| News della Gazzetta |
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| Scritto da G.Iacobini | |
| lunedì, 31 maggio 2010 18:38 | |
Il solito zibaldone di notizie non freschissime ma da rileggere, comparse sulla Gazzetta del Sud negli ultimi giorni e firmate da Gianpaolo Iacobini. Il comune di Cassano è l'unico in Italia fra quelli dotati di strutture termali, a non essere interessato alla "Zona franca Termale" - Comitato contro la privatizzazione dell'acqua - I costi dei servizi cimiteriali sono troppo alti e i cittadini reclamano - l'on Gallo nel primo intervento in seno al consiglio regionale ha sollevato il problema della sanità, dei trasporti - leggi aeroporto - e statale SS 106 - Marina di Sibari, finalmente siglata la tregua tra comune e associazione Città del Mare, l'ente pubblico prende in carico la gestione del villaggio per due anni e incasserà direttamente dagli utenti i tributi; nella gestione è compreso anche l'impianto di depurazione, unica opera portata a compimento dall'associazione consortile. Zone franche termali: prosegue l’esame della proposta di legge istituiva. Al via le audizioni dei Comuni interessati, ma Cassano non ci sarà. Il fatto: il deputato toscano del Partito democratico Franco Ceccuzzi ha presentato un disegno di legge che punta a fare di 13 stabilimenti termali, tra cui le Terme Sibarite, gestite fino al 1978 dall’Eagat, altrettante zone franche termali: previste l’esenzione Ires e Irap per cinque anni per tutte le nuove attività commerciali, nonchè l’esenzione dall’Ires e dalla Tarsu anche per quelle già operanti, quella dai contributi previdenziali per le assunzioni a tempo indeterminato e quelle a tempo determinato di non meno di due anni e un indennizzo a favore delle strutture ricettive o commerciali che intendano cessare l’attività. L’iter parlamentare procede spedito: nei giorni scorsi, infatti, la Commissione finanze ha deciso di procedere all’audizione dei rappresentanti delle regioni interessate, della Federterme, della Federalberghi, delle organizzazioni di settore e dei comuni interessati, riuniti sotto le insegne dell’Associazione nazionale comuni termali. Spazio a molti, dunque, ma non a tutti: tra gli assenti, infatti, vi sarà il Comune di Cassano. Uno dei pochi, se non l’unico, ad essere sede di stabilimento termale ed a non aver mai formalizzato la propria richiesta di adesione all’Ancot. Gianpaolo Iacobini – 24 - MAGGIO <<Sull’acqua decidiamo noi>>. Questo lo slogan del comitato che, sulla scia di quanto sta accadendo nel resto d’Italia, è sorto anche in città per scongiurare la privatizzazione dell’acqua. A tal proposito, aderendo alla campagna referendaria promossa a livello nazionale per cancellare le norme che prevedono il passaggio in mano privata del prezioso liquido, il comitato cassanese scenderà in piazza, per una raccolta di firme pro-referendum. L’appuntamento è per domani, dalle 9.30 alle 12.30, lungo corso Garibaldi (all’altezza del teatro). <<La nostra – spiegano i promotori dell’iniziativa – è una battaglia di civiltà, affinchè almeno l’acqua sia sottratta alle regole del mercato e la sua gestione resti collettiva e, soprattutto, pubblica>>. Gianpaolo Iacobini – 22 MAGGIO <<Troppo alti per i cittadini i costi dell’esternalizzazione. I servizi cimiteriali tornino al Comune>>. È l’appello che, calcolatrice alla mano, viene rivolto al governo civico dal consigliere comunale Mario Guaragna, presidente del gruppo misto. Al centro della contesa, la scelta della giunta municipale, presieduta dal sindaco Gianluca Gallo, di affidare ad una ditta esterna i lavori di tumulazione delle salme, fino a poche settimane fa, e da anni, curati dai lavoratori precari in forza al Municipio ionico. La questione, nelle settimane passate, era stata già sollevata dalla locale sezione di Rifondazione comunista. Sul punto, adesso, fa sentire la sua voce anche l’ex assessore ai lavori pubblici. <<La decisione adottata dalla giunta – afferma Guaragna – è incomprensibile: da un lato, infatti, si rinuncia all’opera di lavoratori che hanno fin qui svolto nel migliore dei modi il loro compito. Dall’altro, si scaricano sulla collettività costi ingenti>>. Alto, infatti, secondo il leader del gruppo misto, sarebbe il prezzo da pagare per i cittadini. <<Se prima, per una tumulazione, si spendevano 70 euro>>, sostiene Guaragna, <<adesso, dopo l’esternalizzazione, la somma da sborsare è triplicata. E questo non è ammissibile. Ho invitato l’amministrazione comunale a valutare la percorribilità di strade diverse, ma le mie richieste e proposte non hanno trovato riscontro>>. Conclude Guaragna: <<La scelta compiuta non è condivisibile. Difendo l’esperienza dei lavoratori precari e gli interessi dei cittadini. Chiedo perciò che si trovino soluzioni diverse. E se proprio si deve insistere nell’esternalizzazione del servizio, suggerisco allora che il Comune crei un fondo di sostegno attraverso il quale alleviare i costi triplicati del servizio, inopinatamente scaricati sulle spalle delle famiglie cassanesi>>. Gianpaolo Iacobini – 22 MAGGIO Tutelare gli ospedali di frontiera, come quello di Trebisacce, ed investire nel miglioramento della rete infrastrutturale, potenziando il porto di Corigliano e realizzando l’aeroporto di Sibari. Sibaritide e Pollino, ed i loro problemi e speranze, sono stati al centro del primo intervento in Consiglio regionale del neo consigliere Gianluca Gallo. Prendendo parte al dibattito seguito all’esposizione degli intendimenti programmatici del Presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti, l’esponente dell’Udc ha manifestato «apprezzamento per le indicazioni fornite dal Presidente, informate a scelte chiare che potranno segnare, per la Calabria, un cambio di marcia e di mentalità». Quindi, entrando nel merito, Gallo ha affrontato diversi argomenti. In cima all’elenco, la sanità. «E’ necessario che il Consiglio assuma tale tema come priorità assoluta: una riforma del sistema sanitario è indispensabile per tutelare non solo gli equilibri di bilancio, ma anche e soprattutto la preminenza degli interessi dei malati e del diritto alla salute, che passa pure attraverso la salvaguardia di ospedali di frontiera, quale quello di Trebisacce». In seguito, dopo aver auspicato una «complessiva riduzione dei costi della politica, con l’eliminazione degli enti inutili ed il taglio delle consulenze esterne» e «la semplificazione dei farraginosi meccanismi che frenano l’impiego dei fondi comunitari», il consigliere regionale centrista s’è soffermato sul nodo delle infrastrutture. «Occorre puntare – ha detto Gallo – sul miglioramento della rete infrastrutturale calabrese: l’Anas è chiamata ad una maggior responsabilità. Inoltre, i porti come Corigliano devono essere messi in condizione di operare sempre più e meglio». Infine, l’aeroporto di Sibari: «Sebbene non menzionata nel programma di governo – ha chiosato Gallo – è un’opera vitale per l’intera provincia di Cosenza. Su questo il presidente Scopelliti si è detto d’accordo, e credo che la sinergia tra Consiglio e Giunta porterà alla concretizzazione d’un obiettivo da tempo vanamente perseguito». Gianpaolo Iacobini 21 MAGGIO Marina di Sibari: siglata la tregua tra Comune e associazione consortile. La gestione del villaggio passa temporaneamente nelle mani del Municipio. Mesi di tira e molla, col villaggio ridotto in ginocchio dalla crisi finanziaria della “Sibari città del mare” e dal braccio di ferro che ha visto quest’ultima contrapporsi a Palazzo di città per ottenere una separazione consensuale, sono dunque passati in archivio al termine di un serrato confronto dietro le quinte, trascinatosi per ore, ed in coda ad un dibattito consiliare chiusosi in meno di mezz’ora. Nel mezzo, le verità taciute. Con l’associazione consortile che, dopo aver visto fallire il tentativo di lasciare in eredità al Comune i contratti pendenti, i debiti contratti e le assunzioni effettuate in quattro anni di gestione della cittadella delle vacanze, ha provato ad affidare all’ente quantomeno la cura (ed i costi) dei nuovi servizi e strutture, come il potabilizzatore, nel frattempo realizzati, incassando tuttavia un secco rifiuto da settori dell’Udc e di tutte le minoranze. In cambio del sì alla moratoria, tuttavia, la “Sibari città del mare” ha strappato una riduzione del periodo di moratoria ed altri piccoli aggiustamenti. Tutti ufficialmente racchiusi nella delibera (approvata coi voti dello scudocrociato e del gruppo misto e l’astensione di Pdl, Pd e Fds) che corregge quella adottata sul finire dello scorso marzo e contestata dall’associazione consortile, per via di un emendamento che ritenuto eccessivamente punitivo. <<Anch’io ho contribuito ad approvare quell’emendamento, ma forse avremmo dovuto approfondirlo meglio, prima di approvarlo>>, ha spiegato in aula il sindaco Gianluca Gallo, quasi a voler concedere l’onore delle armi alla “Sibari città del mare” e, nel contempo, a giustificare la correzione di rotta. Che consentirà al Comune di riprendere in mano le redini di Marina, evitando il ricorso allo strumento delle ordinanze. Nel periodo della moratoria (circoscritto nel termine massimo dei due anni) l’ente gestirà le reti idrica, fognaria e di pubblica illuminazione, garantendo l’ordinaria manutenzione e riscuotendo tutti i tributi prima appannaggio dell’associazione consortile, compresi quelli inerenti il servizio di depurazione, a far data dal 2006. Insomma, tanto rumore per nulla, o quasi. Dopo quattro anni, si ritorna al punto di partenza. Gianpaolo Iacobini – 19 MAGGIO |
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