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Sibari

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Le bombe su Sibari PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
mercoledý, 21 dicembre 2011 19:38
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Bombardiere B-25 in azione
Nell'ultima puntata di "L'Aria che tira" andata in onda su Tele Libera Cassano la sera del 20 dicembre, ma che sarà replicata ancora, si è parlato del bombardamento della Stazione Ferroviaria di Sibari, da parte degli anglo-americani, avvenuto il 15 agosto del 1941. Un episodio gravissimo durante il quale persero la vita circa ottanta persone che avevano tentato scampo nel rifugio che si trovava proprio nella piazzetta antistante la Stazione. Alcuni testimoni, che vivono ancora a Sibari, ricordano perfettamente il terribile evento bellico, di cui noi ci siamo già occupati e lo stesso ha fatto il giornalista Gianpaolo Iacobini pubblicando sulla Gazzetta del Sud, qualche anno fa, un'intervista fatta proprio a uno dei testimoni dell'episodio. Probabilmente delle bombe caddero proprio sull'ingresso del rifugio impedendo l'uscita dei poveretti che si trovavano all'interno e causandone la morte forse per annegamento a causa dell'acqua che intanto aveva invaso l'interno. Da allora nessuno si è mai peritato di riesumare i poveri resti di persone delle quali non si conoscono i nomi, molti erano passeggeri in sosta provenienti dai paesi dell'interno, qualche ferroviere e alcuni soldati. Ricercando documenti che potevano fare luce sull'episodio ne abbiamo trovati alcuni veramente sconvolgenti e ve li presentiamo nella seconda parte in formato PDF.

Il primo documento che vi presentiamo è la relazione fatta da un comandante di un bombardiere B-26 al ritorno dell'azione sulla stazione di Sibari. E' in inglese ma non è difficile comprenderne il contenuto. Il comandante segnala di aver portato bene a termine la missione e crede che sia andato distrutto un convoglio carico di munizioni, due locomotive e diversi vagoni, dice anche di vaer visto numerose e grandi esplosioni dovute appunto alle munizioni che erano saltate in aria.Il secondo documento è una pagina tratta dal libro "Cronache di Guerra" di Giulio Grilletta dove si parla di vittime causate da quel bombardamento.

(Primo documento)

(secondo documento)

Ma il fatto gravissimo è che nonostante le segnalazioni giunte alle autorità da molte parti, nessuno si è ancora mosso per dare degna sepoltura a quelle povere vittime, nei prossimi mesi la ditta appaltatrice per la risistemazione della piazzetta inizierà i lavori e nulla ancora si farà per mettere fine a questa vergognosa vicenda.
Abbiamo detto in trasmissione che Cassano è stata salvata dai bombardamenti, è facilmente intuibile che così non è stato, a meno che si voglia considerare Sibari non facente parte di questo comune. La storia non finisce quì, come gli affezionati visitatori che ci seguono ormai da 4 anni, possono facilmente intuire, andremo avanti con la nostra denuncia fino a quando qualcuno dovrà prendere una decisione semplice e definitiva.
Approfittiamo dell'occasione per porre alla vostra attenzione un articolo di Alessandro Morelli che avevamo pubblicato nel 2007, ma che ritorna d'attualità visto l'argomento trattato durante la trasmissione e che potete facilmente trovare nella sezione "Storie, miti e leggende". L'articolo ci fa sapere , tra l'altro, che la linea Jonica fu la prima ad essere costruita in Calabria. Ora la si lascia morire. Lo Stato che dovrebbe provvedere alle esigenze di mobilità dei cittadini ha completamente abbandonato il suo dovere in mano a privati che pensano solo al profitto e s ene infischiano dei diritti degli abitanti dell'area ionica della Calabria, non ci sono più treni diretti per il Nord, l'isolamento sta diventando completo, è questa forse la fase iniziale della secessione tanto voluta dai bastardi della Lega Nord? E' così che si vuole ulteriormente "punire" il Sud nel 150° anniversario dell'Unità?

A Trebisacce c'è stata una manifestazione di protesta che ha visto numerosi cittadini occupare i binari, e noi "cassanesi"  cosa facciamo per far sentire il nostro sdegno? Restiamo inerti ancora una volta, avvolti nel nostro superiore silenzio del quale non frega niente a nessuno?

 (Cliccare quì per il video sulla manifestazione di Trebisacce)

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