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Convegno Diocesano PDF Stampa E-mail
Scritto da L.Cristaldi   
venerdý, 21 giugno 2013 07:23
ImageIniziato a Castrovillari il convegno diocesano sull’identità della comunità cristiana  - Ad aprire i lavori, il vescovo della Diocesi di Cassano all’Jonio, monsignor Nunzio Galantino - Al centro dei lavori, il ruolo della ministerialità e della corresponsabilità nella vita della Chiesa.«Lo spirito di Dio non ci fa mancare testimoni coraggiosi e capaci ancora oggi di suscitare entusiasmo ma anche fastidio, perché scomodi. Di cristiani così c’è bisogno. È una sfida bella e difficile: dobbiamo accettarla e vincerla». Monsignor Nunzio Galantino, vescovo della Diocesi di Cassano all’Jonio, ha aperto così, nel pomeriggio, alla presenza di circa 500 persone tra sacerdoti, operatori pastorali e laici, il convegno organizzato dalla Diocesi di Cassano all’Jonio, nella chiesa di san Girolamo, a Castrovillari, sui temi dell’identità della comunità ecclesiale, del ministero del presbitero nella comunità cristiana e della missione del laicato nella Chiesa e nel mondo.

I lavori della prima sessione, preceduti dalla preghiera introduttiva, sono iniziati con il saluto di monsignor Galantino, che ha indicato il sentiero sul quale camminerà la “tre giorni” castrovillarese, che iniziata oggi si concluderà sabato. «Come comunità ecclesiale – ha spiegato il Pastore della Chiesa cassanese – siamo stati convocati non solo per ascoltare delle dotte relazioni e per dare poi ai soliti noti la possibilità di presentare domande incisive, seguite da risposte inevitabilmente evasive, quanto per offrire alla Chiesa diocesana un’opportunità di crescita». Ha proseguito il Presule: «Chi ci dice che il nostro modo di essere Chiesa oggi sia adeguato e risponda alle attese del Signore? Quali sono i criteri per giudicare credibile la nostra presenza di Chiesa in questo territorio? Come Chiesa non siamo abituati ad ascoltare voci altre sulla nostra vita e sul nostro operato, ma non possiamo anche tapparci le orecchie e chiudere gli occhi: la realtà è quella di cui  con grande coraggio e con linguaggio immediato Papa Francesco sta cercando di farci prendere coscienza». Richiamando ancora la figura e l’esempio del Pontefice, monsignor Galantino ha aggiunto: «Il Papa non ci sta risparmiando niente per farci prendere coscienza che la nostra, ci piaccia o no, spesso si presenta come una Chiesa autoreferenziale, e noi come cristiani da salotto. Né possiamo negarci che spesso i nostri giovani cerchino altrove e non nella Chiesa motivi di speranza. Insomma, di fronte ad una Chiesa ingessata, burocratizzata, ripetitiva, lontana dalla storia concreta ed al servizio di pochi, abbiamo il dovere di riscoprire il valore della testimonianza, la figura di Cristo, la forza liberatrice della Parola».

A seguire, la parola è passata al relatore di giornata, don Emilio Salvatore, biblista e docente presso la Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale, Sezione San Luigi, chiamato ad occuparsi di ministerialità e corresponsabilità quali elementi essenziali per la costruzione della comunità cristiana. Attraverso un’attenta ed approfondita analisi dell’epistola paolina ai Corinti, puntando sulla necessità dell’unità nella pastorale e nella vita comunitaria, don Salvatore ha evidenziato come «nessuno nella Chiesa può indebitamente sopravvalutare il proprio carisma e il proprio compito, pena il distruggersi della stessa comunità. La diversità non implica divisione: lo scisma è un atto volontario di chi moralmente persegue l’assunzione della diversità come un ostacolo alla comunione». Quindi l’invito: «Una comunità cristiana, se vuole essere fedele al suo ruolo, deve assumere tutte le coordinate che si evincono dalla lettura del testo di Paolo, in particolare l’unità e la diversità, che si traducono in quattro principi, fonte dell’azione pastorale: la spiritualità della comunione, la complementarietà delle vocazioni, la corresponsabilità nell’unica missione, una ministerialità sinfonica».

La serata si è conclusa con gli interventi assembleari e la proiezione di filmati sulla realtà diocesana. I lavori riprenderanno venerdì pomeriggio, a partire dalle 18.30, con due relazioni: la prima, sulla figura del del presbitero, pastore e guida della comunità parrocchiale, curata da don Antonio Mastantuono, parroco della Diocesi di Termoli–Larino, docente di Teologia pastorale e catechetica presso la Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale, Sezione San Luigi. Seguirà la riflessione di Michele Illiceto, docente di filosofia presso la Pontificia Facoltà Pugliese, che si soffermerà sulla soggettività del laico nella comunità cristiana. 

I momenti salienti del convegno saranno trasmessi in diretta streaming sul sito diocesano www.diocesicassanoalloionio.it.

Castrovillari, 20 giugno 2013

Ufficio Comunicazioni Sociali

Diocesi di Cassano all’Jonio

 

Info:

392 9221501

 Seconda Giornata del Convegno:  (cliccare quì per foto)

 

Quali sacerdoti, quali laici per la Chiesa che cambia nel mondo che cambia.

Conclusi a Castrovillari anche i lavori della seconda giornata del convegno diocesano.

Domani giornata conclusiva con i gruppi di lavoro laboratoriali e le riflessioni del vescovo

 

Quali sacerdoti, quali laici per una Chiesa capace di vincere le sfide del tempo.

Se ne è discusso oggi a Castrovillari, nella chiesa di san Girolamo,  nel corso della seconda giornata del convegno organizzato dalla Diocesi di Cassano all’Jonio sui temi dell’identità della comunità ecclesiale, del ministero del presbitero nella comunità cristiana e della missione del laicato.

Alla presenza, come già era accaduto ieri, di circa 500 persone tra sacerdoti, operatori pastorali e laici, i lavori sono stati preceduti dalla preghiera introduttiva e dal saluto del vescovo, monsignor Nunzio Galantino. Subito dopo, le relazioni. La prima, sulla figura del presbitero, pastore e guida della comunità parrocchiale, è stata curata da don Antonio Mastantuono, parroco della Diocesi di Termoli–Larino, docente di Teologia pastorale e catechetica presso la Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale, Sezione San Luigi. «L’ecclesiologia del Concilio – ha esordito don Mastantuono – afferma che l’azione pastorale ha come obiettivo l’edificazione della Chiesa come segno reale del Vangelo per la vita del mondo. La pastorale non ha più come soggetto solo il pastore e i collaboratori dell’apostolato gerarchico, ma tutto il popolo di Dio». Quindi, l’identikit del sacerdote «di cui v’è bisogno nella società dell’oggi», ha sottolineato don Mastantuono: «Il parroco deve possedere e coltivare quattro qualità essenziali. Anzitutto, il senso ecclesiale, cioè la capacità cordiale e corale di inserirsi nel cammino di Chiesa. Poi l’attitudine ad entrare veramente nel cuore delle persone, dei loro problemi, del loro cammino. Ancora, lo sforzo di guardare la pastorale con uno sguardo d’insieme di cogliere l’intero, di non lasciarsi soffocare dall’immediato senza progettare. Infine, la paternità spirituale, che è la forma propria dell’auctoritas del pastore, da vivere essenzialmente come servizio alla fede delle persone».

A seguire, la parola è passata a Michele Illiceto, docente di filosofia presso la Pontificia Facoltà Pugliese, soffermatosi sulla soggettività del laico nella comunità cristiana, sulla sua collocazione all’interno della ecclesiologia di comunione, sulle sue responsabilità all’interno del mondo. «I laici – ha detto Illiceto – vivono tre forme di appartenenza: a Cristo, alla Chiesa, al mondo. Esse non vanno mai separate: appartenere a Cristo è appartenere alla Chiesa». Da qui il richiamo alla necessità di una fede «fresca e matura, in grado di sostenere la nuova evangelizzazione. Una fede perciò pensata e pensante, che sappia risvegliare le domande che l’uomo ha rimosso, ma anche una fede critica, idonea a mettere in crisi più che a lasciarsi mandare in crisi, e soprattutto dinamica, operosa, solidale, liberante, spirituale e comunicativa, per riscoprire la carità, coniugare la santità con la vita e suscitare nei cuori assopiti, rinunciatari e stanchi, la bellezza delle domande vere, affinchè Dio torni ad abitare sia il pensiero sia il linguaggio».

La serata si è conclusa con gli interventi assembleari. Domani nuovo e ultimo appuntamento, a partire dalle 18.30: la chiusura dei lavori si articolerà in una fase di discernimento comunitario che si svilupperà su gruppi di lavoro laboratoriali chiamati a «vedere, giudicare e agire». Le conclusioni saranno tratte dal vescovo.

I momenti salienti del convegno saranno trasmessi in diretta streaming sul sito diocesano www.diocesicassanoalloionio.it: nelle prime 2 giornate sono stati circa 500 gli utenti che hanno seguito il convegno attraverso internet.

Castrovillari, 21 giugno 2013


 

TERZA E ULTIMA GIORNATA DEL CONVEGNO

La Chiesa? Si apra ai poveri, abbandoni egocentrismo ed autoreferenzialità. - Conclusi dall’intervento di monsignor Galantino i lavori del convegno diocesano. - A Castrovillari nascerà una nuova parrocchia: porterà il nome del beato Pino Puglisi. - «Adesso è un buon tempo nella vita della Chiesa».

Facendo proprio e rilanciando il pensiero di Papa Francesco, il vescovo della diocesi di Cassano all’Jonio, monsignor Nunzio Galantino, ha concluso il convegno sui temi dell’identità della comunità ecclesiale, del ministero del presbitero nella comunità cristiana e della missione del laicato, svoltosi nella chiesa di san Girolamo a Castrovillari.

All’appuntamento, snodatosi in tre giornate, hanno preso parte, per ciascuna sessione, circa 500 persone tra sacerdoti, operatori pastorali e laici. Giovedì i lavori erano iniziati con la relazione di don Emilio Salvatore, biblista e docente presso la Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale, chiamato ad occuparsi di ministerialità e corresponsabilità quali elementi essenziali per la costruzione della comunità cristiana. Venerdì, invece, spazio a don Antonio Mastantuono, parroco della diocesi di Termoli–Larino, egli pure docente presso la Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale, autore di una riflessione sull’azione pastorale e sulla figura del sacerdote nella società contemporanea. Con lui Michele Illiceto, docente di filosofia presso alla Pontificia Facoltà Pugliese, soffermatosi sulla soggettività del laico nella comunità cristiana, sulla sua collocazione all’interno della ecclesiologia di comunione, sulle sue responsabilità all’interno del mondo. Sabato, infine, la chiusura, con la suddivisione dei partecipanti in dodici laboratori nell’ambito dei quali laici, operatori pastorali, sacerdoti, religiosi e religiose hanno avuto modo di confrontarsi sulle problematicità e sulle ricchezze della chiesa locale.

In coda, le conclusioni, affidate a monsignor Galantino. Il Presule ha invitato la Chiesa cassanese a «non lasciarsi prendere dallo sconforto dinanzi alle sfide che la cultura contemporanea porta alla fede», dicendosi  colpito dalle «attese dei laici nei confronti dei laici» e da quelle «dei laici nei confronti dei presbiteri». E con lo sguardo rivolto al futuro, ha sollecitato i preti in particolare a «tenere in gran conto le belle energie laicali presenti nella nostra Chiesa», mentre a tutti ha chiesto di «aprire occhi e cuore per riconoscere i ministeri e i carismi presenti nelle singole realtà. Non riconoscerle, valorizzarle solo in parte o addirittura ostacolarle è un peccato contro lo Spirito di Dio». Osare di più è stato il monito riferito poi all’esperienza spirituale: al riguardo, monsignor Galantino ha spronato a coltivare una «spiritualità forte, non bigotta e non devozionale», legata ad esperienze «forti della formazione come la lectio divina, i sacramenti e la direzione spirituale».

Prima di congedarsi, il Pastore della Chiesa cassanese ha parlato di un «orizzonte unico» al quale guardare tutti insieme: «Rendere bella la nostra Chiesa diocesana, fatta di voi, pietre vive. Per questo serve abbandonare una visione egocentrica e autoreferenziale e guardare di più ai poveri non come destinatari della nostra attenzione caritatevole, ma come soggetti che ci interpellano». Ha quindi esortato a «passare da una Chiesa impegnata a cercare ossessivamente i destinatari del messaggio ad una che si sente destinataria di una storia abitata da soggetti che, per scelta o per necessità, spingono verso un radicale cambiamento, fatto di semplificazione». Ha inoltre richiamato il bisogno a «lasciar fare a gente inedita, non omologata, non appiattita». A dare più spazio, più ascolto a queste persone che «con l’aiuto dello Spirito di Dio, contribuiranno sicuramente a disegnare il volto di una Chiesa nella quale si vive con ministerialità e correponsabilità». Infine, il vescovo ha annunciato la nascita della nuova parrocchia di Castrovillari, che sarà intitolata al beato don Pino Puglisi.

I momenti salienti del convegno sono stati trasmessi in diretta streaming sul sito diocesano www.diocesicassanoalloionio.it: nell’arco delle 3 giornata sono stati complessivamente circa 700 gli utenti che hanno seguito i lavori attraverso internet.

Castrovillari, 23 giugno 2013

Ufficio Comunicazioni Sociali

Diocesi di Cassano all’Jonio

 

Info:

392 9221501

 

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