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Marina di Sibari PDF Stampa E-mail
Scritto da G. Iacobini   
lunedì, 03 novembre 2008 19:34

La Gazzetta del Sud, a firma di Gianpaolo Iacobini, ha così stigmatizzato l'ultimo incontro che si è avuto al Comune di Cassano per il cosidetto "Tavolo di Concertazione.

Marina di Sibari: traballa il tavolo di concertazione. Nasce tra le polemiche un comitato tecnico. Ascoltato il consulente urbanistico del Comune. Le sorti del villaggio turistico sibarita continuano dunque ad essere oggetto di discordia. Ne è stato esempio la riunione del tavolo di concertazione istituito per ricercare una soluzione alla crisi attuale, del quale fanno parte lottizzatori, amministrazione comunale e forze di opposizione, semplici utenti, referenti dell’associazione “Consorzio Sibari città del mare” e dell’associazione di autotutela degli utenti. All’incontro ha preso parte pure il consulente urbanistico del Comune, l’architetto Andrea Iovene, che ha illustrato l’esito dello studio effettuato. «Gli obblighi della convenzione di lottizzazione – ha spiegato Iovene – risultano essere stati adempiuti: questo prova il lodo arbitrale intervenuto sulla vicenda con forza di giudicato. Ci sono dunque le condizioni perché il Comune acquisisca le aree pubbliche, mediante il frazionamento delle stesse, anche se non vi è certezza della loro estensione, specie in riferimento al verde pubblico». Dopo aver auspicato «soluzioni condivise» ed «accertamenti volti all’individuazione degli abusi volumetrici e dei loro responsabili», Iovene ha suggerito l’adozione «d’un piano di riqualificazione urbana». Parole che hanno innescato una serrata discussione, conclusasi, si racconta, in baruffa. Ad incendiare gli animi, la decisione (allo stato non confermata) di dar vita ad un comitato ristretto che, sostengono in molti, porterebbe di fatto all’esautorazione del tavolo di concertazione. Alle proteste del capogruppo del Ps, Gianni Papasso, si sono sommate quelle dell’associazione di autotutela, per il cui presidente Tonino Cavallaro «ancora una volta è apparsa evidente la volontà del sindaco di lasciare nelle mani dell’associazione consortile una patata per lui bollente. A questo punto, il ricorso alle azioni legali è inevitabile».Gianpaolo Iacobini
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