| Preservare la salute dei polmoni |
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| Scritto da F.Tirone | |
| lunedì, 05 novembre 2012 12:52 | |
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Le prospettive future sono inoltre decisamente allarmanti: si calcola, per esempio, che a partire dal 2020 la BPCO da sola rappresenterà la terza causa di morte.Eppure, malgrado queste cifre allarmanti, le malattie respiratorie soffrono ancora di una generale mancanza di comprensione tra i pazienti ed il pubblico in generale, e non sembrano avere lo stesso impatto emotivo delle malattie cardiologiche o neoplastiche sulla coscienza delle persone.Vogliamo in particolare focalizzare l’attenzione su una delle più importanti patologie dell’apparato respiratorio, la bronco pneumopatia cronica ostruttiva. COS’E’ LA BPCO? La BPCO ( Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) è una patologia caratterizzata dalla progressiva limitazione del flusso aereo che non è completamente reversibile. Tale riduzione è di solito progressiva ed è associata ad una risposta infiammatoria polmonare. QUALI SONO I SINTOMI? I sintomi comprendono: . tosse, presente in modo intermittente o quotidiana,raramente solo di notte. .espettorazione . dispnea in genere persistente e progressiva, cioè presente tutti i giorni o in aumento durante l’attività fisica
La diagnosi di BPCO va considerata in tutti i soggetti che presentano i sintomi o che presentano una storia di esposizione ai fattori di rischio, primo fra tutti il fumo di sigaretta. La diagnosi va sempre confermata con un esame spirometrico, un esame molto semplice, che permette di misurare la quantità di aria che una persona può inspirare ed espirare, ed il tempo necessario per farlo La riduzione dei parametri in questione riflette la gravità della patologia e permette di classificare la BPCO in 4 stadi , da lieve a molto grave FATTORI DI RISCHIO Fumo di tabacco: è il maggiore imputato Inquinamento degli ambienti interni ( polveri e sostanze chimiche professionali, fumo proveniente dal combustibile utilizzato per il riscaldamento e per cucinare) Inquinamento degli ambienti esterni ( smog) PREVENZIONE L’alta prevalenza della patologia e la sua cronicità, la diffusa disabilità temporanea o permanente che la BPCO comporta, il carico economico che ne deriva, impongono strategie da adottare ,volte a contenere l’insorgenza e a limitare le riacutizzazioni che rappresentano l’aspetto più saliente della malattia. Ovviamente tenersi il più possibile lontani dagli agenti irritanti ambientali e astenersi totalmente dal fumo di sigaretta sono condizioni necessarie ed imprescindibili per tutti i bronchitici. Non si possono tuttavia trascurare alcune regole utili per un decorso accettabile delle forme croniche, in modo da ritardare il più possibile le complicanze e l’inevitabile declino che la patologia comporta, fino all’insufficienza respiratoria cronica. - Contenere il peso corporeo entro valori ragionevoli; - Praticare una moderata ma regolare attività fisica, meglio se all’aria aperta, compatibilmente con i rigori della stagione invernale; - Bere abbondanti liquidi; - Dormire in ambienti ben riscaldati ed arieggiati per non affaticare il respiro ; utile ad esempio l’utilizzo in camera da letto di un deumidificatore; - Evitare gli ambienti chiusi e troppo affollati; - Seguire scrupolosamente le terapie assegnate dal medico ed effettuare controlli periodici della funzione respiratoria - praticare la vaccinazione antiinfluenzale, raccomandata per tutti i pazienti dopo i 65 anni di età e per quelli a rischio ( affetti da diabete, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie). Secondo le linee guida GOLD la vaccinazione antinfluenzale è in grado di ridurre di circa il 50% l’incidenza di patologia severa. Per quanto riguarda la cessazione dal fumo, si tratta della singola misura più efficace ed economicamente più vantaggiosa nel ridurre il rischio di sviluppare la BPCO e nell’arrestarne la progressione. Il fumo infatti rende più precoce ed accentua il normale declino della funzione respiratoria: l’entità del danno è direttamente proporzionale agli anni ed al numero di sigarette fumate quotidianamente. In molti settori della medicina respiratoria il trattamento è più efficace nelle fasi iniziali della malattia rispetto alle fasi successive. Non verrà mai sottolineato abbastanza che la diagnosi precoce, i test di funzionalità polmonare, l’adesione alla terapia, sono tutte misure che dovrebbero essere incoraggiate. Uno screening spirometrico sui soggetti fumatori, ad esempio, dai costi contenuti e di facile esecuzione sarebbe in grado di identificare pazienti con segni iniziali di ostruzione bronchiale, consentendo di intervenire in una fase iniziale della malattia e, nella maggior parte dei casi, di rallentarne la progressione. dott. Francesco Tirone
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