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Sibari

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l'aeroporto nun s'ha dda f PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Marino   
sabato, 14 marzo 2009 21:29
Luca
Luca Marino
Per il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli (PdL), l’aereoporto della Sibaritide “un s'ha 'dda fa’”. Questo è il succo di un recente intervento dell’onorevole che taglia ulteriormente le speranze. L’onerosità dell’opera, si parla di 20 milioni di euro, sarebbe uno dei fattori dell’improbabile attuazione. I soldi da spendere per la realizzazione di un nuovo scalo aereo potrebbero essere spesi per rafforzare un altro già esistente, ossia il Sant'Anna di Crotone, nonchè essere meglio impiegati per la progettazione e conseguente realizzazione di una metropolitana leggera che connetta l’Alto Jonio cosentino, la provincia di Crotone e l'area di Lamezia Terme.
Non vorrei discutere sulla “bontà” delle dichiarazioni del ministro, ma riflettere su come si tenta ancora una volta il dirottamento, non degli aerei, ma dei soldi pubblici verso altri territori. La Sibaritide, territorio vasto che comprende un’enormità di pezzi pregiati da visitare, resta ancora una volta derelitta. Niente infrastrutture moderne e nessuna possibilità di sviluppo turistico e commerciale. Non basta pensare che la piana di Sibari gode di potenzialità economiche enormi ma oramai in fase di stagnazione, per far capire alla classe politica dirigente che bisogna scommettere su qualcosa che sembra di difficile applicazione, come non serve far notare che le strutture dei trasporti presenti sono deficitarie e poco consone allo sviluppo di attività turistiche e commerciali di rilievo. Ancora una volta, per il nostro territorio non c’è nulla da fare e se si continua con lo spostamento dei finanziamenti su altri fronti, forse oramai fortemente usurati, i nostri fiori all’occhiello rimarranno appesi agli alberi fino a marcire e i turisti rinunceranno a degustare le primizie ioniche e visitare i nostri siti artistici, solo perché per arrivarci è più complicato che arrivare nell’estremo sud dell’Africa. Forse, ad alcuni non sembrerà una logica esatta, ma se si continua su questa strada avremo una terra morta, promesse elettorali e tante bellezze che rimarranno nell’oscurità di una terra figlia di nessuno.
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