| un'opera del 1692 rivede la luce |
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| Scritto da Staff.redazione | |
| domenica, 04 ottobre 2015 08:58 | |
![]() Il prof. Leonardo R.Alario Dopo trecentoventitre anni rivede la luce La lettera cronologica de’ Vescovi di Cassano, che l’Abate Ascanio Maradei scrisse al Vescovo eletto sulla Cattedra di Santa Maria di Cassano, il Provinciale della Provincia di Napoli dell’Ordine dei Padri Predicatori Padre Vincenzo de Magistris, predicatore di gran fama, Maestro di Sacra Teologia, protagonista del rinnovamento del suo Ordine. Data la ristrettezza dei tempi, l’Abate Maradei è costretto a ricorrere in tutta fretta a notizie desunte dall’opera in quel tempo, e ancora oggi, maggiormente consultata, dal IX volume di quell’ Italia Sacra sive de episcopis Italae, nella sua prima edizione del 1662, dell’Abate cistercense Ferdinando Ughelli, e da altre opere, che, comunque, s’accodano a quella dell’Ughelli, com’egli stesso dichiara. Si limita, cosí, a ricalcare il già noto senza aggiungere altro, limitandosi a tagliare, quando necessario, le citazioni documentali per snellire il dettato. Dall’ interessante studio di Leonardo R. Alario veniamo a sapere che Fra’ Vincenzo de Magistris si vede assegnare una delle Diocesi piú importanti del Viceregno di Napoli, essendo essa la Diocesi dei due mari, delle due regioni, delle due province, poiché il suo territorio si estende dall’Ionio al Tirreno, e comprende parrocchie distribuite nella Calabria settentrionale e nella Basilicata sud-occidentale, rispettivamente nella provincia di Cosenza e in quella di Potenza. Essa gode ancora di una buona disponibilità economica, nonostante l’ininterrotta emorragia di consistenti risorse dovuta all’assegnazione di pensioni di mille ducati, di cui godono i vescovi, che si avvicendano sulla sua Cattedra, guardandosi bene, alcuni, di metter piede nella loro Chiesa, presi come sono dagli affari di Curia. La nostra Diocesi, infatti, da lungo tempo, detiene il terzo posto, dopo Taranto e Salerno, delle rendite annue tra le sedi episcopali dell’Italia meridionale. Una Diocesi vasta e ricca di risorse tanto da essere assegnata a esponenti di potenti famiglie, a cui è assicurata una sicura e prestigiosa carriera ecclesiastica, e da esser contesa dalla Santa Sede come sua diretta soggetta, e dalla Metropolia di Reggio come sua suffraganea, in un continuo altalenare di assegnazione all’una o all’altra parte. Il curatore della Lettera c’informa anche del progressivo ridimensionamento della Diocesi dei due mari, delle due province e delle due regioni fino ad assumere l’estensione attuale. |
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