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Centenario di Silvio Vuozzo PDF Stampa E-mail
Scritto da L.Alario   
mercoledý, 28 aprile 2010 06:45
vuozzo
Silvio Vuozzo
Chissà se qualcuno se ne ricorda ancora. Ne ricordano ancora la figura e lo straordinario fervore intellettuale i Cosentini, nella cui città è vissuto, le scuole dove ha insegnato, portando una ventata di aria nuova e fresca e avanzate metodologie d’insegnamento, la sede regionale della RAI, per la quale ha lavorato con alta professionalità e vera creatività? Sto parlando di Silvio Vuozzo, un genio dimenticato, come spesso accade, della nostra Calabria, di cui mi piace oggi parlarvi, seppure in breve.
    Nato a Cassano All’Ionio 27 aprile 1910 da  Antonio e da Maria Paterno, studia nei seminarî di Catanzaro e di Reggio Calabria e continua la sua formazione nell’Istituto dei Salesiani di San Severo di Puglia. Iscrittosi alla Facoltà di Lettere dell’Università di Urbino, non riesce a sostenere l’ultimo esame, perché ferito durante un bombardamento subìto dal treno su cui viaggiava e, poi chiamato alle armi.

 Si distingue come educatore, intraprendendo una serie di iniziative del tutto innovative come, ad esempio, la realizzazione, nella Scuola Elementare “Borrelli” di Cosenza, di una sala, oggi a suo nome intitolata, per insegnamenti audiovisivi e teatro da lui stesso completamente decorata con pregevoli disegni.
   La sua cultura profonda e il suo spirito innovativo si rivelano anche in modo del tutto esemplare nei testi di lettura per le classi elementari Lo Scrigno e nel “sussidiario” Il Globo, della cui validità ancora oggi si ha memoria. Per la sua fama di scrittore per la scuola, la casa editrice Marzocco lo chiama a realizzare, insieme Luigi Volpicelli, Luigi Barzini jr., Angelo Lombardi, Silvio Riva, Ignazio Drago, una collana di nuovi testi scolastici rispondenti alla necessità di “una sana riforma della scuola”.  
   La narrativa, la pittura, il teatro, la cinematografia, l’insegnamento assorbono, nel corso della brevissima e intensa vita, tutti i suoi interessi di intellettuale e di operatore culturale. Esempio di bella scrittura sono le sue novelle, di cui alcune sono pubblicate, per Morano Editore di Napoli, nel volumetto Sentite un po’. Per la Casa Editrice Marzocco di Firenze, nel 1949, pubblica Nel Regno delle Favole, di cui si avrà una seconda edizione nel 1951, e una terza nel 1953. Lascia inedito un commento a I Promessi Sposi, edizione destinata alle Scuole superiori di secondo grado. Frutto della sua passione per la pittura sono numerose opere custodite in collezioni private.
   Colpito da un tumore alla gola, dopo un intervento alle corde vocali, che gl’impedisce di dedicarsi all’insegnamento, è assegnato al Patronato Scolastico del Provveditorato agli Studi, dove si dedica alla divulgazione delle arti teatrale e cinematografica nelle scuole e alla realizzazione del Campo Scuola per le attività ginniche e sportive tuttora funzionante in Via degli Stadi a Cosenza.
   Dotato di eccezionali capacità tecniche e di finissimo gusto, si rivela regista maturo e attento ai fatti dell’uomo, consegnando alla cinematografia documentarî memorabili come Giudicatemi col cuore (1951), con cui ottiene il terzo premio al Concorso Nazionale ENAL, la cui giuria è presieduta da Dino De Laurentis; Giganti di pietra, documentario sui castelli della provincia di Cosenza; Dodici vivi contro un morto, documentario sulla carnevalesca “Giostra del maiale” di Cassano Jonio; L’arte dei vasai, documentario sui vasai di Rende; Il tannino, documentario sulla concia delle pelli a Cosenza; Cuor di monello, lavoro splendido, ma incompiuto, perché privo di colonna sonora. Si dedica anche ai cartoni animati con Il lupo zampognaro.
   La stessa RAI, notando le sue notevoli doti di operatore cinematografico, lo chiama a lavorare per la redazione del telegiornale calabrese.
   Quando manca appena un mese al compimento del suo cinquantaquattresimo anno d’età, Silvio Vuozzo muore a Cosenza, compianto da tutti, com’è testimoniato dai giornali dell’epoca, il 28 marzo 1964.
   Nella sua città natale, ora, per il primo centenario della sua nascita, a cura dell’Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia e per mia personale iniziativa sarà scoperta una lapide su un muro della casa, in cui nacque e visse la sua adolescenza, e sarà celebrato un Convegno, a cui parteciperanno i sindaci di Cassano e di Cosenza, nel corso del quale pedagogisti, critici letterari, cinematografici, teatrali e d’arte pittorica, giornalisti della Rai parleranno della sua opera e della sua forte personalità di intellettuale e di operatore culturale in favore delle giovani generazioni. Ad esso si affiancheranno mostre delle opere pittoriche, librarie e cinematografiche per valutarne la modernità, e si proporrà una crestomazia dei suoi scritti. Lo scopo non è solo di celebrare la figura di un illustre calabrese, ma anche quello di proporre ai giovani una figura, un modello positivo, a cui ispirarsi per riprendere a farsi ognuno operatore in favore della comune crescita e della comune elaborazione di condivisi progetti.   
 
              Leonardo R. Alario

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