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Sibari

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Niente soldi per la grandine PDF Stampa E-mail
Scritto da G.Iacobini   
martedý, 06 ottobre 2009 07:40
ImageNiente soldi agli agricoltori per il nubifragio del 5 luglio. Lo ha stabilito il ministero delle politiche agricole, con un provvedimento che di fatto blocca l’erogazione delle provvidenze riconosciute in caso di calamità naturali, ma pure le risorse aggiuntive già impegnate dalla Regione. La notizia è stata messa nero su bianco dal direttore generale del Dipartimento delle politiche di sviluppo economico e rurale, Giuseppe Blasi, e comunicata alla Regione. Al centro della missiva, i disagi causati dal fortunale abbattutosi sulla Sibaritide il 5 luglio, quando nel giro d’un’ora pioggia, vento e grandine ridussero ad un pantano le campagne dell’entroterra cassanese e castrovillarese, colpendo 800 ettari di frutteti appartenenti ad aziende che avevano, come ogni anno, già assunto oltre 1.500 operai stagionali (rimasti senza lavoro) e causando la perdita del 70% della produzione di drupacee (nettarine, pesche, noci pesche), con danni quantificati in 15 milioni di euro.

Pochi giorni dopo, coordinata dalla Regione, s’era aperta la fase della concertazione post disastro: Palazzo Alemanni aveva annunciato la disponibilità a stanziare 9 milioni di euro (ritagliati tra le pieghe del Piano di sviluppo rurale), di cui 5 a favore delle aziende agricole, 3 per la riparazione degli impianti di produzione danneggiati, 2 per il mantenimento dei livelli occupazionali. Contestualmente, si era avviata la procedura per il riconoscimento ministeriale dello stato di calamità, propedeutico e indispensabile al conseguimento degli aiuti di matrice regionale e di quelli di cui al Fondo di solidarietà nazionale. Quella che veniva considerata una mera formalità (per la quale, invano, si è speso fino all’ultimo anche il primo cittadino cassanese Gianluca Gallo, a metà settimana avvistato a Roma, negli uffici del ministero) è tuttavia diventata il cappio che ora strangola speranze ed aspettative. <<La tipologia di danni segnalati, in particolare la cascola dei frutti dagli alberi senza contemporaneamente riscontrare danni alle strutture>>, scrive infatti Blasi nella lettera che chiude la storia, <<non è compatibile con la tromba d’aria, anche se associata a forti precipitazioni. Più verosimilmente, è possibile che il fenomeno sia stato accompagnato da grandinate, per le quali essendo possibile stipulare contratti assicurativi agevolati per la tutela delle produzioni, non si possono attivare interventi compensativi a favore degli agricoltori che non hanno stipulato la polizza per la copertura dei relativi rischi>>.Niente polizza, niente soldi: Roma chiude i rubinetti e lascia a secco l’agricoltura sibarita.

Gianpaolo Iacobini - Gazzetta del Sud - 26 luglio

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