| L'ENEL e la ESSO vogliono la nostra morte |
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| Scritto da A.M.Cavallaro | |
| sabato, 15 dicembre 2012 07:21 | |
L’ambiente della nostra costa è di nuovo preso di mira dai poteri forti che non sono quelli della politica. come molti credono, ma quelli delle multinazionali che tengono in pugno la maggior parte dei governi del mondo. Le famose “sette sorelle” (le maggiori società che detengono l’oligopolio dell’industria petrolifera mondiale), di cui l’opinione pubblica cominciò ad avere sentore nel 1962, quando Enrico Mattei, creatore dell’ENI, l’azienda petrolifera italiana che si era messa in testa di trivellare per conto proprio fu assassinato facendo precipitare il suo aereo in mare, sono sempre a caccia di affari sulla pelle degli altri. Le coste della riviera ionica della Calabria settentrionale, della Lucania e della provincia di Taranto sono state prese di mira da una delle sette sorelle, nella fattispecie la “ESSO” colosso americano del petrolio, che vorrebbe trivellare i fondali del nostro mare per estrarre il maledetto oro nero, di cui il mondo intero è diventato schiavo e l’autorizzazione viene dal ministro Passera, che qualcuno vorrebbe addirittura candidato a premier nelle prossime competizioni elettorali di Febbraio. Noi ci siamo già occupati di questa scellerata decisione in un nostro articolo dal titolo: “Sarà ricordato come Passera l’untore”, parafrasando il Manzoni nel suo grande romanzo “I promessi sposi”.
Gli untori, nella fantasia popolare del ‘600, erano considerati i propagatori della peste. La sostanziale differenza tra allora ed oggi è che il popolo allora sbagliava, oggi il ministro Passera è da considerarsi veramente alla stregua di un autentico attentatore alla salute pubblica. Le trivellazioni significherebbero la fine definitiva del turismo, dell’agricoltura e di tutte le attività a corollario. Ma come, viene chiusa l’Ilva di Taranto perché accusata di inquinare eccessivamente il territorio e poi si permette alla Esso di inquinare il nostro mare? Qualcosa non quadra. Secondo alcuni la chiusura dei nostri centri siderurgici è voluta perché si vuole importare l’acciaio da altre nazioni (Cina e Brasile?) per incentivare poi le nostre esportazioni (sic). Il sindaco di Policoro, il dott. Rocco Luigi Leone, ha lanciato un accorato appello (vedi in coda il documento in PDF) a tutti i sindaci dei comuni della costa ionica interessata per bloccare questo ulteriore tentativo di distruggere il delicato equilibrio ecologico della nostra riviera, che, è bene dirlo, appartiene anche a tutti gli italiani.
Tutti siamo chiamati a difendere il nostro territorio, non ci lamentiamo poi quando i casi di cancro aumentano e, purtroppo, noi e i nostri familiari restiamo colpiti da questo terribile male, nulla accade per caso: combattiamo oggi per prevenire, non aspettiamo a domani per irrimediabilmente soccombere. Antonio MIchele Cavallaro
CLICCARE QUI' PER LA LETTERA DEL SINDACO DI POLICORO
COMUNICATO STAMPA - COMITATO DIFESA SVILUPPO SOSTENIBILE SIBARITIDE (CODISSS) - CONSORZIO TURISTICO ALTO JONIO (COTAJ) - UNIONE NAZIONALE AMBIENTE E AGRI TURISMO (UNAAT) - ASSOCIAZIONE AZIENDE NUCLEO IND. CORIGLIANO (AZICOR) - CENTRO STUDI DIFESA CIVICA (CESDIC) - GIOVANI PRESENTI E IMPEGNATI SULLA PROBLEMATICA Abbiamo appreso dalla stampa che era in programma per oggi alle ore 14 una riunione in Comune di Rossano promossa dall’Amministrazione con i Sindacati, l’Enel (i soliti Bruno e Noriello cosa che ci fa ricordare le grida di uno contro altri amministratori ai quali si rimproverava di parlare con le terze file dei Dirigenti Enel e non con Conti in persona … ), i Capi Gruppo Consiliari e altri per discutere cose riguardanti il futuro della Città in relazione alla locale Centrale Termoelettrica. Noi sottoscritti che abbiamo partecipato al procedimento svoltosi al Ministero dell’Ambiente conclusosi con il diniego di autorizzazione alla trasformazione a carbone della detta Centrale, ci siamo recati al Comune per assistere e partecipare a questo nuovo procedimento ma ci è stato negato l’accesso con tanto di schieramento di Vigili Urbani, così come pure è stato negato alla stampa presente. “Aria pulita non teme i tuoni” si diceva un tempo. Evidentemente l’aria sporca, sì che li teme, atteso che, forse, la riunione poteva avere come argomento quello di sporcare tutto di carbone, cosa che fa “incazzare” la gente. Ecco che gli ospiti hanno preferito parlare al coperto da orecchie “indiscrete” lasciandoci fuori al freddo per circa due ore. Infondo ad essere lasciati all’addiaccio sono stati i rappresentati di migliaia di cittadini che avrebbero voluto essere informati direttamente di quanto si è detto tra “vecchi amici”, invece di apprenderlo dalle veline appositamente predisposte (era presente, infatti la Siriani, accorta addetta stampa regionale dell’Enel … casomai qualche altro non fosse all’altezza). Veramente non avremmo voluto che il Sindaco della Città si fosse comportato da maleducato prima ancora che da insensato burocrate ascoltando più la voce di qualche idiota anziché la sua indole di bonaccione di paese. Infatti avrebbe dovuto sapere che non è consentito lasciare alla porta chicchessia, soprattutto se rappresenta dei cittadini con nessun altro interesse che quello di non ammalarsi e di non morire di fame a causa della distruzione che qualcuno è abituato a fare di uomini e cose nonché di quel poco di economia di cui oggi viviamo. Quella stessa economia che se fosse stata adeguatamente sviluppata e supportata avrebbe dato molti più posti di lavori di quelli che esistono già, soprattutto alla luce della fine che hanno fatto e fanno le industrie cosiddette primarie (comprese le grandi Centrali elettriche). Pertanto villani, arroganti e segreti si diventa quando si vilipendono i principi fondamentali di democrazia e di partecipazione e quando si ha l’intenzione di nascondere la verità a qualcuno violando persino le buone maniere. Rossano, lì 12/12/2012 Amerigo Minnicelli Presidente CODISSS Natale Falsetta Presidente COTAJ Gino Pisani Presidente UNAAT Pierluigi Colletti Presidente AZICOR Ombretta Gazzola Direttore CESDIC Altri presenti e impegnati sulla problematica
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