Skip to content

Sibari

Narrow screen resolution Wide screen resolution Increase font size Decrease font size Default font size    Default color brown color green color red color blue color
Advertisement
Vi Trovate: Home arrow Amici,fatti, curiosità arrow Telemedicina a Cassano, c’è ma non funziona: l’appello del Comitato cittadino
Skip to content
Telemedicina a Cassano, c’è ma non funziona: l’appello del Comitato cittadino PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Garofalo   
martedì, 03 marzo 2026 04:09

ImageA Cassano si parla di telemedicina, ma il servizio resta di fatto inutilizzato. È quanto denuncia Francesco Garofalo, portavoce del Comitato Spontaneo di Cittadini per la Tutela della Salute Pubblica della città delle terme. «Alla radiologia del poliambulatorio tutti vedono il sistema installato, ma nessuno sa spiegare perché non venga messo in funzione», afferma Garofalo, puntando il dito contro una situazione che si trascina da tempo senza risposte chiare. Secondo il Comitato, l’arrivo del nuovo commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, Vitaliano De Salazar, potrebbe rappresentare l’occasione per fare finalmente chiarezza e sbloccare una tecnologia che, almeno sulla carta, potrebbe cambiare radicalmente l’assistenza sanitaria territoriale. La teleradiologia consentirebbe infatti di effettuare diagnosi a distanza attraverso un sistema di telegestione: il tecnico sanitario invierebbe in tempo reale le immagini al radiologo, che potrebbe refertare da remoto e restituire il responso in tempi rapidissimi.


 «Il vantaggio è duplice – spiega Garofalo –: per il paziente, che ottiene una diagnosi sicura senza dover essere trasferito, guadagnando minuti preziosi soprattutto nelle urgenze; per il sistema sanitario, che può mettere in rete le proprie competenze e garantire pari livelli di assistenza anche a chi vive lontano dagli ospedali».

Non solo. Le procedure già codificate prevedono anche il teleconsulto e la teleconsulenza. Nel primo caso più medici, pur trovandosi in sedi diverse, possono confrontarsi attraverso una rete informatica per definire una diagnosi e programmare la terapia. La teleconsulenza, invece, permette a un medico di richiedere un parere qualificato su casi complessi o di particolare rilevanza clinica.

Eppure, nonostante le potenzialità, il servizio rimane fermo. «Da oltre cinque anni – sottolinea Garofalo – il presidio è privo di un responsabile medico radiologo e spesso il tecnico viene destinato ad altri presidi». Una carenza organizzativa che di fatto impedisce l’attivazione di uno strumento già disponibile.

Per il Comitato, mettere in funzione la telemedicina significherebbe rendere la medicina territoriale più moderna, efficiente e realmente rispondente ai bisogni della comunità. Una promessa tecnologica che, per ora, resta sospesa tra annunci e realtà.


Prossimo >