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Cerimonia religiosa per 150 anni d Unità Nazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da don F.Candia   
venerd́, 08 aprile 2011 18:56
ImageDomani alle 18 in Cattedrale a Cassano Ionio santa messa per festeggiare l’Unità d’Italia - Presenti i sindaci dei ventidue comuni diocesani - Una santa messa per pregare e riflettere, con i sindaci della Diocesi, sul senso autentico dell’Unità d’Italia - L’evento liturgico, in programma alle 18 di domani, si svolgerà tra le navate della Cattedrale, alla presenza dei sindaci e dei fedeli dei 22 comuni che compongono la Diocesi di Cassano. «L’appuntamento – commenta monsignor Vincenzo Bertolone, Pastore della Chiesa cassanese e arcivescovo eletto di Catanzaro-Squillace – consentirà di vedere e vivere un altro aspetto del processo di unificazione dello Stato italiano, di cui in queste settimane sono in corso i festeggiamenti del centocinquantesimo anniversario». Il riferimento corre al ruolo della Chiesa, e dei cattolici, nella costruzione di un Paese cui proprio la comune identità cristiana aveva contribuito a dare, ancor prima del compiersi dell’unificazione, un patrimonio di valori ideali e spirituali poi trasfusi nella Carta costituzionale del 1948. «L’apporto dei cattolici – afferma il Presule - è stato crescente nel corso dell’ultimo secolo e mezzo, emergendo in particolare nei momenti di difficoltà o in situazioni di crisi.
Ma c’è anche un altro punto di vista che merita di essere considerato: l’Italia ha bisogno dei cattolici. Anzi, non può farne a meno. Il percorso unitario non a caso ha sofferto quando non ha potuto valersi del loro contributo, nei primi decenni della sua storia, durante la parentesi del non expedit, e ha conosciuto per contro una delle sue stagioni più costruttive quando essi si sono pienamente coinvolti, ad esempio nei primi anni del secondo dopoguerra. Negli ultimi tempi, invece, questo rapporto è apparso nuovamente più problematico, e forse non a caso si è trattato di anni non particolarmente felici». Conclude monsignor Bertolone: «La Chiesa, in questo frangente, ha una responsabilità ancora più grande: ritrovare la sua capacità educativa affinché il vero dialogo veda confrontarsi posizioni diverse, ma consapevoli della loro identità. Ci si riuscirà se, come afferma Benedetto XVI, mai verrà dimenticato che tutte le componenti della società devono impegnarsi, con rispetto reciproco, a conseguire nella comunità quel vero bene dell’uomo di cui i cuori e le menti della gente italiana, nutriti da venti secoli di cultura impregnata di Cristianesimo, sono ben consapevoli».
Cassano all’Jonio, 8 aprile 2011
                       Per l’Ufficio diocesano Comunicazioni Sociali
                           Il direttore
                           Don Francesco Candia

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