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Sibari

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Immigrazione: Ricchezza da non disperdere PDF Stampa E-mail
Scritto da R.Caracciolo   
lunedý, 11 novembre 2013 06:09
ImageUna passeggiata nel centro storico. Il traffico caotico ed indisturbato delle auto che molti usano, soprattutto, per sfoggiare l’acquisto dell’auto prestigiosa di ultimo grido, mi consiglia di ricercare, spesso, percorsi alternativi al corso principale, per poter gustare i quattro passi distensivi in compagnia di amici con i quali commento le ultime notizie del giorno. Il percorso preferito è attraverso i vicoli del centro storico che assicurano la quiete necessaria e mettono al riparo dalle sgommate e dalle corse  degli autoveicoli. Le casette con i porticati, i davanzali desueti, gli infissi fino ad ieri corrosi dal tempo, sono tornati a vivere come per incanto. Antenne paraboliche giganti e le pareti delle abitazioni tinteggiate, segnalano la presenza dei nuovi residenti, venuti da lontano in cerca di lavoro e anche di quiete. Suscitano riflessioni i nuovi abitanti del “Rione Terra”, cuore del borgo medievale di Terranova da Sibari, posto su un’altura di 312 m. sul livello del mare. Il silenzio che perdurava da decenni è stato rotto dal vocio di tanti bambini, di tante gente che ha “occupato” il rione desolato, antico e suggestivo.

L’approccio non è agevole con i nuovi abitanti perché sono vinti dalla timidezza e perché non amano infrangere la riservatezza che è tipica dei “forestieri”. Ma i nuovi ospiti non  nascondono i loro volti sui quali si legge la nostalgia dei luoghi abbandonati e con i quali sono sempre a contatto perché la televisione compie il “miracolo” di collegarli con i paesaggi a loro cari, consentendo anche di ascoltare l’idioma  della loro terra.

E’ un’invasione, quella degli immigrati, che vivifica, che rianima luoghi ormai preda del silenzio e dell’abbandono anche se, di recente, riportati all’antico splendore da un rifacimento che ha scongiurato la definitiva distruzione di beni immobili che sono la testimonianza di un passato denso di cultura, tradizioni, d’arte che oggi si possono gustare visitando le chiese di S.Nicola e di S.Pietro nonchè il maestoso Castello fatto costruire dai Principi Spinelli.

Naturalmente c’è chi recrimina sulle nuove ed “ingombranti” presenze portatrici di chissà quali malefici. Non sanno, gli scettici di oggi, che le nuove presenze costituiscono le premesse di un risorgimento delle fortune dell’antica Polis. Sono molteplici le ragioni che inducono a ritenere che la presenza di persone di culture diverse dalla nostra stimoleranno un raffronto serrato con le loro abitudini e la loro intraprendenza. Incoraggeranno  a ricercare nuove possibilità di lavoro, disperdendo le remore che  hanno costretto a non volgere lo sguardo oltre il proprio vicinato.

I nuovi residenti si riveleranno una ricchezza non solo di ordine meramente bracciantile, stante la loro disponibilità in attività non più gradite dalle  maestranze locali; ma promuoveranno la voglia di cambiamento del modo di essere, pur conservando il rispetto della tradizione e della cultura della Magna Grecia.

Raffaele Caracciolo

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