito a leggere l’articolo che mi ha portato a fare questa riflessione:

Cliccate quì

Pasquale Capuano

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