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Sibari

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Assemblea BCC Due Mari, pilotata PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
mercoledý, 24 febbraio 2010 19:22
Tavolo della presidenza
Tavolo della presidenza
Immaginate se un prete andasse in una moschea  affollata da talebani e tentasse di divulgare il Verbo di Gesù,  ai mugugni, probabilmente seguirebbe il linciaggio dell’ardimentoso  malcapitato, è più o meno quel che è successo domenica 21 febbraio all’assemblea dei soci della BCC dei Due Mari di Calabria, svoltasi presso la sala convegni del Minerva Village a Sibari. Il tutto era stato programmato con precisione perfetta in modo da impedire ai soliti “rompiballe” di interferire nelle decisioni già prese a monte.

 Il presidente Noia, entrato ora perfettamente nel ruolo che i suoi predecessori hanno interpretato per anni cioè di “padre e padrone”, dopo un pistolotto di un’ora e mezza invita l’assemblea a votare sul contenimento dei probabili interventi a soli 5 minuti, i talebani come un sol uomo alzano la manina, è ovvio sono già le 11,30, hanno fame e alle tredici meno cinque, il presidente ha detto, che si deve andare a mangiare e chi potrebbe opporsi?

Una dimostrazione superba di vera democrazia. In questo modo viene tolta la parola sia al dott. Anthony Gioia che al dott. Luigi Villani e a tutti gli agli altri malcapitati che avrebbero potuto interferire con gli ordini di scuderia.

Durante la lunga dissertazione il dott. Gaetano Noia legge anche una lettera  della Banca d’Italia nella quale si avverte che se la BCC vuole accedere al Fondo di Garanzia per una cifra di 8 milioni di Euro deve sostituire tutti i membri del direttivo che sono stati sanzionati nelle precedenti amministrazioni.

Bene, nulla di più giusto, diciamo noi, ma ecco che il presidente (anch’egli uno dei sanzionati) tranquillamente afferma che lui è disposto a dimettersi ma poi aggiunge che su invito della Federazione rimane in carica perché il suo “sacrificio” non è ritenuto necessario.
Necessario invece è sostituire due dei sanzionati, tra l'altro dimissionari, nella fattispecie  al posto del sig. Mario Rogato viene proposto il prof. Lorenzo Avoli già sindaco di Fagnano e in sostituzione del dott. Pasquale Romio di Corigliano il prof. Nello Iacucci anch’egli coriglianese.   

Le new-entry nel collegio sindacale  sono il  Dott. Fabio Piluso in sostituzione del dott. Antonio Dodaro, presidente dimissionario e al posto del dott. Giuseppe Geraci viene eletta la dott.ssa Domenica Gallo, già sindaco supplente.

E gli altri sanzionati che fanno ancora parte del CdA? Resteranno tranquilli al loro posto. Come qualsiasi asino può capire e l’ho già scritto precedentemente – tutto cambia, nulla cambia – i metodi sono sempre gli stessi, ma questa volta c’è l’avallo della Federazione Regionale delle BCC di Calabria che è addirittura presente all’assemblea con il presidente dott. Antonio Bilotta  e il suo vice dott. Michele Aurelio, ripettivamente presidente il primo della BCC di Maierato e il secondo presidente della BCC di Albidona. Ma c’è anche il dott. Pierfilippo Verzaro, formalmente Direttore Generale, ma sostanzialmente Commissario della Federazione Calabrese, inviato dalla Federcasse, dove peraltro lavorava.

Personaggi che, tra l’altro,  sono coloro che dovrebbero far rispettare le regole del gioco, ma quì non siamo al tavolo della briscola dove le regole sono da secoli le stesse, qui si possono cambiare a proprio piacimento in modo che a vincere siano sempre gli stessi.


Ripeto fino alla noia, è necessario preservare a tutti i costi le BCC calabresi come unico baluardo allo strapotere della Banche del Nord, ma nel rispetto delle regole e con la garanzia che chi ha sbagliato, per qualsiasi motivo, venga allontanato dal tavolo di comando.   Solo così i soci e i dipendenti a qualsiasi livello potranno essere garantiti da una gestione sana, corretta e scevra dei servilismi di cui ancora molte BCC sono vittime.

Dimenticavo un dato importante dei duemila e passa soci, ne erano presenti fisicamente solo circa 360, che con le deleghe ammontavano a poco più di 600 e questo perchè a molti soci non sono stati inviati i soliti inviti. E' vero che a norma di statuto non è obbligatorio fare comunicazioni "ad personam", ma è pur vero che per consuetudine l'invito è stato sempre inviato per posta a tutti i soci, le assenze di quasi duemila soci vogliono pur significare qualcosa. Il presidente, prima che qualcuno lo facesse rilevare si è affrettato a mettere le mani avanti adducendo ritardi postali, staremo a vedere, se di ritardo si tratta, prima o poi arriveranno le lettere e vedremo se così è stato.

Mi urge anche affermare che quì nessuno si sogna di fare la guerra alla BCC come qualcuno sta cercando di far credere, anzi è vero il contrario, i nostri sforzi sono volti in direzione di una gestione sana, trasparente e ONESTA.

Non chiediamo la luna, purtroppo chi è abituato a fare e disfare a proprio piacimento non ci sta a mollare l'osso, anche se rischia di spezzarsi i canini.

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