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Galeotta fu la Chat PDF Stampa E-mail
Scritto da G.Pastore   
lunedý, 27 febbraio 2012 08:18
ImagePare che fra vent'anni almeno una coppia su tre si sarà formata grazie al web. Non sappiamo se queste previsioni degli esperti saranno suffragate dai fatti, certo è che già ai giorni nostri il web è invaso da chat di ogni tipo e particolarmente frequentate sono le chats erotiche. Storie d'amore e di corna che si rincorrono sulle onde magnetiche di internet. Il telefono non basta più, semmai servirà dopo, quando la relazione da virtuale diventa reale e "tangibile". Il fatto che raccontiamo nella seconda parte è accaduto non molto distante da noi: a Cosenza, e lo abbiamo appreso da un articolo apparso di recente sulla Gazzetta del Sud, ci ha incuriosito per le modalità in cui l'accaduto si è sviluppato e concluso. La storia di un tradimento scoperto solo perchè il terzo incomodo voleva continuare la tresca dopo lo stop dato dalla bella signorina godereccia ma che forse potremmo definire con un termine dialettale molto più incisivo "cannaruta". una volta tanto, la storia si è conclusa con una rappacificazione, piuttosto che con liti furibonde o addirittura risse e violenze.

Dalle carte d'un fascicolo per diffamazione a mezzo web appena archiviato emerge, tra sorrisetti e normali imbarazzi, una trama fiorita nella città gaudente. La storia d'una giovane donna, promessa sposa a un impiegato della Pubblica amministrazione, che si sarebbe concessa un break clandestino e trasgressivo proprio alla vigilia delle nozze. La protagonista è una trentenne, mora e appariscente, senza un lavoro fisso e con la passione per internet e i social network. Per Facebook, in particolare. Ore e ore trascorse nell'agorà virtuale, stringendo quotidiane amicizie con gente di tutta Italia. Tanti gli uomini in fila davanti al suo profilo. Tra di loro, in coda, anche uno straniero, un magrebino che lavora alle dipendenze d'una impresa commerciale che sorge fuori città. Un giorno, l'uomo la contatta, lei risponde e comincia lo scambio di messaggi, di opinioni, di pareri. E da un pc all'altro viaggia pure qualche foto. Tra i due nasce l'attrazione, anche se lei inizialmente è frenata dall'amore verso il futuro marito. Tentenna, vacilla ma, alla fine, pure l'ultimo argine frana. Così decide d'accettare l'invito dello straniero per un caffè al bar. È la scusa. Basta poco per incendiare la miccia. La passione comincia ad ardere dentro e i due non sanno più resistere senza vedersi un solo giorno. Si incontrano dappertutto, si cercano. Una love story peccaminosa e tumultuosa che la coppia decide d'immortalare in alcuni scatti fotografici. I due vivono una intensa stagione del tormento e dell'estasi. Sentimenti d'attrazione che si esauriscono, però, nel giro di poche settimane, fin quando il fuoco della passione non si spegne dentro la donna. A un certo punto, infatti, è lei a dire basta. Forse nell'imminenza del matrimonio trova il coraggio di troncare quella relazione che rischia di prosciugarle i sentimenti: «Ho sbagliato, mi sono lasciata trascinare in questa storia. Ma, ora, devo tornare dall'uomo che diventerà il compagno della mia vita». Una conclusione, evidentemente, non condivisa dal nordafricano che decide di vendicarsi. La ritorsione comincia con la creazione d'un nuovo profilo anonimo su Facebook. Utilizzando quei dati comincia a spedire messaggi espliciti al fidanzato della sua ex fiamma: «La tua ragazza ti ha tradito. Non la sposare». E come prova, qualche scatto osè della donna. Il futuro sposo stenta a crederci e convoca la compagna per un "chiarimento", senza far cenno alle foto ricevute. Lei si difende, preannunciando querele contro l'ignoto "postino". E così si presenta negli uffici della Polizia postale cosentina. Gl'investigatori telematici raccolgono lo sfogo della giovane donna e si mettono sulle tracce del cybercalunniatore. Agli agenti della questura  basta davvero poco per risalire all'autore del profilo anonimo. E una volta definita l'identità, convocano la ragazza per informarla degli sviluppi. Quando, però, gli 007  le comunicano la verità, lei impallidisce e decide di rinunciare all'iniziativa penale: «Parlerò io al mio ragazzo, gli spiegherò la mia debolezza». E l'uomo ha, effettivamente, compreso, perdonandole quella "scappatella" e portandola all'altare per giurarle amore eterno.

 Giovanni Pastore

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