| L'aeroporto di Sibari secondo "Il Quotidiano" |
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| Scritto da P. Lojacono | |
| martedì, 07 ottobre 2008 08:28 | |
![]() Un ATR 42 in fase di decollo Si tratta in realtà solo di un ottavo della cifra che sarebbe necessaria e che è stimata essere pari a 28,5 milioni di euro,la cui copertura, secondo quanto annunciato, è prevista con l'utilizzo dei fondi comunitari assegnati per i sei anni che vanno dal 2007 al 2013.L'aeroporto dovrebbe sorgere nel comune di Cassano allo Ionio, di cui fa appunto parte tutta la zona di Sibari, ed è previsto dall'accordo di programma quadro "Sistemi delle infrastrutture di trasporto" che è stato sottoscritto nel 2002 tra Regione Calabria e governo nazionale dell'epoca, oltre a Anas, Enav, Enac e Ferrovie dello Stato. Lo scalo, che interesserà un largo bacino di utenza, pari a circa la metà degli abitanti calabresi e la costa ionica della Basilicata, si inserisce a metà strada tra quelli di Crotone e Bari, in una zona con gravi problemi infrastrutturali nel settore stradale e ferroviario.Sarà una struttura aeroportuale di categoria C3, con inizialmente solo una pista di volo lunga 1.500 metri, localizzato a circa 14 chilometri dall'autostrada Salerno - Reggio Calabria e non distante dalla statale 106 ionica.Un idillio che proprio tale non è, perché basta leggere la relazione allegata al progetto per rendersi conto dell'inghippo: l'aeroporto che verrà, se verrà, non servirà agli scopi che la gente della zona si aspettava. E vediamo perché, spulciando il prezioso, citato documento.Intanto la categoria: C3. Significa aeroporto di terzo livello, o regionale.Le tratte da percorrere non possono essere superiori ai 450 chilometri in linea d'aria; si possono utilizzare “aeromobili turboelica con capacità inferiore a 60 posti (gli Atr 42, per intenderci, ndc) ed il volume del traffico non deve superare i 40 mila passeggeri annui (740 a settimana; 105 al giorno, ndc). Ora, a cosa mai potrà servire un aeroporto dal quale si può volare solo per Crotone, Lamezia, Reggio Calabria,Bari e Napoli, Catania e Palermo? E qualora un nutrito gruppo di turisti, mettiamo più di 100, decidesse di sbarcare aSibari, facendo quindi scalo negli aeroporti più “quotati”, quanti voli degli Atr occorrerebbero per portarli a destinazione? Eppure, la relazione testualmente ricorda che gli aeroporti di terzo livello “possono essere considerati la forma primaria più piccola per quanto riguarda il traffico areo regolare”.Piccola va bene:ma quanto “piccola” se 40 mila potenziali turisti “aerei”non soddisfano nemmeno la decima parte della ricettività della costa jonica?Ma il progetto va oltre e prevede 130 parcheggi per iviaggiatori ed appena 12 per il personale cosiddetto di “rampa”, addetto, cioè, al servizio antincendio ed al rifornimento del carburante; un'area di parcheggio riservata ai bus turistici ed una seriedi servizi per i passeggeri. Un vagheggiamento,nient'altro che un vagheggiamento: così dicono gli esperti della ricettività turistica. Che rincarano la dose: “O si fanno le cose in modo sensato oppure si pensa a d allestire un serviziodi collegamento efficiente, rapido e continuo con il Sant'Anna di Crotone”. Il resto sono solo chiacchiere, ma non tanto, se è vero che sarebbero iniziate le procedure di esproprio dei terreni interessati dal progetto per l’aeroporto. Un affare colossale di circa 7 milioni di euro per produrre il nulla. Pasquale Lojacono - Il Quotidiano di Calabria |
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