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BCC: assemblea del 16 Maggio PDF Stampa E-mail
Scritto da A.Gioia   
venerdý, 21 maggio 2010 08:06
Noia
Il presidente del CDA dott.Noia
La richiesta dell'avv. Caracciolo di dare maggiore spazio alla discussione inviata al CDA della BCC dei Due Mari e pubblicata sul nostro sito, ha vuto un seguito ed è stata accolta , quindi ai soci che hanno richiesto di intervenire è stata data la possibilità di esporre con calma e senza sciocchi mugugni le proprie idee e considerazioni. L'assemblea si è svolta in un clima diametralmente opposto a quello registratosi nella precedente  del 21 febbraio 2010. Finalmente si è potuto dibattere sulle problematiche che investono la nostra impresa cooperativa e ne è scaturito un confronto estremamente proficuo da cui sono peraltro emersi numerosi spunti di riflessione. Di tanto, preliminarmente, si deve dare atto al Presidente Prof. Gaetano NOIA che si è ravveduto invertendo radicalmente atteggiamento.
   Nel corso dell’Assemblea i Presidenti degli organi collegiali hanno, entrambi, richiamato la perdita di esercizio per oltre 3 MLN di euro evidenziando, tuttavia, che senza le “rettifiche di valore per il credito deteriorato”, il risultato di esercizio si sarebbe rovesciato ed avrebbe fatto registrare un utile di pari importo piuttosto che una perdita. Una tesi ardita perché porta alla conclusione che la nostra Banca è in grado di produrre costantemente utili, negli esercizi precedenti come in quello in  esame. Vero è che se le “rettifiche di valore per il credito deteriorato”, invece di concentrarsi principalmente nel corso di un esercizio, fossero state regolarmente rilevate, per come andavano rilevate nei periodi in cui si manifestavano, probabilmente si sarebbe registrata una costanza di risultati negativi di esercizio sia nel passato che nel presente. In definitiva è emerso che la tesi secondo cui la nostra impresa cooperativa è capace di produrre reddito è una tesi allo stato indimostrata e che ciò rappresenta un elemento di grande preoccupazione.
Il Presidente del collegio sindacale, nel corso di un intervento extra-istituzionale succedutosi alla lettura della relazione al bilancio, si è chiesto, altresì se la nostra impresa cooperativa fosse da “rottamare” ed è pervenuto alla conclusione che così non è trattandosi di una Banca che dispone di un solido “patrimonio di vigilanza”. A questa risposta ne sono seguite altre ad opera di alcuni Soci. Ma di grazia, se così fosse come si spiega la richiesta di un intervento di sostegno al FGD finalizzato alla ricapitalizzazione aziendale di una Banca che registra, nel corso dell’esercizio, una riduzione sia del patrimonio netto che di quello di vigilanza? Basterà una ricapitalizzazione di soli 8 MLN per fronteggiare la valanga di “rettifiche di valore” che si abbatterà sulla Banca in virtù di un credito deteriorato che rappresenta un secondo elemento di preoccupazione in quanto allo stato si attesta fra i 70 e gli 80 MLN di euro?
Ma nel corso dell’Assemblea è anche emerso un altro dato davvero preoccupante: il processo involutivo di “disintermediazione” in atto negli ultimi 2 anni nella nostra BCC. Infatti, mentre le BCC, non solo a livello nazionale ma anche regionale, registrano un incremento sia della raccolta che degli impieghi, la Due Mari invece registra esattamente una contrazione sia in termini di raccolta che in termini di impieghi. E sappiamo che la raccolta rappresenta l’elemento teleologico di mezzo (la raccolta) a fine (gli impieghi) di un’azienda bancaria.
Da queste semplici osservazioni emerge un quadro allarmante in quanto nella Due Mari si stanno profilando situazioni che assumono i connotati di una crisi che vanno oltre una dimensione congiunturale per assumere i connotati di una crisi anche, se non soprattutto, di carattere strutturale.
Se così fosse, come si può non considerare semplicemente “ridicolo” il fatto che, ai fini di una radicale inversione di tendenza nella gestione della Due Mari, qualche mente raffinatissima abbia individuato nel Dott. Annunziato MAZZOTTA il genio del male da cui liberarsi; mentre abbia elevato al rango di “risanatori” gli "amici" che ancora affollano governo e management della Banca la cui conduzione si sta caratterizzando a suon di riduzione della clientela, dei rapporti di raccolta e di impieghi, del numero e dell’ammontare delle operazioni presso le filiali, in definitiva, del depauperamento operativo che sta conducendo la nostra impresa cooperativa verso un inesorabile declino.
Nel corso dell’Assemblea è, altresì, emerso che proprio in data odierna i vertici degli organi collegiali e direttivi della nostra impresa cooperativa si sarebbero recati presso la BCC di Sesto San Giovanni per definire i termini dell’intervento della stessa presso la BCC dei Due Mari. Trattandosi di un prestito subordinato garantito da fideiussione rilasciato dal FGD non è proprio possibile ricercare una soluzione all’interno del movimento del credito cooperativo calabrese? In tal senso, in Assemblea, si è fatto riferimento, in particolare, alla BCC Mediocrati in considerazione del proficuo processo di espansione in atto in quella “consorella”.
Non solo, in Assemblea, qualcuno ha anche lanciato la proposta di operare un intervento, anche sussidiario, di ricapitalizzazione della nostra impresa cooperativa attraverso l’intervento diretto dei Soci. La preoccupazione, infatti, è che nessuno può garantire che a seguito dell’intervento di sostegno del FGD la nostra impresa cooperativa possa risultare risanata. Che succederebbe se ciò non avvenisse? Il Commissariamento! E dopo il Commissariamento che ne sarebbe della Due Mari?
Non vorremmo che per la Due Mari si ripetesse il film già visto con la CARICAL, perché la nostra Banca ha rappresentato e rappresenta un patrimonio non solo ideale, ma anche di sostegno imprescindibile per il già fragile tessuto economico del nostro territorio che non può e non deve disperdersi.

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