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Sindaco che va, commissario che viene PDF Stampa E-mail
Scritto da A.M.Cavallaro   
mercoledì, 04 novembre 2015 08:19
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Sala consiliare di Cassano, VUOTA
Si è chiusa abbastanza "indecorosamente" a Cassano Ionio l'avventura amministrativa di uno pseudo-centrosinistra.  Giovanni Papasso che di riffe o di raffe voleva fortemente  la poltrona di sindaco subito dopo le elezioni che lo videro vincente al ballottaggio contro Mimmo Lione, ma penalizzato dal numero dei suoi consiglieri, fu costretto a rivolgersi a qualche "compiacente" oppositore per poter raggiungere il suo obiettivo: diventare appunto sindaco, aspirazione legittima intendiamoci. Due "transfughi" furono prontamente disponibili e così si potette raggiungere la necessaria maggioranza all'interno del consiglio comunale.

Per tre anni le cose sono andate, diciamo, benino, anche se costellate di mugugni. Non c'è bisogno di andare ad indagare fra carte, delibere e determine per capire che i "voltagabbana" il loro tornaconto personale lo hanno perseguito e in parte forse ottenuto; non c'è bisogno neanche di spremersi molto le meningi per intuire che se le due pecore hanno saltato lo steccato, lo hanno fatto perchè pensavano che nel praticello del vicino l'erba era più abbondante. Dopo tre anni però, quella specie di idillio si è interrotto e si sono scatenati i fans di una parte e dell'altra. I fans del sindaco chiamano traditori i due salta-steccati, ma dimenticano che prima di tradire Gianni avevano tradito Gianluca e si sa chi tradisce una volta..... è disposto a farlo ancora ... magari per un "piatto di lenticchie".

A proposito, sapete da dove proviene appunto il detto "per un piatto di lenticchie"? Addirittura dalla Bibbia. Esaù fratello di Giacobbe, ambedue figli di Isacco,a sua volta figlio di Abramo, (insomma pezzi grossi della nostra religione), era il figlio primogenito, quello che sarebbe stato il successore di Isacco nel patriarcato d'Israele. Un giorno tornando a casa dopo una dura giornata di lavoro trovò Giacobbe che si stava sbafando un bel piatto di lenticchie, affamato e stanco com'era, chiese al fratello di cedergli il piatto, Giacobbe molto furbo glielo concesse a patto di rinunciare al diritto della primogenitura, Esaù accettò, mangiò le lenticchie, ma non divenne più il capo del popolo eletto.

Scusate, cari amici lettori, per questa divagazione "biblica", ma la citazione era doverosa anche se almeno uno dei due "voltagabbana" ha ricevuto in questi tre anni ben più di un semplice piatto di lenticchie.

Su facebook i commenti non si contano pro e contro i due cosiddetti "traditori", ma pochi si sono soffermati invece a riflettere sulla "qualità" delle persone che gli elettori di Cassano (tutti: di destra, di sinistra, di fronte, di dietro o di fianco) hanno scelto per essere rappresentati in seno alla più alta assise del comune. Senza voler offendere nessuno e salvo poche eccezioni, di politica e non solo, i nostri consiglieri ne masticavano e ne masticano ancora oggi proprio pochino. Quindi coloro che si lamentano per l'arrivo del commissario, dovrebbero prima di tutto riflettere sulle personali scelte a suo tempo fatte nel cosiddetto "segreto della cabina elettorale".  
Non si vuole indagare sull'operato dell'amministrazione Papasso in questi tre anni, si sa "chi fa sbaglia e chi non fa sbaglia lo stesso", certo chi amministra è sempre soggetto a commettere errori e questo non è certo il momento di esprimere pareri che potrebbero risultare azzardati, ma ciò non toglie che forse non bisognava fare molto affidamento sulla "tenuta" di certe alleanze pur di raggiungere il proprio scopo, probabilmente sarebbe stato meglio essere più decisi nell'accettarle e meno "docili" nel concedere o promettere favori, prebende o altro.
Ci saranno nuove elezioni nella prossima primavera e abbastanza tempo per chi vorrà riproporsi alla guida del Comune per difendere il proprio operato, in questo caso Papasso, e per chi invece vorrà "demonizzare" il suo triennio, certo è che nell'ultima seduta consiliare il sindaco ha dato una lezione di comportamento politico di alto profilo ai suoi avversari, compreso l'ex-udiccino, ex-sindaco ed ex-consigliere regionale avvocato Gianluca Gallo che ha semplicemente nicchiato tacitamente dal suo scanno, come del resto hanno fatto tutti gli altri, francamente ci saremmo aspettati un confronto più "solido" per giustificare la sfiducia ed il successivo atto di dimissioni, ma, come si diceva prima, la classe non è acqua e nel consiglio comunale uscente di acqua ce n'è tanta e talvolta neanche tanto pulita. Concludo questa breve nota con quanto scritto su facebook commentando la notizia delle dimissioni dei nove consiglieri ...... "Poveri noi, non perche viene un commissario, ma perche abbiamo eletto dei consiglieri da barzelletta".

Antonio M. Cavallaro

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