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Sibari

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L’oggetto del contendere: "Marina di Sibari" un’opinione PDF Stampa E-mail
Scritto da antonio Cavallaro   
sabato, 14 aprile 2007 18:31

ImageSono trascorsi ben 5 anni da quando pubblicai la nota che segue nella seconda parte, era il 14 aprile del 2007. L'associazione "Sibari città del Mare" aveva cominciato a fare  i primi passi "maldestri" e mi ero permesso di attenzionare la faccenda a chi allora come oggi amminstra questo paese. Se fossero stati attenti e sopratutto vogliosi di agire, non avrebbero lasciato che quella combriccola combinasse quel po' po' di subbuglio sfociato oggi in un contenzioso col Comune di Cassano di milioni di Euro. Dopo i danni provocati da scelte tremendamente errate, la coalizione di centro destra capeggiata da chi ha amministrato per 8 anni, pretende di avere ancora la soluzione in tasca. Dobbiamo ridere o ci vogliamo prendere ancora una volta per i fondelli? Leggete per favore e se da allora è cambiato qualcosa, fatemelo sapere, perchè io non me ne sono accorto.

 

Credo che sia giunto il momento di esprimere un’opinione “INTERESSATA” sull’argomento “Consorzio città del Mare” di Marina di Sibari. Opinione interessata perché io abito con la mia famiglia a Marina di Sibari per 12 mesi all’anno e quindi le problematiche che vengono alla ribalta nei mesi estivi, io le vivo tutto l’anno. Nel 1988 mi trasferii a Sibari per motivi di lavoro e, avendo una casetta di proprietà decisi di stabilirmi in pianta stabile in quello che io definisco un quartiere residenziale-turistico del Comune di Cassano Jonio.Feci la mia brava richiesta di residenza al Comune e dopo alcuni mesi ebbi la certificazione di residenza per me e la mia famiglia. Da quel momento diventammo cittadini di questo comune.
Ci rendemmo conto subito della mancanza di alcuni servizi importanti quali : acqua potabile e rete per lo smaltimento delle acque bianche per non parlare della rete fognaria dimensionata in modo ridicolo. Mi peritai immediatamente di segnalare queste anomalie all’ufficio tecnico del comune che mi rispedì al “Consorzio Marina di Sibari”, che si occupava allora di questi servizi. Mi si raccontò che le società lottizzatici non avevano eseguito i lavori come avrebbero dovuto e che quindi bisognava prendersela con loro. Purtroppo era il solito giochino a scaricabarile, ma sono cose che più o meno tutti sanno. Mi posi allora e mi pongo ancora oggi un quesito: “L’Ente comunale deve controllare che i cittadini ai quali si è concesso di risiedere in un’area urbanizzata usufruiscano di tutti i servizi primari di una società civile?”  Penso proprio di si!  Tutte le amministrazioni che si sono susseguite in questi ultimi 20 anni si sono, però, perse dietro storie di ripicche personali, di cause legali ecc ecc. mentre la situazione non è mai migliorata.

Spiaggia di Marina di Sibari
Spiaggia di Marina di Sibari

Negli ultimi 12 o 13 anni, non ricordo con esattezza, il Comune ha incassato le quote per lo smaltimento dei rifiuti, per la rete fognaria e per l’erogazione dell’acqua “non potabile”, oltre naturalmente, all’ Imposta comunale sugli immobili (I.C.I.). In termini pratici qualche decina di milioni di Euro. Soldoni che l’Ente ha incassato senza battere ciglio, ma senza dare assolutamente alcun miglioramento dei servizi mancanti. Le uniche attività fatte dal Comune negli ultimi anni sono state quelle di fare un po’ di pulizia lungo le strade e le riparazioni di qualche tubo delle reti idrica e fognaria, poche decine di migliaia di Euro a fronte dei milioni incassati, ma questi “lavoretti” venivano eseguiti solo in prossimità dell’estate, per tappare la bocca ai proprietari d’immobili provenienti da altre regioni, i quali dovendo restare a Marina poche settimane ed essendo in vacanza, si sono spesso “accontentati” magari a malincuore.
L’anno scorso, un gruppo di proprietari, per la maggior parte commercianti, si riunisce per tentare di fare qualcosa e decide di costituire un Consorzio sulla falsa riga di quello che era stato costituito, trent’anni prima, al momento della lottizzazione, con uno statuto però più democratico e sotto certi aspetti anche innovativo.
Fin qui tutto bene. Il gruppetto formato da circa una ventina di persone, autofinanziandosi, elabora uno statuto, va dal notaio e costituisce formalmente il “Consorzio Città del Mare”. Successivamente si presenta dal Sindaco e si propone come gestore delle problematiche del quartiere.
Qualunque sindaco avrebbe risposto entusiasticamente di si, è ovvio. Viene qualcuno che spontaneamente è disposto a levare dal fuoco la patata bollente? Ma ben venga.
Bene, viene firmato un protocollo o qualcosa del genere e tutti sono felici e contenti. Il gruppetto di volenterosi inizia a far eseguire lavori, a prendere in carico costi di energia elettrica e di manutenzione accumulando decine di migliaia di Euro di spese. Ma ci si è dimenticati di alcuni passaggi importanti: cosa ne pensano gli altri duemila e cinquecento (circa)  proprietari di Marina di Sibari? Sono stati mai interpellati? Si è peritato l’Ente Comune di controllare se quel gruppetto di volenterosi avesse il beneplacito formale di almeno una maggior parte di futuri probabili soci di questo consorzio? Non è stato un abuso bello e buono quello di autonominarsi rappresentanti degli interessi comuni?
Non voglio entrare nel merito di tutte le altre azioni che queste persone hanno fatto in seguito, arrogandosi il diritto di decidere per gli altri. Ora però siamo giunti ad un bivio ed è necessario prendere una decisione definitiva.
Ritengo a norma di buon senso, che è alla base di qualsiasi azione anche giuridica,  che le prime e uniche azioni che questo gruppetto di persone debba intraprendere sono le seguenti:
• indire, per iscritto e non tramite altoparlante, un’assemblea di tutti i proprietari che vogliono divenire o che sono già, membri di questo consorzio, per eleggere un nuovo e REGOLARE comitato direttivo ed il conseguente esecutivo.
• Dimettersi e consegnare al nuovo comitato regolarmente eletto il Consorzio.
Non credo che sia da contestare il fatto che costoro abbiano preso delle iniziative per proporre soluzioni alla situazione di degrado del complesso residenziale, contesto però fermamente il fatto che vogliano continuare a essere i rappresentanti di persone che non li hanno mai autorizzati a farlo. Se democrazia deve essere che lo sia per davvero.
Nel frattempo questi signori hanno stilato regole, formulato ipotesi gestionali, preventivato costi e quote associative, invitato imprese, eseguito anche lavori che nessuno ha mai autorizzato, hanno inviato lettere e cartelle di pagamento, hanno minacciato il blocco dell’erogazione dell’acqua e della fogna ecc. ecc. ecc. chi più ne ha, più ne metta.
L’Ente comune cosa fa nel frattempo? Non avrebbe per caso dovuto farsi garante della legalità? Non avrebbe per caso dovuto controllare che queste persone avessero l’avallo FORMALE degli altri utenti?
Non sono un avvocato, non sono in grado di rispondere in termini legulei a queste domande, ma mi riservo di rivolgermi ad un legale nel caso che questi signori, non più semplici volenterosi a questo punto, insistano nel voler fare di testa propria.
Non sono un disfattista e poiché, come scritto prima, vivo 12 mesi l’anno a Marina di Sibari, forse più di chiunque altro sento la necessità che vengano una volta per tutte portate a soluzione le problematiche strutturali di Marina di Sibari, ma questo deve essere fatto nel crisma della democrazia, della legalità e del comune sentire.
Non tutti sono a conoscenza che durante lo scorso anno alcuni membri ed ex-membri del direttivo sono stati oggetto di azioni di natura dolosa: due automobili incendiate ed  un tentativo d’incendio di un’attività commerciale. Vi sembra poco? Non è che in questa gestione del Complesso ci si voglia infilare anche qualche cosca o coschetta?  Il businnes non è poi così male. Facciamo un po’ di conti, 2500 proprietari ad una media di 500 Euro ciascuno, fanno Unmilione e duecentocinquantamila Euro all’anno più annessi e connessi potrebbe essere un piatto appetitoso, chissà che gli inquirenti non ci abbiano già pensato, visto che le indagini sugli incendi sono tuttora in corso.
Mi aspetto che altri proprietari e utenti di Marina di Sibari facciano sentire la propria voce e che non stiano supinamente ad accettare tutto quello che viene loro propinato, salvo poi fare le sceneggiate napoletane quando d’estate le cose non funzionano.
Meditate gente, meditate.
Cordiali saluti
Antonio Cavallaro

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