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Briciole di Speranza PDF Stampa E-mail
Scritto da +V.Bertolone   
venerdý, 10 aprile 2009 12:16
BricioleIl libro che vi presentiamo edito da “Ancora Editrice” di Milano e che qualche giorno fa ho ricevuto come graditissimo omaggio da S.E. mons. Bertolone vescovo di Cassano, è la raccolta di tutti i suoi interventi che settimanalmente ogni domenica sono stati pubblicati sulla “Gazzetta del Sud”. I nostri visitatori più attenti li conoscono già perché sul nostro sito abbiamo dedicato un Forum proprio ai “messaggi” che il nostro Vescovo dedica ai lettori del quotidiano nella provincia di Cosenza, quindi da febbraio 2008 i testi del libro possono essere reperiti sul nostro portale. Il libro però ci riserva un’interessante prefazione di mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e una postfazione di Arcangelo Badolati, caposervizio della Gazzetta del Sud. Nella seconda parte proponiamo all’attenzione dei nostri amici webnauti  un articolo di mons. Bertolone che cade a fagiolo in questi giorni di pre-campagna elettorale. L’articolo è del mese di Febbraio del 2008, ma vale la pena leggerlo e soprattutto meditarlo perché è più che mai attuale.

 

Nel segno di Cristo la via che attraverso la politica conduce al bene comune
 

<<Strano paese, il nostro. Colpisce i venditori abusivi di sigarette, ma premia i venditori di fumo. Abbiamo un debole per i capi di Stato che dicono quello che pensano. Solo, vorremmo che ogni tanto pensassero a quello che dicono>>. I giudizi taglienti del giornalista Indro Montanelli schiudono la via ad una riflessione sulla politica che l’annuncio delle elezioni rende quanto mai attuale, ricollegandolo alla quaresima, periodo di conversione delle menti e dei cuori. La folgorante luce quaresimale evidenzia la contraddizione che alberga in ognuno di noi: siamo coerenti con certi valori in un determinato ambito, ed altrettanto pronti a violarli appena svoltato l’angolo. Per tutelare i propri interessi, l’uomo è portato a dire ciò che pensa per mostrarsi libero e sicuro, mentre sarebbe forse meglio pensare prima di agire, secondo un antico insegnamento rabbinico: <<Il sapiente sa quel che dice, lo stolto dice quel che sa>>.
Questa improvvisazione, fa a volte della politica l’unica professione per la quale non si considera necessaria alcuna preparazione specifica. L’impreparazione non ha pudore: anziché procedere come una talpa, essa ama distinguersi, emergere come un pavone. Per tale via, come già osservava Giordano Bruno, <<l’ignoranza diviene madre della felicità e beatitudine sensuale>>. Tra le tante, due sono le virtù sulle quali esercitarsi per ottenere un antidoto al rischio dell’arroganza ignorante. Bisogna, anzitutto, imboccare la via faticosa dello studio, della conoscenza e della riflessione. E’ indispensabile, poi, praticare l’umiltà di chi sa sempre di non sapere, perché infinito è l’orizzonte della verità. Un giornalista e uomo politico, Luigi Pintòr, non diceva il falso quando annotava che per chi voglia impegnarsi politicamente, nelle istituzioni come nella vita d’ogni giorno, <<non c’è cosa più importante da fare che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi>>. Il chinarsi indica una scelta di vita. È il gesto del buon Samaritano, un uomo considerato estraneo alla comunità d’elezione. Nonostante ciò, Cristo lo trasforma in esempio non solo per i fedeli ebrei, ma anche per i loro sacerdoti e leviti. Un gesto che dovrebbe essere nel cuore della politica e rendere regola l’aiuto reciproco, assicurando il primato della tutela e del sostegno agli ultimi ed ai deboli.
Di ciò, d’un impegno in favore del bene comune, sono testimoni tante splendide figure di laici che hanno affrontato e risolto, non senza difficoltà, amarezze e dubbi dolorosi, il problematico compito di servire Cristo e vivere i comandamenti di Dio nel campo minato del mondo, dove il Principe del Male è sempre in agguato. Tra essi, Alcide De Gasperi e Vittorio Bachelet, ma pure il Beato Antonio Rosmini, Carlo Carretto e l’indimenticato sindaco di Firenze, Giorgio La Pira. Tutti esponenti di quel mondo cattolico che ha dato un contributo importante, come ha di recente riconosciuto anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, alla costruzione della nostra democrazia ed alla rinascita della vita politica e culturale italiana, nel segno della libertà e della partecipazione.
Arriverà presto il tempo delle elezioni: non sarebbe male se tutti, elettori ed eleggendi, giungessimo a quel giorno consapevoli della necessità di un cuore integro, d’uno stile di vita improntato all’audacia ed alla conoscenza, nonché di uomini e donne che perseguano il bene comune in una società cristianamente illuminata perché, come ricordava proprio Bachelet, “rimane vero anche in questa nuova umanità secolarizzata che, se non c’è anche il Signore a edificare la città, hanno lavorato e sofferto invano quelli che presumevano di edificarla”. Sono parole e mete audaci. Ma per un cristiano, l’audacia non è solo conquista: è vocazione, anelito del cuore, stile di vita.
+ Vincenzo Bertolone

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