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Sibari

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Riflessioni di un giovane sibarita PDF Stampa E-mail
Scritto da G.Ferraro   
mercoledý, 25 marzo 2009 17:34

Giuseppe Ferraro
Giuseppe Ferraro
Abbiamo ricevuto la nota che segue nella seconda parte, da Giuseppe Ferraro, un giovane di Sibari. Un giovane poco più che ventenne, ma già con le idee molto chiare. Condividiamo quasi tutto quello che dice senza acrimonia, ma con tante buone ragioni.

Non condividiamo la scelta del non-voto, ma rispettiamo la posizione sua e di altri sibariti. Leggete con attenzione quel che scrive Giuseppe, e ancor di più dovrebbero leggere tutti coloro che si apprestano a partecipare alle prossime elezioni come candidati. Sibari non puo' aspettare oltre e noi stessi affermiamo che questa sarà l'ultima volta che parteciperemo alla tenzone politica cassanese, se chi sarà eletto non cambierà decisamente registro nell'amministrare questa importante parte del territorio. L'autonomia politico-amministrativa anche per noi deve comunque restare un obiettivo irrinunciabile.

I giovani a Sibari sembrano avere le idee chiare, dovunque si vada e con chiunque capiti di parlare si viene trascinati da un unico comune denominatore: i giovani sono stufi, credono nell’autonomia e la vogliono a tutti i costi.  E’ facile capire tutto cio’, il paese sta andando a rotoli, non c’è lavoro, non ci sono soldi e vedere il proprio paese, che potrebbe dare davvero tanto,  andare verso il degrado fa male. I  giovani non sono scesi qui da Cassano o da qualsiasi altro paese, i giovani sono nati qui e sono cresciuti qui, i giovani amano il loro paese  e combatteranno per lui. La gente di Sibari non fa la guerra ai cassanesi, fa la guerra a Cassano inteso come comune, Cassano che sta facendo pian piano degradare Marina di Sibari e i laghi di Sibari, posti tra l’altro dove gente dell’intero comune passa le sue vacanze estive, quindi popolati non solo da Sibariti. Il parere dei giovani è che questo degrado sia stato opera di chi ci ha governato da 20 anni e più a questa parte, nello stesso tempo la popolazione non e mai stata in grado di porre un freno a tutto ciò e di cambiare la corrente a suo favore, vuoi per poco coraggio vuoi per la mentalità che non e mai stata quella giusta, ma adesso si respira aria nuova, la gente sta capendo ed e pronta a battersi per cambiare la corrente che ci sta trascinando verso il peggio. Parlando della mentalità è paradossale pensare che c’è un associazione: L’associazione rinascita per Sibari comune autonomo,  di cui i due più alti rappresentanti non sono nemmeno di Sibari, e noi? Restiamo a guardare? No gente, noi dobbiamo credere nell’autonomia noi dobbiamo batterci per cercare di averla. Sia chiaro, non è detto che si risolvano cosi i problemi, magari andra’ anche peggio, ma almeno si sara’ battuta una nuova strada, affronteremmo i problemi in maniera diversa, con le nostre forze. Bisogna crederci, e bisogna batterci per avere questa autonomia. Quanta gente è stata costretta ad abbandonare la terra che ama? Il nostro futuro lo vogliamo cosi? Lontano dalla nostra amata Sibari? No, non lo vogliamo cosi, noi vogliamo crescere insieme al nostro paese che ci ha dato la vita, magari ci ha dato l’amore e che speriamo ci dia anche il futuro. E’ ora di svegliarsi, e ora di rimboccarci tutti le maniche. In un paese democratico è il popolo che comanda, il popolo sceglie quello che vuole e noi se vogliamo possiamo ottenerlo. Dipende da noi, dipende da cosa vogliamo per il nostro futuro, dipende dalla nostra volontà di batterci per ottenere ciò che vogliamo. Cominciamo a dare segnali alle prossime elezioni astenendoci dal votare per un sindaco, chiunque esso sia, che non ci appartiene, si comincia da questo per far capire anche all’esterno ciò che noi davvero vogliamo, cioè un paese tutto nostro, un paese da portare avanti come più vogliamo, un paese di cui essere orgogliosi dovunque andremmo, e non un paese come lo abbiamo adesso, degradato, un paese che non consiglieremmo a nessuno per le vacanze per non vergognarci di come sono messi i nostri posti di villeggiatura, un paese dove i giovani sono allo sbando, non hanno un futuro, non hanno una sicurezza. Noi vogliamo un paese unito, un paese accogliente un paese con un futuro, ma soprattutto un paese NOSTRO!

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