La diatriba tra Comune e lottizzatori di Marina di Sibari, iniziata prima davanti al TAR e bloccata poi al Consiglio di Stato, (non si sa bene perchè, ma forse possiamo immaginarlo) è finita sul groppone degli "incolpevoli" proprietari. Ci sarà sotto un perfido disegno o è un caso? non lo sappiamo, fatto sta che, dopo l'esperienza fallimerntare dello pseudo-consorzio, tutte le manchevolezze dei lottizzatori e degli amministratori comunali ora saranno appianate con i soldi degli utenti. Ancora una volta il comune vuole trasformare Marina in un mega-condominio, naturalmente solo quando gli fa piacere, perchè poi in quelle che dovrebbero essere strade condominiali, si lasciano entrare cani e porci. Insomma non si è capito ancora un accidente, certo è che se Marina di Sibari si trovasse in qualsiasi altro comune della piana avrebbe avuto sicuramente un trattamento molto diverso da quello che amministratori e buona parte degli abitanti di Cassano le hanno riservato. Vi lasciamo alla lettura, nella seconda parte di un articolo di Gianpaolo Iacobini che, pur mantenendosi nei limiti del cronista, fa intravedere dubbi e retroscena inquietanti. (A.C.)
Trecentomila euro per Marina di Sibari, ma a pagare quanto occorre per sistemare buche e perdite delle reti idrica e fognaria saranno i residenti. Questa la soluzione pensata dal Comune per provare a restituire un minimo di decenza e vivibilità al villaggio turistico sibarita, negli ultimi mesi ridotto allo stremo dalla ritirata dell’ora congelata associazione “Consorzio Sibari città del mare”. Il dato, cristallizzato in un’ordinanza (non recante l’indicazione di alcuna cifra) firmata nei giorni scorsi dal sindaco Gianluca Gallo, è emerso nel corso di una riunione congiunta della Prima e Seconda commissione consiliare. La mancanza del numero legale, causata dalle numerose assenze (giustificate) tra le fila della maggioranza, non ha impedito l’avvio della discussione. È così emerso che la task force messa in piedi dal Comune avrebbe già provveduto a riparare le circa 30 perdite esistenti lungo la rete idrica e fognaria, preparandosi ora a prendersi cura della rete di illuminazione e della pulizia del verde pubblico. Già invece regolarmente assicurata, stando agli annunci degli amministratori comunali, la gestione del potabilizzatore. Lavori, s’è appreso durante la riunione, da finanziare attingendo ad una riserva di 300.000 euro ritagliati tra le pieghe del bilancio, ma da addebitare, per il loro recupero, non più alle società lottizzatrici (considerate giuridicamente inesistenti sebbene ancora formalmente proprietarie di molte delle aree oggetto di intervento), bensì ai residenti di Marina, in aggiunta all’ordinario pagamento di quanto dovuto per i servizi idrico e fognario. Al riguardo, Palazzo di città avrebbe già dato mandato all’Ufficio tecnico di individuare i criteri di ripartizione, puntando su un modello che dovrebbe tener conto della superficie degli immobili posseduti, da integrarsi con coefficienti legati al tipo di uso (abitativo, commerciale o altro) al quale lo stesso risulta essere adibito. Nei fatti, la creazione di un supercondominio del quale, sia pur temporaneamente, il Municipio sarebbe, paradossalmente, l’amministratore. Gianpaolo Iacobini – 27 giugno - Gazzetta del Sud
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