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..peggio dei writers.. PDF Stampa E-mail
Scritto da A.della Ragione   
mercoledý, 10 marzo 2010 08:06
ImagePresentate le liste per le prossime elezioni regionali, le mura delle nostre città, già afflitte dalla balordaggine dei writers, si preparano a ricevere nuovi scriteriati insulti da parte di una legione di candidati, che espongono senza ritegno i loro volti, spesso patibolari ed i loro slogan, tanto vaghi quanto poco veritieri. Una miriade di parenti, figli, mogli, nipoti, compari e protette infoltisce la schiera degli eligendi, speranzosi di fare breccia nell’attenzione dell’elettore e di essere ricordati nel segreto dell’urna. Non si tratta di una novità dei nostri giorni, anche nell’antica Roma la propaganda elettorale non risparmiava le pareti delle domus, spingendosi ad imbrattare anche le tombe dei defunti e perfino gli edifici sacri.

Vi prego di eleggere Giulio Polibio edile, fa del buon pane, si legge ancora oggi sulle mura di Pompei, una luminosa sintesi elettorale che resiste da quasi duemila anni, un vero record a confronto di qualche sbiadito manifesto inneggiante alle virtù del Comandante Lauro, ancora esposto tra i vicoli della Sanità a Napoli. Per amore del pudore non segnaliamo i nomi dei tanti indagati e condannati, ma vogliamo unicamente citare, tra le candidature di facciata, quella di Tinto Brass tra i radicali, il vecchio sporcaccione, antesignano del libertinaggio, il quale, come una sorta di libidinoso cicciolone trova ancora trasgressivo mostrare in piazza tette e culi, sperando in una folla osannante di maschi arrapati e repressi, trasformati per incanto in docili elettori. I tempi sono cambiati, forse in peggio, con torme di politici di primo, secondo e terzo livello, in combutta a faccendieri e finanzieri di strapazzo, impegnati giorno e notte ad usufruire delle grazie di escort più o meno bonazze e di trans porconi, trasformando sesso e politica in un binomio indissolubile, che ben si compendia in un sogno proibito: “più pelo per tutti”.

Achille della Ragione

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