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Sibari

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Fiamme per chi osa ... PDF Stampa E-mail
Scritto da A. Cavallaro   
mercoledý, 10 dicembre 2008 19:56
ImageLa scorsa notte un gravissimo attentato ha funestato il risveglio delle quattrocento famiglie circa dei dipendenti dell'azienda Gallo di Corigliano, che prepara e commercializza la frutta prodotta nel territorio della Sibaritide. Accennavamo prima alle famiglie degli operai e degli impiegati che da oggi sono praticamente senza lavoro, ma la costernazione e il dolore non sono da meno per i titolari dell'azienda, che in piena campagna agrumaria si trovano a non poter mantenere gli impegni presi e a vedere il frutto di anni di lavoro duro e onesto andare in fumo in un paio d'ore. L'incendio appare subito di natura dolosa, non si è salvato nulla, tutto è andato perduto, solo la struttura esterna dei grandi capannoni è rimasta in piedi, tutto il resto, macchinari, impianti di lavaggio e di confezionamento, tutto distrutto.

Davanti ad atti di questo genere verrebbe voglia di arrendersi, di abbandonare questa terra matrigna ed andare via, lasciare tutto in mano al malaffare, alla delinquenza, alla politica corrotta. Gianantonio Stella, il giornalista autore del vendutissimo libro "La Casta", che recentemente ha partecipato, seppur virtualmente, ad un dibattito sull'usura tenutosi recentemente a Cassano, ha scritto: "E’ il tradimento di chi si ama a farci soffrire. Per questo chi ama davvero la Calabria e i calabresi non può che denunciare i mali che l’affliggono".
ImageCaro dott. Stella, denunciare non basta, aiutare la giustizia a fare il proprio corso non basta, rammaricarsi non basta, arrabbiarsi non basta, non basta quando non c'è la certezza della pena, quando per ogni malvivente che va in galera ce ne sono altri 10 che continuano a fare la sua parte, quando la giustizia  ha due pesi e due misure, quando la prevaricazione viene proprio da chi dovrebbe essere d'esempio di serietà e di onestà, quando le amministrazioni locali si piegano davanti agli interessi del malaffare e abbandonano a se stessi cittadini e interi territori.
Venga quì dott. Stella a vivere e a continuare a denunciare e a scrivere, così come fa per la politica, dei fatti di violenza pura e animalesca che non conosce ragionamenti di civiltà e di interesse collettivo. Venga, mi piacerebbe "ammirare" il suo coraggio. Lei ha scritto che anche la Calabria dovrebbe avere il suo "Saviano".
Di "Roberto Saviano" ne abbiamo avuti e ne abbiamo anche noi in Calabria, vada a leggersi qualche articolo di Nicola Zitara sul  sito:
http://www.eleaml.org/nicola/economia/buchi.html  (cliccate su questo link e leggete l'articolo fino in fondo).
Ma la Calabria fa meno notizia della Campania, in Calabria gli elettori sono poco più 900 mila, in Campania sono almeno 4 milioni, Zitara è un vecchio pazzo, Saviano è un giovane emergente, Zitara non trova editori, Saviano ha trovato subito l'editore che ha fiutato il grande business.
Così vanno le cose, e noi, calabresi onesti, che viviamo giornalmente con l'incubo che qualcuno possa mandare in fumo la nostra casa o semplicemente l'automobile, aspettiamo, con la speranza che le cose cambino. La speranza è l'ultima a morire, ma davanti a fatti come quello di Corigliano, sperare è più difficile e addirittura inutile.

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