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Articolo21 ribatte: La nostra ultima parola sul trasformismo in aula PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
lunedì, 10 agosto 2026 05:18
ImageRiteniamo doveroso intervenire - a nome di quella parte senza la quale il Movimento non ci sarebbe mai stato e senza la quale l’avventura di Avena non si sarebbe mai realizzata - non per sterile polemica, ma per un inderogabile obbligo di trasparenza verso una comunità dalla quale, a differenza di altri, non abbiamo l'abitudine di eludere. La verità non si baratta con le convenienze o con le poltrone del momento, ma va raccontata nella sua interezza. ArticoloVENTUNO è nato con la vocazione di rompere gli schemi in un panorama politico asfittico, ponendosi come forza indipendente ed autonoma. 
Una realtà fatta di persone, la cui natura plurale non poteva essere piegata a logiche individualistiche, ma richiedeva un confronto reale. Oggi, al contrario, siamo costretti ad assistere a grottesche giravolte che hanno lasciato attonito un intero gruppo, trascinato a propria insaputa in una situazione di profondo imbarazzo. Leggiamo sulla stampa che il Consigliere rivendica l'avvio di un dialogo partecipato con il Sindaco per il "bene della città". È doverosa una precisazione: il confronto si è tenuto nel rispetto dei ruoli istituzionali. Un'eventuale indisponibilità da parte nostra sarebbe stata inevitabilmente usata come pretesto per tacciarci di sterile ostruzionismo. Tuttavia, occorre precisare un dettaglio che a qualcuno sfugge per calcolo: sedersi ad un tavolo istituzionale non equivale a firmare cambiali in bianco né, tantomeno, a mettersi all'incanto al miglior offerente. Nelle nostre interlocuzioni abbiamo posto sul tavolo esclusivamente le urgenze del territorio - concorsi, lavori pubblici, la vertenza di Casa Serena, la gestione del personale - ricevendo in cambio soltanto risposte vacue, fumose o del tutto inesistenti. Proprio alla luce di questo vuoto pneumatico, il Consigliere Avena dovrebbe avere il garbo di illuminarci, vista la totale assenza di risposte in sede assembleare: quali risposte tematiche giustificherebbero, improvvisamente, il suo odierno soccorso alla maggioranza? Per un intero anno, su temi e contenuti, non è stato possibile edificare con questa Amministrazione la benché minima visione comune. Una difficoltà d'intenti che lo stesso Avena ha candidamente ammesso di fronte all'intera assemblea. Sorge dunque spontanea una domanda: se egli stesso certificava la totale assenza di intese programmatiche, da quale inconfessabile urgenza scaturisce oggi questa quasi morbosa ossessione di andarsi ad accomodare tra i banchi di chi governa? La giustificazione di voler "entrare in maggioranza per salvare il paese" oscilla pericolosamente tra il comico e lo sconcertante. Salvare cosa? E, soprattutto, salvarlo da chi? Questo finto afflato salvifico è doppiamente offensivo: umilia l'intera maggioranza ed il Sindaco, trattati alla stregua di un consesso di inesperti che necessitano del provvidenziale intervento di un singolo eroe per poter governare, e vilipende l'intelligenza degli elettori che ci hanno accordato fiducia in netta, dichiarata antitesi a questo esatto assetto di potere. Con quale coraggio si tenta oggi di spacciare un volgare "salto della quaglia" per un nobile accordo programmatico? Noi le lusinghe delle poltrone le abbiamo respinte senza esitazione alcuna, pur a fronte di precisi impegni politici emersi nei recenti conciliaboli tra Avena e chi amministra. Abbiamo detto NO dinanzi ad una palese opacità di fondo. Abbiamo detto NO perché si può amare il paese e dimostrare senso di responsabilità anche stando, con dignità, all’opposizione. Se qualcun altro, viceversa, ha ceduto al richiamo della seggiola, abbia per lo meno la statura politica di assumersene la responsabilità dinanzi alla cittadinanza, risparmiandoci le fiabe. Viene quasi da sorridere: quando queste capriole le facevano gli altri, per Avena erano "giocattoli", ora che le fa lui, come dovremmo chiamarle? Rasenta poi il grottesco la riscoperta, a scoppio ritardato, del valore del nostro gruppo. Oggi il Consigliere invoca a gran voce i nomi dei candidati, utilizzandoli come scudo d'ordinanza. Eppure, vien da chiedersi dove risiedesse questa sua fulgida vocazione democratica quando, per un anno intero, esigeva che ogni decisione venisse blindata all'interno di una ristrettissima cerchia. La memoria non ci fa difetto: durante l’ultima riunione, di fronte alla nostra assoluta disponibilità a coinvolgere tutti, è stato proprio lui ad opporsi con fermezza. In quell'occasione, senza alcun pudore, liquidò i nostri candidati come soggetti "non politicizzati", ma legati all’esperienza per sola stima personale. Ebbene, coloro che ci hanno messo la faccia e portato consensi non sono comparse da estrarre dal cassetto a piacimento per legittimare le proprie ambizioni. È pertanto necessario porre dei quesiti ineludibili: quando mai è stata negata la convocazione di una riunione a fronte di una richiesta esplicita? Se il Consigliere avvertiva tale urgenza democratica, per quale motivo non si è mai premurato di convocarla lui un’assemblea del gruppo? Da quanto tempo manca un vero confronto sull'ordine del giorno dei Consigli Comunali? E, soprattutto, prima di alzare la mano per esprimere voti favorevoli in aula in qualità di rappresentate di ArticoloVENTUNO, con quali sostenitori del movimento il Consigliere ha ritenuto di doversi confrontare? A questa totale e calcolata assenza di dialettica interna si somma il logorante brusio di questi ultimi mesi: una ridda di indiscrezioni e la proliferazione di nuovi gruppuscoli - cui lo stesso Avena prende allegramente parte - che hanno inesorabilmente finito per trascinare nel fango la credibilità ed il buon nome dell'intero nostro movimento. Nessuno, in linea di principio, contesta il diritto di transumare da sinistra a destra, una pratica peraltro assai inflazionata e che non desta più meraviglia alcuna. Il problema non è il cambio di rotta, ma il bagaglio che ci si porta dietro. Se si decide di cambiare orizzonte, bisogna avere la schiena dritta per farlo in autonomia, lasciando sul tavolo un seggio che è stato conquistato da un movimento, non dal proprio genio personale. Si vuole fare ciò che si ritiene giusto? Benissimo. Ma lo si faccia a spese proprie, con i propri sacrifici e sulle proprie gambe. Se il disegno fin dall'inizio era quello di usare il Movimento per regolare i conti con chi amministrava in passato e poi imporre la linea successivamente, sarebbe stata gradita la decenza di ammetterlo sin dall'esordio. Benché sia lecito sospettare che, con simili premesse, non lo avrebbe seguito assolutamente nessuno. Al netto delle acrobazie verbali, delle flebili giustificazioni di opportunità e del chiacchiericcio di fondo, la realtà si condensa in un singolo dato incontrovertibile: il Consigliere Avena sta ripudiando il gruppo che lo ha candidato e sostenuto ed i cittadini che lo hanno eletto pur di garantirsi un comodo scranno tra le file della maggioranza. Tutto il resto è polvere negli occhi, utile solo a camuffare il più classico, e al contempo il più triste, dei trasformismi. Per noi questa vicenda resta un lontano ricordo e continueremo a porre in primo piano le vere criticità del nostro territorio: la gestione della discarica, lo stato del cimitero, il necessario rilancio del centro storico e le tante altre emergenze cittadine, affrontandole quotidianamente con le nostre proposte ed il nostro chiaro punto di vista. Resta tuttavia una certezza che nessuna manovra di palazzo potrà mai scardinare: ArticoloVENTUNO continuerà ad esistere, irremovibile, per portare avanti con dignità e fierezza la voce di chi non si mette in vendita e non abdica ai propri valori.
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