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Cassanenses Clarissimi Viri PDF Stampa E-mail
Scritto da A.Cavallaro   
venerdý, 27 marzo 2009 17:19

mons. Grillo
Mons. Grillo
Nei giorni scorsi si è sviluppata a Cassano una polemica non molto simpatica a proposito delle cittadinanze onorarie che l’amministrazione comunale ha assegnato all’ex-maresciallo dei CC.  Perrone e a mons. Grillo vescovo di Cassano negli anni ’80.  La polemica sui giornali è scaturita a dire il vero solo per mons. Grillo in conseguenza di un comunicato stampa diffuso dal segretario provinciale del Partito Socialista Gianni Papasso, che vi proponiamo nella seconda parte. Ma anche per il M.llo  Perrone, ormai in pensione, ci sono stati molti mugugni anche se non concretizzati in veri e propri dissensi scritti. In effetti a voler essere puntigliosi non è che l’operato del suddetto sottufficiale sia stato particolarmente brillante, durante tutto il periodo della sua permanenza a Cassano il numero degli avvenimenti delittuosi si era quadruplicato rispetto ai decenni passati  e solo dopo il cambio della guardia, con l’arrivo a Sibari del M.llo Trezzi e più tardi a Cassano del Ten. Feola si è notato un cambiamento notevole nei risultati ottenuti dalle forze dell’ordine. Sicuramente ci saranno state delle ottime ragioni per la mancanza di risultati concreti nella lotta al crimine nel periodo precedente, ma poiché si tratta di assegnare la cittadinanza onoraria ad un tutore dell’ordine è ovvio pensare che questo riconoscimento sia un atto dovuto per i risultati ottenuti, mancando questi presupposti, quali sono le motivazioni vere?

Per quanto riguarda mons. Grillo, rimandiamo i visitatori al comunicato firmato da Gianni Papasso e ad un articolo apparso su un sito di Civitavecchia (che si trova in fondo al comunicato del PS)   nel quale vengono  messe in evidenza, in modo sottilmente polemico, le doti del nuovo Vescovo di quella diocesi che ha sostituito proprio mons. Grillo, leggete e meditate.

 Comunicato Stampa del Partito Socialista

Sull’incresciosa vicenda relativa alla concessione della cittadinanza onoraria a Mons. Girolamo Grillo avrei preferito tacere per non rinfocolare polemiche, benché sia chiaro che, dovendo esprimere la mia opinione, non posso che stare dalla parte della la Prof. Angela Maradei.Infatti, l’assenza mia e dell’intero gruppo consiliare socialista nella seduta del Consiglio Comunale, in cui è stata deliberata la concessione della cittadinanza onoraria a Mons. Grillo, ha significato un tanto civile quanto netto dissenso rispetto ad una proposta che non abbiamo assolutamente condiviso e che, quindi,  non abbiamo voluto assecondare.Gli è che la nostra assenza in Consiglio avrebbe dovuto indurre chi di competenza ad una più sincera riflessione, proprio al fine di non ricreare artificiosamente un clima di contrapposizione.Al contrario, il Consiglio Comunale, facendo orecchio da mercante, e pur facendo registrare numerose assenze, ha assunto una deliberazione che in casi del genere viene approvata in forma solenne, all’unanimità e con l’assemblea al completo.Sull’iscrizione nel registro dei cives illustres bisognava, altresì, maggiormente riflettere per l’assoluta mancanza di entusiasmo che sulla vicenda sembrano mostrare ampissimi settori del clero cassanese, seppur rispettando un comportamento di grande sobrietà.La città non ha dimenticato, e non sarebbe stato giusto farlo, quanto accadde nella lontana estate del 1983, allorquando il Vescovo Girolamo Grillo, al fine di impedire la formazione della Giunta di sinistra, licenziò in tronco la Prof. Maradei, insegnante di religione presso le locali scuole medie, colpevole soltanto di essere la consorte di Pierino Celiberto, assessore pro-tempore, ponendo in essere un chiaro e ingiustificato atto di ostilità, ancorché di ingerenza verso la persona e l’intera comunità cassanese. La città, e i socialisti in particolare, non possono dimenticare che il Vescovado, in quella fase, mischiando allegramente sacro e profano, era divenuto un vero e proprio partito politico, dedicando molto del suo tempo alle cose terrene, piuttosto che alle sue proprie funzioni apostoliche, facendo un danno a se stesso prima ancora che agli altri.Esaltante fu la battaglia che conducemmo, insieme a tanti democratici cassanesi, contro la pratica del Vescovo Girolamo Grillo e, soprattutto, in difesa della laicità del nostro Comune.Al dunque. Non abbiamo nessuna intenzione di riaprire vecchie ferite, anche perché i tempi sono cambiati e con la Chiesa cassanese intendiamo continuare un dialogo civile e democratico, ciascuno dal suo punto di vista. Non vogliamo assolutamente innescare meccanismi di rivalsa, ma  i fatti che si stanno consumando in questi giorni e l’emozione che gli stessi stanno suscitando nell’ opinione pubblica, riteniamo che sarebbe opportuno che il Sindaco sospendesse la cerimonia programmata, anche al fine di dare al Consiglio Comunale ed allo stesso Mons. Grillo la possibilità di un’ulteriore riflessione al riguardo. Se la cittadinanza onoraria è una festa non ci possono essere ombre e se ci sono l’atteggiamento più adeguato non può che essere la riflessione silenziosa e mai propagandistica.D’altra parte, se dimenticare non sarebbe giusto, assecondare sarebbe profondamente sbagliato. Avremmo preferito non essere trascinati in una querelle d’altri tempi alla don Camillo e Peppone, e comprendiamo lo spirito critico della Prof. Maradei che ha patito sulla propria pelle una grave e irrimediabile ingiustizia, che nessuna indulgenza potrà mai colmare.

Cosenza 25 marzo 200 9.         Gianni Papasso

 

 CIVITAVECCHIA - Semplicità. Era una delle parole a cui amava ricorrere più frequentemente San Giovanni Bosco e che da sempre caratterizzano il mondo salesiano. E forse si spiegano in questo modo le prime sorprendenti decisioni che sta assumendo il nuovo Vescovo Mons. Carlo Chenis. Ci sarà tampo per valutare e ponderare, ma l'indiscrezione emersa in questi giorni da ambienti molto vicini al prelato è di quelle destinate a lasciare il segno e, probabilmente, a rendere più vicina la Chiesa alle reali aspettative dei suoi fedeli. Sembra infatti che Mons. Chenis, pur con molto garbo, abbia rifiutato il costoso regalo di cui Mons. Grillo lo aveva omaggiato, ovvero una Fiat punto cinque porte nuova di zecca dal valore di circa 15.000 euro, acquistata, come si ricorderà, grazie al contributo di alcuni enti e imprese cittadine. Pur apprezzando il gesto e lo spirito che aveva animato gli autori, infatti, il neo Vescovo lo avrebbe ritenuto un po' eccessivo, anche in rapporto alle sue necessità; tanto che dal suo insediamento ad oggi si starebbe servendo come mezzo di trasporto della “vecchia” auto in dotazione alla Curia. Ma non è tutto. Proprio a rimarcare la sua predisposizione ad uno stile di vita più semplice, Mons. Chenis sembra intenzionato a non voler disporre come abitazione nemmeno della villa a S. Gordiano in cui ha alloggiato fino a pochi giorni fa Mons. Grillo, optando per una residenza più modesta. Al momento, infatti, si trova ospite del Palazzo di S. Fermina sito a Porta Livorno (gestito da alcune suore e di proprietà della stessa Curia) dove sarebbe intenzionato a restare. Un'altra scelta, quindi, in chiara discontinuità con il passato e che rivelerebbe come accennato la vocazione alla semplicità del nuovo Vescovo di Civitavecchia e Tarquinia. Due scelte di vita, insomma, che sembrerebbero restituire ai fedeli una Chiesa molto più semplice e vicina alla quotidianità  della gente rispetto a come talvolta viene in realtà percepita, allorché privilegi, mondanità e ricchezza sono ben accetti anche dal mondo ecclesiastico.

(Articolo tratto dal sito www.centumcellae.it )

 

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