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Castrovillari, ricordo di P.F.Russo PDF Stampa E-mail
Scritto da administrator   
lunedý, 01 dicembre 2008 09:06

Il vescovo
mons. Bertolone nel suo intervento
Durante tutta la giornata di ieri, domenica 30 novembre, si sono svolte le manifestazioni pubbliche organizzate dall'assessorato alla cultura di Castrovillari per commemorare il centenario della nascita di P.Francesco Russo. La sua figura è stata presentata sotto il titolo:  "l'Uomo, il Religioso e lo Storico.  Il programma prevedeva, al mattino, la SS Messa officiata dal vescovo della diocesi  mons. V.Bertolone con la scopertura successiva di una lapide commemorativa sulla casa natale di P.Russo; nel pomeriggio, alle 17,00 un ultimo importante incontro-convegno, durante il quale sono state messe in risalto le qualità particolari appunto dell'uomo, del religioso, e dello storico.

(nella seconda parte proponiamo la nota di mons Bertolone comparsa sulla Gazzetta del Sud)

Il convegno è stato sobriamente condotto dal prof. Luigi Troccoli, che ha introdotto gli interventi di mons. Bertolone, del prof. Pietro De Leo (docente di storia presso l'unical), di mons. Francesco D'Elia (storico, biografo di p.Russo), della prof.ssa Maria Mariotti, del comm. A.Salerni (depositario unico di p.Russo) e del sindaco di Castrovillari prof. Franco Blaiotta.

prof de leo
Il prof. De Leo
La figura dell'insigne p. Russo è stata presentata con una carrellata di notizie che hanno messo in evidenza le straordinarie capacità dell'uomo, ma anche alcuni momenti drammatici che hanno segnato la sua esistenza, come i bombardamenti di Palermo da parte degli alleati, mentre lui era parroco in uno dei quartieri della città.

Con voce rotta dalla commozione il prof. De Leo ha letto una nota di un'amico che ha conosciuto p.Russo durante quel periodo, parole che hanno reso benissimo la figura del religioso di profonda fede e di grande senso di altruismo.Subito dopo, in una sala adiacente i convenuti hanno potuto ammirare "de visu" molti degli oggetti e delle opere di P. Russo.

L.Troccoli
prof. Luigi Troccoli
Unica nota stonata è stato il momento in cui il prof. De Leo ha ricordato come negli anni '70, il capitolo-cattedrale di Cassano presieduto da don Francesco Pennini (altra gigantesca figura di sacerdote e d'intellettuale) aveva addirittura chiesto la scomunica di P.F.Russo a causa di una sua "poco ortodossa" interpretazione del comportamento dell'allora da poco scomparso vescovo di Cassano, mons. Raffele Barbieri.  (Su questo fatto a me sconosciuto ritornerò in futuro, dopo che avrò letto i documenti relativi all'accaduto)

l'attenta platea
l'attenta platea
Una bella manifestazione che ha dato il giusto tributo ad un castrovillarese d'eccellenza.

Ed ora di seguito la nota del nostro vescovo  

 

In ricordo di padre Francesco Russo, nel centenario della nascita

Nel centenario della nascita, la città natìa di Castrovillari e la Diocesi cassanese ricorderanno oggi, con una santa messa ed un convegno, il religioso e storico Francesco Russo, autore d’una rigogliosa produzione letteraria e storiografica sulle genti e le terre di Calabria.Nella ricostruzione della sua vita, il segno di Cristo.

Francesco Russo nasce alle falde del Pollino il 26 febbraio del 1908. Nel 1922 si iscrive al collegio romano dei Missionari del Sacro Cuore, per compiere gli studi ginnasiali. Cinque anni più tardi, emette la professione religiosa, ed il 24 luglio del 1932 riceve l’ordinazione sacerdotale. Dopo alcuni ministeri parrocchiali e diversi incarichi spirituali per conto dell’Istituto di appartenenza, nel 1965 ritorna a Roma, dove si spegne nel 1991.

Nel giorno del trapasso, viene ricordato con un santino commemorativo in cui risalta eloquente una frase, emblematica di una lunga esistenza spesa al servizio di Dio e del prossimo: «Signore, scrivi il suo nome nel Libro della vita». Parole poche ma significative, testimonianza di quell’alleanza d’amore che lo aveva sostenuto per oltre mezzo secolo di vita sacerdotale e nell’immane lavoro intellettuale.

Padre Russo fu infatti, ad un tempo, umile soldato di Cristo, fine ricercatore e dotto storiografo. Già nel 1957, presentando la raccolta di “Scritti storici calabresi”, Ernesto Pontieri, rettore dell’università “Federico II” di Napoli, così ne descriveva la figura: «Erudizione sicura, perizia nell’indagine, vigile senso critico. Sacerdote pio e zelante, ha sentito con pari serietà l’attrattiva degli studi storici. Questo connubio tra ministero ecclesiastico e vocazione alla storia ha nel mondo cattolico una tradizione gloriosa, che in Italia s’ingemma del nome immortale di Ludovico Antonio Muratori». Del gesuita modenese, in effetti, il missionario castrovillarese possedeva il rigore filologico e la padronanza del metodo, ma pure la predilezione per un tipo di indagine storiografica severa, basata sull’uso rigoroso delle fonti e di precise tecniche etnografiche e paleografiche, secondo un modus agendi comune ai grandi storiografi italiani della seconda metà del Novecento, tra i quali Rosario Villari, Federico Chabod, Manlio Rossi-Doria.

Altro elemento deccellenza è lincredibile mole delle sue opere: ben cinquecentocinquanta i volumi dati alle stampe nell’arco d’un sessantennio. Nella sua lunga e feconda attività, padre Russo ha messo in mostra doti, affatto comuni, di intellettuale, di letterato, di innamorato della cultura, senza mai dimenticare le proprie radici, al punto da poter essere a ragione considerato figlio e studioso di quella Calabria quasi sempre posta al centro d’ogni scritto. Il suo primo lascito, dunque, è un atto di donazione di un immenso patrimonio culturale. Un secondo elemento che il suo messaggio ci consegna è l’infinito amore filiale per la Terra bruzia, considerata vigna da rendere ubertosa e della quale egli stesso si è sentito umile e laborioso lavoratore. C’è, infine, un terzo aspetto da cogliere: lansia di far conoscere e divulgare i tesori artistici e letterari e, soprattutto, spirituali della sua patria, attraverso i personaggi insigni della cristianità, in particolare Gioacchino da Fiore e san Francesco di Paola.Questo, e tanto altro ancora, è stato padre Francesco Russo: ricordarne l’esempio, vuol dire rendere il giusto tributo alla Grazia divina, che lo ispirò, ed alla Calabria, che gli diede i natali e può oggi orgogliosamente additarlo al mondo intero quale simbolo dell’autentica calabresità.

+ Vincenzo Bertolone

 

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