| Villapiana - Domenico Filardi risponde |
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| Scritto da comunicato politico | |
| giovedì, 23 luglio 2026 13:25 | |
𝙇𝙚 𝙫𝙖𝙡𝙪𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙤𝙡𝙞𝙩𝙞𝙘𝙝𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙨𝙤𝙨𝙩𝙞𝙩𝙪𝙞𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙧𝙚𝙖𝙡𝙩𝙖̀ 𝙙𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙩𝙩𝙞.Il dibattito sul Bilancio di previsione 2026/2028 merita serietà e soprattutto rispetto dei fatti. Il parere dell’Organo di Revisione è un documento tecnico che contiene osservazioni, richiami alla prudenza e prescrizioni da seguire. Questa Amministrazione non ha mai sottovalutato il ruolo del Revisore, ed anzi, considera quei rilievi uno strumento fondamentale di controllo e di corretta gestione. Ciò che non si può accettare è la trasformazione di un parere favorevole condizionato in una narrazione politica di bocciatura, emergenza o irresponsabilità amministrativa. Il giudizio politico espresso dalla minoranza appartiene alla dialettica democratica ed è legittimo, ma non può essere presentato come conseguenza automatica del parere tecnico del Revisore. Gli atti dicono altro: non esiste un parere contrario, non esiste una bocciatura del bilancio, ma un parere favorevole accompagnato da condizioni e prescrizioni che gli uffici e l’Amministrazione sono chiamati a rispettare. Va inoltre ricordato che la situazione di riequilibrio finanziario e le criticità contabili affrontate oggi non sono state generate dall’attuale Amministrazione, insediatasi da poche settimane, ma sono una condizione ereditata e già oggetto di un percorso avviato prima del nostro insediamento. 𝗔𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮̀, 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗲 𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗵𝗮 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶. Semmai, c’è da chiedersi come avrebbero affrontato questo momento i nostri competitor; avrebbe prevalso la linea del consigliere Mastrota che riconosce il debito GSE ritenendo giusto l’accantonamento delle somme in bilancio o quella del consigliere Montalti che invece ne disconosce completamente il diritto ritenendo eccessiva la decisione di accantonarle? La maggioranza risulta essere sempre più coesa e determinata nell’affrontare le problematiche ereditate mentre la minoranza mostra, in maniera sempre più evidente, una marcata distanza interna. La comunità merita un confronto basato sui documenti, sui numeri e sulle soluzioni, non su letture strumentali degli atti. |
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