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Immorale politica italiana PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
giovedý, 21 novembre 2013 19:37
ImageLe innumerevoli chiacchiere che abbiamo ascoltato sulle varie reti televisive e letto sui giornali riguardanti lo scandalo provocato dal ministro della giustizia sig.a Cancellieri mi lasciano perplesso e nauseato. Quel che sta accadendo è un ulteriore calcio in bocca alle leggi e alle norme sancite dalla Costituzione, sempre più calpestata e vilipesa. Quanto detto al telefono dal ministro alla sua amica Ligresti anche se di natura privata e personale, non può essere giustificabile, in quanto la “chiacchierata” non si riferiva alla ricetta dei cannoli siciliani,  ma a degli accadimenti che coinvolgono proprio il ruolo istituzionale della Cancellieri, che, in quanto ministro promette, privatamente,  di “fare il possibile” per i Ligresti coinvolti in gravi problemi giudiziari.  Siamo al massimo dell’iniquità comportamentale, avrebbe fatto più bella figura  la signora ministro se si fosse dimessa volontariamente chiedendo scusa invece di difendersi ad oltranza tentando di far apparire il proprio comportamento come un’innocente telefonata tra amiche del cuore.  Sarebbe stato altrettanto riprovevole se fosse stato un semplice commissario di polizia a promettere di fare il possibile per un “amico” sotto inchiesta, figuriamoci  chi sta al vertice della giustizia.

Altrettanto subdola e poco comprensibile la difesa a oltranza della Cancellieri da parte del premier Enrico Letta che va predicando legalità e trasparenza.  Con il suo solito stile ficcante e determinato la giornalista Barbara Spinelli dalle pagine di “Repubblica” in un suo articolo dal titolo “La nuova destra dei Camaleonti” mette in risalto il comportamento completamente diverso tenuto in simili circostanze dalla politica in altri stati come Germania e Stati Uniti:  “…Vale dunque la pena guardare oltre la nostra aiuola, e vedere come altrove, in simili circostanze, si fece pulizia. Il caso più significativo è la Germania, una democrazia assai attenta alle norme. Lo dimostrò nel 1999-2000, quando scoppiò l’affare dei fondi neri che travolse Helmut Kohl e mise fine alla sua lunga era: 16 anni di cancellierato, 25 di presidenza dei democristiani (Cdu).”  

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Barbara Spinelli
Ma la Spinelli scava ancor più profondamente in quell’avvenimento che sconvolse completamente il panorama della politica tedesca:  “…Lo scandalo viene alla luce il 4 novembre ’99, sotto il governo Schröder: indagato è il tesoriere Cdu Walther Leisler Kiep, ma Kohl è coinvolto. Il 30 novembre, l’ex Cancelliere ammette l’esistenza di fondi neri. Quattro giorni dopo, Angela Merkel che è segretario generale della Cdu esige sia «fatta chiarezza, rapida e senza omissioni». Passa meno di un mese e i toni si fanno più ruvidi: al canale della Tv pubblica ARD, dice che il partito, se tiene al suo destino, deve uscire dall’impasse «con le proprie forze». …………. Poco più di un mese: tanto durò fare i conti col passato, e renderne conto. Appena più ci volle perché al capo venisse tolta la carica di presidente onorario della Cdu (18 gennaio 2000), e il partito gli chiedesse di rispondere di qualcosa che veniva vissuto non come un guaio mediatico, ma come tragedia. E Kohl era un mito, specie in Europa. E dopo la sconfitta alle politiche del ’98 la Cdu era in risalita (alle elezioni europee del ’99, alle regionali a Brema, Berlino, in Assia, nella Saar, in regioni chiave dell’ex Germania est): la Merkel lo ricorda nell’articolo. Un reato è un reato, e nulla pesavano i successi alle urne, il curriculum poderoso del leader, le messinscene di una fittizia stabilità. Dirimente era un unico aggettivo, che appannava tutto il resto: l’agire di Kohl era “rechtswidrig”, contro la legge. Questo era intollerabile, e non fu tollerato.

Eppure Kohl non era un semplice “ministro”, era il  “cancelliere”,  considerato quasi un eroe dai tedeschi, ciò nonostante  fu ritenuto, tout court e senza possibilità d’appello, al di fuori della legge con un aggettivo che in lingua tedesca non ammette repliche, scusanti o perdono: RECHTSWIDRIG. La carriera di Kohl con tutto quello che di buono aveva fatto finiva lì. La Spinelli continua nel suo articolo e inquadra anche la situazione di quella che si vuole far passare per la “nuova destra”: 

Nessuno ebbe l’impudenza di dire che Kohl era immunizzato perché ancora in auge, a casa e fuori. Non così i governisti di Alfano. Nessun inventario, nessun rendiconto del berlusconismo, nessun taglio del cordone ombelicale (ma neanche idee su economia, Europa, politica estera). Se si esclude la difesa del governo di Larghe Intese, l’essenza berlusconiana è preservata. La lotta alla magistratura indipendente prosegue, la decadenza del leader è rifiutata. Che destra normale può nascere in queste condizioni, sempre che norma significhi norma? Si fa presto a dirsi moderati, se la sovversione da cui ci si separa resta ingiudicata.

Qui è il pericolo che corre l’Italia: che cambino nomi e padroni dei partiti, ma non la cultura dell’illegalità che ci ha ammorbati ben prima che Berlusconi andasse al potere: da quando la P2 pensò, negli anni ’70, il Piano di rinascita democratica. Rimane il postulato secondo cui la giustizia non è eguale per tutti, e «il vero potere è in mano ai detentori dei media» (Licio Gelli). Continua la politica riservata a chiuse, immuni oligarchie, ancor oggi protette dalla Chiesa: molti governisti sono in Comunione e Liberazione.

Tutto è permesso agli oligarchi. Anche le telefonate fatte dalla Cancellieri a amici privati, i Ligresti: telefonate in cui si «mette a disposizione», e 4 volte dichiara «non giusto» (lei che è Guardasigilli) l’arresto appena avvenuto di Salvatore Ligresti e delle figlie per reato di falso in bilancio e manipolazione di mercato (il figlio Paolo, latitante, evita l’incarcerazione). Se il Pd non sfiducia la Cancellieri, si confermerà che il malcostume l’ha senza rimedio contaminato. Che ancora sembra ignorarlo: non tutto quel che è legale, che non è reato, è decente in politica.”

Da noi si tende a minimizzare tutto,  Berlusconi  che telefona per salvare una prostituta fa un’opera di bene, Berlusconi re degli evasori è vittima dei giudici cattivi, la Cancellieri ha commesso solo un piccolo peccato veniale. Se i cittadini italiani di qualsiasi fede politica ritengono tutto ciò non immorale, allora è giusto affogare nel fango.

Antonio Michele CavallaroImage


(Per leggere l’intero articolo di Barbara Spinelli cliccare qui)

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