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Addio ad un amico indimenticabile PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
mercoledý, 14 marzo 2012 08:56
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Tonino, sulla destra, col M░ Spinelli
Una ferale notizia mi è giunta ieri mattina e mi ha lasciato basito e profondamente addolorato. L’amico carissimo Antonio Pennini,  stimato professore di clarinetto presso il Conservatorio Giacomantonio di Cosenza era morto. Durante il rientro in auto a Castrovillari, dove abitava, la sera di lunedì scorso 12 marzo, veniva colto da un improvviso malore a pochi kilometri dallo svincolo di Frascineto e, dopo essere riuscito a bloccare la vettura  sicuramente con grande sforzo  essendo solo, il suo generoso cuore non ha retto. Una pattuglia della stradale ha notato l’auto ferma scompostamente a bordo strada, ma i poliziotti scesi per controllare hanno capito subito che non c’era più nulla da fare. Tonino, come veniva chiamato dagli amici, aveva solo 56 anni, lascia moglie e tre figli affranti dal dolore. Io lo ricordo da quando era un bimbo che cominciava a suonare il clarinetto nella banda di Cassano e che era sempre attorno a curiosare quando noi più grandi, con le prime band musicali negli anni ’60, organizzavamo concertini, feste e spettacoli, sempre sorridente, mai invadente.

Il fratello, anch’egli affezionato amico, Biagio nostro coetaneo,  lo conduceva spesso con sé vispo e allegro.  Lo rividi poi al mio ritorno dall’estero nel 1983 mi fermò per salutarmi, e lo conobbi uomo fatto, divenuto valente musicista e professore di conservatorio. Il nostro feeling fu quasi istantaneo, il suo sorriso, la sua umiltà, la sua modestia unita ad una grande disponibilità fecero nascere tra noi una forte, salda e sincera amicizia che neanche la morte potrà abbattere. Spesso accettò volentieri di suonare come “rinforzo” nel trio musicale che avevo creato a Trebisacce  dimostrando, se ce ne fosse stato bisogno, una professionalità eccelsa e una capacità di adattamento a qualsiasi genere musicale. Tonino era dotato di un orecchio straordinario, riusciva al volo a entrare in un tema musicale senza l’ausilio di spartito, gli bastava ascoltare poche volte per improvvisare sempre in modo preciso e senza sbavature. Non mancava mai di lodare la mia vocalità, cosa che mi imbarazzava un po’, ma sapevo che lo diceva con convinzione e con affetto. Nel 1998, quando con l’aiuto del M° Mario Spinelli, suo collega al conservatorio, decisi di lavorare ad un progetto musicale discografico per me arduo, su alcune mie composizioni, si mise a disposizione e mi fu di grande aiuto, non conoscendo io la teoria  musicale, nel rendere eseguibili le mie intuizioni, ma andò oltre, perché mi fece il più grande regalo che un musicista del suo livello poteva fare ad un dilettante come me, partecipò col suo magico clarinetto ad una delle mie incisioni. Senza alcuna esitazione accettò il mio invito e suonò alcune arie nel brano <‘U Pinzieru> , che fa parte dell’album che riuscii poi finalmente a completare , grazie a lui e a Mario Spinelli, solo nel 2001.
Tonino, non potrò mai dimenticarti, il tuo sorriso, sarà sempre nel mio “pensiero”, mi auguro che il Signore mi conceda di poterti riabbracciare quando giungerà la mia ora e tu col clarinetto ed io con la chitarra suoneremo ancora una volta insieme sulle nuvole. Arrivederci.

Tonino Cavallaro

Cliccare quì per il video contenente il brano “U Pinzieru”

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