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Grande Musica a Lauropoli PDF Stampa E-mail
Scritto da D.Cavallaro   
mercoledý, 17 marzo 2010 11:54
IL M░ Eletto
Il M░ Eletto
Domenica 14 marzo nell’Auditorium della Chiesa dei Sacri Cuori a Lauropoli l’associazione “Amici della Musica” teneva un concerto di eccezionale valenza interpretativa in memoria di uno dei loro soci scomparso prematuramente tre anni fa, Martino Antonio Annesi, valente musicista. I componenti del complesso bandistico sono per la maggior parte giovani diplomati presso il conservatorio di Cosenza, strumentisti, quindi, di grandi capacità. Diretti dal M° Rocco Eletto di Montescaglioso (MT), hanno dato prova di padroneggiare ognuno il proprio strumento con raffinata tecnica. La serata è stata condotta in modo semplice ma incisivo da Antonio Cavallaro che dopo aver presentato uno per uno tutti i componenti dell’orchestra ha brevemente illustrato i brani che sarebbero stati eseguiti da lì a poco.

Il programma era introdotto dalla marcia sinfonica composta dal M° Domenico Di Vasto, anch’egli componente del gruppo, dal significativo titolo “Al grande Martino Annesi”, la cui esecuzione è stata accolta da scroscianti applausi del numeroso pubblico. Subito dopo, sotto la direzione del M° Rocco Eletto, venivano eseguiti, senza soluzione di continuità e dopo il preludio, alcuni suggestivi brani della Traviata di Giuseppe Verdi. Ricordiamo che, a parte il preludio, tutte le arie eseguite sono state composte da Verdi per l’esecuzione vocale e l’accompagnamento dell’orchestra, quindi l’esecuzione solo strumentale anche delle parti cantante, è particolarmente impegnativa soprattutto per i solisti, che bisogna dire, in questa occasione hanno veramente superato se stessi, sia per le difficoltà tecniche, sia per l’espressione interpretativa necessaria.

Antonio Ciliberti
Antonio Ciliberti
Dal primo all’ultimo musicista, tutti sono riusciti ad esprimersi ad altissimi livelli, suscitando forti emozioni negli astanti che più volte hanno sottolineato con sentiti applausi i passaggi musicali più coinvolgenti. La Traviata, quando fu rappresentata per la prima volta alla Fenice di Venezia fu un fiasco, proprio perché Verdi aveva trasfuso in quest’opera una “modernità” a cui gli appassionati del bel canto dell’epoca non erano ancora abituati.ImageL’alternanza dei momenti carichi di melanconico pathos erotico a quelli più forzatamente gioiosi delle feste di tipo orgiastico-carnascialesco,  stupendamente trasferiti in note dal grande compositore, è la chiave di lettura di questa musica straordinaria  che i maestri di Lauropoli hanno saputo trasformare, con i loro strumenti, in momenti di vero ed autentico godimento per tutti quelli che hanno avuto il piacere di assistere all’esecuzione. Auguriamo loro tutta la fortuna ed il successo che meritano - (Davide Cavallaro)

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Le foto sono di Antonio Trinchi

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