| Carlo III in Calabria e a Doria |
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| Scritto da A.M.Cavallaro | |
| giovedì, 19 dicembre 2013 19:30 | |
Più volte, in diversi articoli pubblicati sul nostro portale, è stato citato il libro del dott. Biagio Lanza “Monografia della città di Cassano”, che aveva visto per la prima volta la luce, anche se in forma ridotta, nel 1855, facente parte di un’opera più importante “Regno delle due Sicilie descritto ed illustrato”. Il lavoro fu ampliato nel 1857 ed infine stampato in forma completa nel 1884 per interessamento del nipote dell’autore dott. Achille Lanza. Queste notizie le apprendiamo dalle note introduttive della seconda ristampa fortemente voluta dal compianto mons. Francesco Pennini che ebbe il sostegno delle Edizioni Brenner di Cosenza. La prima ristampa fu realizzata nel 1972 e la seconda nel 1981, di quest’ultima abbiamo copia in redazione. Prima della stesura della Monografia del Lanza, un altro storico (non cassanese), aveva scritto di Cassano ed aveva approfittato delle informazioni “passategli” proprio dal nostro dottore, il quale successivamente pensò bene di scrivere in proprio sulla storia della sua città.
Il dott Lanza nella sua monografia scriveva: “…. Re Carlo III percorrendo allora le Calabrie per andare in Sicilia, vi si fermò un giorno intero (a Doria n.d.r.), abitando un casamento del Feudatario, che di certo non si era potuto improvvisare in un mese, in un anno, ed accordò a Doria il titolo di città a richiesta dei propri abitanti, che glielo chiesero in grazia.” In realtà, avvenne che, dovendo Carlo III raggiungere Terranova da Sibari, proveniente dalla Puglia e, avendo fatto tappa in Casalnuovo (L’odierna Villapiana, ospite del principe Pignatelli), fu impedito di proseguire, perché si stava terminando di erigere un ponte sul Coscile che era stato in piena ed aveva distrutto il preesistente collegamento.
“Continuando, adunque, la Maestà del nostro Monarca con ilare animo il suo viaggio, verso il mezzo di di cotesto giorno 25 Gennaio (1734 n.d.r.) giunse in Torre d’Orria, terricciuola, come dicemmo, posta entro le pertinenze di Cassano, ov’essendosi alquanto rifocillato col pranzo, sì per godere dell’amenità del luogo, che per maggiormente colla sua amabil Presenza consolare i popoli, montò a cavallo, e proseguì il cammino per lo spazio di miglia sei, comparendo alla perfine verso l’ore 22. d’Italia, preceduto da’ soliti forieri ed altri di corte, a vista, della città di Terranova……” Questo è quanto riportato dal Giornale Storico, non si parla né d’intera giornata, né di titolo di città accordato a Doria, se Carlo III avesse fatto una cosa del genere il pignolo Senatore, l’avrebbe certamente riportata. Certo si tratta di una noterella di non grande importanza, ma è un piccolo esempio per non riporre completa fiducia in quanto, forse un po’ troppo agiograficamente, riportato dal solerte dott. Lanza, che, comunque, bisogna sempre ringraziare per il suo lavoro, che ci fornisce di continuo spunti di ulteriore studio e ricerca su quanto accaduto nel territorio di Cassano. Antonio Michele Cavallaro
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