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Sibari

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A proposito di Filiberto di Savoja: "A volte brontoloni a volte pecoroni!!!" PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo Bello   
martedý, 04 settembre 2007 20:06

filibertoAbbiamo ricevuto la nota che segue dal nostro fedele visitatore e ......... caro amico, Vincenzo Bello, che non possiamo esimerci dal pubblicare. L 'e-mail è stato inviato al gestore Tonino Cavallaro e ci fa piacere che qualcuno esprima in piena libertà la propria opinione su fatti che ci riguardano tutti da vicino. Il nostro modesto portale è libero da qualsiasi vincolo politico o confessionale, è stato aperto proprio perchè ognuno possa avere la possibilità di comunicare  liberamente i propri pensieri, le proprie idee e perchè no... i propri sogni.

Grazie Vincenzo, continua a seguirci e a mandarci le tue opinioni. Si può crescere solo se ci si confronta

Caro Antonio, Dio solo sa quanto io ti stimi, e quanto io apprezzi il tuo impegno quotidiano, quanto io apprezzi  il tuo prezioso lavoro nell'accogliere in modo encomiabile tutti coloro i quali  fanno meta sul nostro territorio in cerca del meritato riposo dopo una lunga stagione di lavoro.
Sono sicuro che il tuo impegno è tutto profuso a far apparire questo lembo di terra ancor più bello di quanto esso sia già; la tua esperienza messa al servizio del territorio, territorio talvolta depauperato dal fare di qualche ingordo improvvisato o qualche pennivendolo del turismo locale; le tue motivazioni seppur forti e convinte,  a volte non bastano a rendere questo tuo cammino semplice e foriero di soddisfazioni.
Per fortuna, seppur con mille difficoltà prosegui per la tua strada, un po' come tutti coloro i quali amano il proprio lavoro ed hanno in testa precise idee di sviluppo e progresso.
Difatti, la tua idea di mettere su un sito dedicato a questa stupenda terra ne è la prova, nel quale far passare tante emozioni, raccontare cos'è questa gente, cos'è questa terra, che bello!  Ed oggi più che mai c'è bisogno di confrontarci, di esprimere ciò che si pensa, dare voce a tutti, senza per forza dover appartenere a qualcosa od a qualcuno, in piena libertà.
La speranza è che ciò sia solo l'inizio di un qualcosa che risvegli coscienze ed intelletti ormai mitigati dal tempo e dagli eventi ostili ai destini di questa terra.
E però, ciò premesso, consentimi di non essere affatto d'accordo su quanto tu sostieni in merito alla venuta di S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia nel tuo articolo apparso il 25 u.s.
Vedi caro Antonio, tu mi insegni che  la storia recente racconta che dalle nostre parti si sia data ospitalità ad “illustri” uomini che la storia stessa ha ampiamente condannato, perché tali non lo sono mai stati; e se solo pensiamo a ciò che si è combinato in su e giù per il Bel Paese c'è da far accapponare la pelle, quanti ne abbiamo ospitati: terroristi, pornostar, faccendieri di mille bancarotte, per non dire dei  politici corrotti e collusi che tranquillamente se la spassano indisturbati,  e mi fermo qui, altrimenti  l'elenco potrebbe arricchirsi di tante scellerate presenze.
E' vero, la storia probabilmente ci dovrebbe insegnare a non sbagliare più, ma quasi sempre non è così: quanti errori commettiamo, quanti errori davanti a nostri occhi, quante cose sbagliate, eppure a volte glissiamo , un po' per pigrizia un po' per mero menefreghismo, potremmo dire la nostra e non lo facciamo, forse ci fa comodo così  o forse non ci sentiamo  toccati dal problema, ma sta di fatto che talvolta  il silenzio prende il sopravvento.
Per tornare ai giorni d'oggi ed alla venuta dell'ultimo erede di casa Savoia, ritengo di poter tranquillamente affermare che la storia insegna tanto, ma essa dovrebbe insegnare anche a far riflettere, perché se la nipote del Duce è un membro del Parlamento italiano eletta in democrazia, non capisco perché il nipote dell'ultimo Re d'Italia faccia sobbalzar dalla sedia qualche illustre moralista o moralizzatore come voler si dica!  Per una venuta in terra Calabra e proprio a Sibari!
Per me da credente e che la domenica va anche a Messa mi si lasci pur dire che è meglio non far pagare le colpe dei padri ai  figli, ma addirittura qui si tratta di nipoti!
Ciò per dire  caro Tonino, che al sottoscritto di Emanuele Filiberto non gliene frega assolutamente nulla e soprattutto nulla ha che mi associ a lui, però, credo,  forse è meglio stare ad aspettare, come abbiamo fatto centinaia di volte, tanto abbiamo fatto il callo a queste cose, ne abbiamo  attese  chimere che mai hanno mostrato la propria luce!!
Cosa ci impedisce di sperare ancora? non ci costa nulla!
E poi quante volte avremmo dovuto sottolineare passaggi sbagliati, ribellarci ad operazioni elettoralistiche sballate: tante volte abbiamo sottaciuto, tante volte abbiamo fatto baccano.
Ahimé, anzi scusa, ahinoi il tempo passa inesorabile e ciò che ci circonda e sotto gli occhi di tutti noi (scusa il gioco di parole)  poveri mortali a volte brontoloni a volte pecoroni!!!
Ti saluto affettuosamente

Vincenzo Bello.

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