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La Madonna di Giustratico PDF Stampa E-mail
Scritto da A.Cavallaro   
mercoledý, 24 marzo 2010 13:14
ImageIl 19 di Marzo, festa di San Giuseppe, prima giornata di sole dopo mesi di freddo e pioggia e facendo due passi in piazza si porgono gli auguri di buon onomastico ai tanti amici che portano questo nome, uno di questi Peppino Martire m’invita a fare una passeggiata particolare nei pressi della Madonna della Catena, in una valletta interna in contrada Giustratico dove si trova un’antica chiesetta mezza diroccata. Di questo reperto mi aveva già accennato qualcosa un altro caro amico, anch’egli Peppino il prof. La Padula, accetto di buon grado e andiamo in auto fino alla fontanella che si trova proprio di fronte il Santuario e poi a piedi ci inerpichiamo per un viottolo a malapena visibile fra l’erba dei prati. La mia guida è esperta e mi conduce senza errori fino ad una stretta piccola valle a poche decine di metri al di sotto della strada rotabile attualmente chiusa al traffico per una frana. 

La valletta è ben mimetizzata fra le pareti argillose di un calanco ricoperto di macchia mediterranea e un piccolo bosco di pioppi e, addossata alla parete del calanco,  si trova una minuscola cappella semi inondata dall’acqua che sgorga nel suo interno da una piccola grotta e da un ruscello che scorre proprio davanti alla porticina d’ingresso tanto da impedirne il passaggio. Di fianco alla cappellina sono perfettamente visibili delle mura in mattoni pieni che dovevano essere le pareti di un’altra costruzione di epoca sicuramente non molto recente.

Peppino
Martire indica l'ingresso
Ci avviciniamo, stando attenti a non finire nell’acqua e riusciamo a dare un’occhiata all’interno. Sulla parete frontale è ben visibile un affresco rappresentante una Madonna Galactofusa (che allatta) sovrastata da una colomba che potrebbe rappresentare lo Spirito Santo e sulla sinistra un crocefisso che forse è stato aggiunto successivamente. Sotto il dipinto la parete è crollata facendo intravvedere una grotta dalla quale sgorga dell’acqua che qualcuno ha tentato di convogliare all’esterno con un tubo, qualche devoto ha lasciato anche dei fiori ed un lumino ancora acceso a significare che questa cappellina seppur semi-diroccata e prossima ad essere inghiottita dalla frana che è giunta già a pochi metri, viene visitata in modo abbastanza regolare. Nei miei peregrinari per le contrade e i paesi del cosentino per scoprire curiosità, monumenti e opere d’arte da proporre ai miei clienti-turisti ho incontrato altri due dipinti abbastanza simili a questo di
La grotta sotto il dipinto
La grotta sotto il dipinto
Giustratico uno rappresenta la Madonna del Pilerio,
piccola valle
La piccola valle dove si trova la cappella
dipinto su legno, custodito nella Cattedrale di Cosenza e l’altro, più vicino al nostro, si trova a Saracena affrescato in una nicchia di una chiesetta del centro storico, chiamato Madonna delle Armi. L’affresco di Saracena ha gli stessi colori di quello di Giustratico e i personaggi ritratti: La Madonna allattante e il Bambin Gesù, sono nella stessa identica posizione. La Vergine è seduta in trono col Bambino in grembo vestito e nella posizione di ricevere il latte materno. Non essendo un esperto non sono in grado di dare una datazione certa, posso arrischiare un’ipotesi dicendo che il nostro affresco potrebbe essere stato realizzato a cavallo del XVII° e il XVIII° secolo, quello di Saracena è stato  confermato dagli esperti essere del XV° secolo. Non è questa la sede per fare ipotesi sulla datazione, quello che penso si debba invece fare, e subito, é tentare il recupero di questo affresco che, anche se non si tratta di un’opera d’arte di grande pregio, è comunque una testimonianza importante della tradizione religiosa del nostro recente passato. Invito tutti coloro che sono interessati, a farsi vivi, insieme ai due Peppino: Martire e La Padula, saremmo lieti di organizzare un’escursione sul posto, magari il giorno in cui questa Madonnina veniva festeggiata, la terza domenica di Maggio, la settimana successiva alla festa della Madonna della Catena.

Le mura
Le antiche mura in mattoni pieni
 

 

 

 

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