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Bravi i ragazzi di Pittelli PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
mercoledý, 28 dicembre 2011 09:49
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Dino Pittelli
Ieri sera 27 dicembre, al teatro comunale di Cassano la compagnia teatrale “Enotri” di Lauropoli ha replicato la piece “C’era una volta” elaborata da Dino Pittelli, che ha preso  spunto dai racconti di Giuseppe Troccoli nel suo libro “Lauropoli”.   Non si è trattato di una commedia vera e propria con un filo conduttore preciso, ma di una serie di “siparietti” molto ben congegnati e legati l’un l’altro dall’unico vero protagonista: il paesino di Lauropoli dei primi del novecento. Gli attori, tutti dilettanti (ma non allo sbaraglio), sapientemente istruiti dal “Deus ex Machina” Pittelli, hanno risposto in pieno alle aspettative del numeroso pubblico accorso a teatro. Le diverse “storie” che hanno preso vita sul palcoscenico del comunale, sono state ben supportate dalle musiche originali composte "a quattro mani"da Maria Gabriella Cerchiara e  Pasquale Costantino Levote, che hanno fatto da sottofondo continuo alla recitazione e ai cui ritmi gli attori si sono cimentati in ben congegnati balletti di gruppo curati dal M° di ballo Marco Roseti. 

 

 

ImageLo spettacolo ha avuto, sotto certi aspetti, la caratteristica del “musical” moderno proprio perché il gruppo si è dovuto cimentare oltre che nella recitazione anche nel ballo e nel canto. Ottima anche la scenografia: essenziale ma azzeccata del M° Enzo Palazzo  e i costumi, curati con grandi sacrifici, dovuti alla difficoltà di reperire abiti d’epoca,  dalla brava Elena Ferrari.

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Il ballo della pigiatura
Molte delle scene rivisitate dall’estro di Pittelli, sono tornate alla memoria di chi ha vissuto la propria fanciullezza negli anni ’50, quando ancora molte attività tipicamente “campagnole”, come la pigiatura dell’uva , venivano espletate ancora dai pigiatori con i piedi nella tina. Ma anche i pettegolezzi tra le comari e il ricorrere allo stregone per scacciare il “malocchio”, ci hanno fatto venire in mente le filastrocche utilizzate dalla “curandera” di turno per far passare il mal di testa o il “mal d’amore”

Tutto sommato un paio d’ore trascorse in modo piacevole e divertente. Alla fine il regista si è profuso in una serie di ringraziamenti, doverosi per altro, alle aziende che hanno collaborato nella realizzazione del progetto e all’amministrazione comunale per la concessione gratuita del teatro.

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Le comari
Bravi tutti, quindi,  e siamo sicuri che il gruppo, se continuerà a rimanere unito, potrà certamente migliorare ed ambire a palcoscenici più importanti. (A.M.C.)

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